La visibilità di un sito aziendale si gioca anche nelle risposte dell’intelligenza artificiale. Per chi realizza e gestisce piattaforme digitali, questo apre un possibile terreno di sviluppo: affiancare alla gestione tecnica dei portali un servizio continuativo di analisi e ottimizzazione dei contenuti.
È in questo scenario che Liferay annuncia la disponibilità in versione beta di SEO & AEO Studio, una soluzione che riunisce monitoraggio e interventi per la ricerca tradizionale e per i motori di risposta basati sull’AI.
Secondo il comunicato, la disponibilità generale è prevista per il primo trimestre del 2027. Per system integrator e partner specializzati nella digital experience, il lancio offre uno spunto per ampliare la consulenza verso le esigenze del marketing, collegando configurazioni della piattaforma, qualità dei contenuti e misurazione dei risultati.
SEO e motori di risposta in un unico ambiente
Il problema affrontato da Liferay riguarda la distanza tra individuare una criticità e correggerla. Nel percorso descritto dall’azienda, i content strategist raccolgono informazioni attraverso diversi strumenti esterni, per poi trasferirle ad amministratori e sviluppatori.
Le modifiche a configurazioni e template possono così richiedere un ulteriore ciclo di rilascio.
SEO & AEO Studio punta a riunire questi passaggi all’interno dell’ambiente Liferay. Si tratta di un sistema che combina scansione, identificazione dei problemi e applicazione delle correzioni direttamente sulla piattaforma che ospita i contenuti.
L’obiettivo dichiarato è estendere l’ottimizzazione dalla SEO all’Answer Engine Optimization, dedicata alla presenza nei motori di risposta, e alla Generative Engine Optimization, riferita ai sistemi di ricerca basati sull’intelligenza artificiale generativa.
Dai metadati all’accesso dei crawler AI
Secondo il comunicato, la soluzione analizza continuamente i siti per individuare criticità nei metadati, come titoli, descrizioni e URL canonici mancanti o non corretti.
Il controllo comprende anche ostacoli alla scansione e all’indicizzazione: blocchi nel file robots.txt, errori nelle sitemap e problemi di accesso per i crawler AI.
Sul versante dei contenuti, lo strumento segnala l’assenza di riepiloghi o sezioni FAQ e formulazioni che, secondo Liferay, possono ridurre le possibilità di essere citati dai sistemi di intelligenza artificiale.

Per il canale, una possibile applicazione è integrare queste verifiche negli assessment dei siti dei clienti, costruendo un piano di intervento che coinvolga sia gli aspetti tecnici sia quelli editoriali. Si tratta di una prospettiva di servizio, la cui efficacia andrà valutata sui risultati dei singoli progetti.
L’AI propone le modifiche, le persone approvano
L’assistente AI può generare meta description, suggerire titoli e creare sezioni FAQ. Il comunicato indica inoltre la possibilità di intervenire su problemi tecnici relativamente semplici, tra cui catene di reindirizzamento non funzionanti ed errori nelle sitemap, operando su pagine, contenuti e template.
Le correzioni possono essere applicate singolarmente oppure in modo massivo.
Il controllo resta affidato alle persone: le modifiche passano attraverso i sistemi di versioning e i workflow di Liferay DXP, con revisione e approvazione prima della pubblicazione.
“Liferay SEO & AEO Studio riunisce l’intero processo, dall’individuazione di un problema alla sua risoluzione, in un unico ambiente”, dichiara Julia Molano, Director of Product Management di Liferay. Un’impostazione che punta a ridurre i passaggi operativi tra marketing e team tecnici.
Misurare la presenza nelle risposte dell’AI
Un altro elemento riguarda il monitoraggio delle citazioni dei contenuti da parte dei sistemi AI e delle attività dei relativi crawler.
Il comunicato specifica l’integrazione con Google Search Console, PageSpeed Insights e Liferay Data Platform, con l’obiettivo di offrire una lettura unitaria delle prestazioni del sito.
Per i partner, questa base informativa potrebbe sostenere report periodici e revisioni delle priorità con il cliente. La presenza di una citazione AI, tuttavia, va letta come un indicatore di visibilità: il suo contributo agli obiettivi commerciali richiede una valutazione ulteriore.
Per i partner, spazio alla consulenza continuativa
La prospettiva per il canale è accompagnare il cliente lungo un ciclo di analisi, correzione e verifica. Accanto all’implementazione della piattaforma potrebbero trovare spazio attività di configurazione, definizione dei workflow, formazione dei team marketing e monitoraggio periodico.
Il valore del partner dipenderà dalla capacità di collegare le indicazioni dello strumento alle priorità dell’azienda: quali contenuti migliorare, quali problemi risolvere prima e quali risultati misurare.
La fase beta rappresenta quindi un’occasione per valutare la soluzione su casi concreti e verificare come inserirla in un’offerta di servizi continuativi.






