Sangfor spinge sulla virtualizzazione e punta sul canale

Sangfor entra tra i Visionary nel Gartner Magic Quadrant 2026 per la virtualizzazione server e accelera in Europa puntando su HCI, cloud, AI e partner.

Sangfor spinge sulla virtualizzazione e punta sul canale

Il mercato della virtualizzazione dei server sta attraversando una fase di profonda trasformazione e, mentre le imprese rimettono in discussione architetture, modelli di licensing e strategie infrastrutturali, per il canale ICT si apre un nuovo spazio competitivo.

È in questo scenario che Sangfor Technologies annuncia il proprio posizionamento come “Visionary” nel Gartner Magic Quadrant 2026 dedicato alle Server Virtualization Platforms, rafforzando parallelamente la propria strategia di crescita in Europa e in Italia.

Per reseller, system integrator, MSP e cloud service provider, il punto centrale non riguarda soltanto il riconoscimento degli analisti, ma soprattutto l’allargamento delle alternative disponibili in un mercato nel quale costi, flessibilità tecnologica e possibilità di migrazione sono diventati criteri sempre più determinanti.

Virtualizzazione, il mercato cambia rapidamente

Secondo quanto riportato nel comunicato, Gartner descrive quella attuale come la più significativa trasformazione del mercato della virtualizzazione server degli ultimi dieci anni.

Le aziende stanno rivalutando le proprie piattaforme anche alla luce dell’evoluzione dei modelli commerciali, del licensing e delle architetture cloud.

Sangfor prova a inserirsi proprio in questo passaggio proponendo una strategia basata su licensing competitivo, compatibilità hardware e modernizzazione dei workload.

Uno degli elementi evidenziati riguarda la possibilità di implementare Sangfor HCI sia come soluzione software su server certificati di diversi produttori, tra cui Dell, Lenovo, Sugon e xFusion, sia sotto forma di appliance hardware fornita direttamente dal vendor.

Una flessibilità che può diventare particolarmente interessante per i partner chiamati a progettare infrastrutture adattate ai diversi ambienti già presenti presso i clienti.

Keith Lee, Cloud Business Director di Sangfor Technologies, sintetizza così le richieste che stanno arrivando dal mercato: “Quello che sentiamo oggi dai responsabili IT è una richiesta di autentica trasparenza: stanno cercando infrastrutture software-defined che garantiscano costi prevedibili, scalabilità flessibile e la certezza che le condizioni non cambieranno radicalmente al momento del prossimo rinnovo”.

La crescita passa dai partner europei

Il tema diventa ancora più rilevante osservando la strategia di espansione di Sangfor.

Nel primo trimestre del 2026, secondo i dati comunicati dall’azienda, Sangfor HCI risultava adottata da oltre 29.000 clienti a livello globale nei settori governativo, finanziario, industriale, sanitario e dei trasporti.

Negli ultimi dodici mesi il vendor ha inoltre rafforzato le proprie attività commerciali e di business development in Medio Oriente, America Latina ed Europa.

Ed è proprio sul mercato europeo che emerge con maggiore evidenza il ruolo del canale. Sangfor sta infatti accelerando il business delle infrastrutture cloud attraverso una strategia basata sui partner e focalizzata sulle piattaforme Sangfor Virtualization (aSV) e Sangfor HCI.

L’obiettivo dichiarato è consentire a CSP, MSP, ISV e system integrator locali di costruire servizi di private e hybrid cloud localizzati, introducendo anche elementi legati alla sovranità del cloud. In Italia il vendor dichiara oltre 4.450 clienti e una presenza in crescita anche in Germania, Spagna e Polonia.

Per il canale significa poter lavorare non soltanto sulla vendita dell’infrastruttura, ma anche su migrazione, progettazione, servizi gestiti, continuità operativa e gestione del cloud privato.

HCI e continuità operativa al centro

Il secondo asse della proposta riguarda la modernizzazione delle infrastrutture critiche.

Le aziende stanno aumentando l’attenzione verso resilienza, continuità operativa e capacità di scalare nel tempo.

Sangfor HCI è stata sviluppata attorno a queste esigenze e include funzionalità come rolling e in-place upgrade, isolamento intelligente dei guasti hardware, HA 2.0, DRS 2.0, Continuous Data Protection con RPO dichiarato di un secondo e disaster recovery active-active.

Particolarmente significativo, in una fase caratterizzata dalla ricerca di alternative alle piattaforme consolidate, è anche il tema della migrazione.

La piattaforma prevede infatti una gestione allineata agli ambienti VMware, conversione automatizzata delle configurazioni, migrazione agentless e integrazione con strumenti di backup e monitoraggio. L’obiettivo è ridurre le discontinuità operative durante il passaggio verso nuove architetture.

Ed è proprio questo uno degli ambiti nei quali system integrator e service provider possono giocare un ruolo decisivo, trasformando la semplice sostituzione tecnologica in un progetto più ampio di assessment, migrazione e modernizzazione.

Dalla virtualizzazione alle infrastrutture AI ready

Il percorso descritto da Sangfor non si ferma alla virtualizzazione tradizionale.

L’architettura HCI viene infatti indicata come base per evolvere progressivamente verso private cloud, hybrid cloud e infrastrutture predisposte per l’AI. Tra gli elementi citati figurano architetture a due nodi, linear scale-out, supporto nativo per macchine virtuali e container, calcolo AI unificato e integrazione con Sangfor Cloud Platform.

“In qualità di Visionary, crediamo che Sangfor stia consentendo attivamente alle aziende non solo di modernizzare i propri private cloud, ma anche di renderli pronti per l’AI”, aggiunge Lee.

La convergenza tra virtualizzazione, cloud e workload AI può diventare uno dei principali terreni di sviluppo per il canale nei prossimi anni. Non sarà infatti sufficiente fornire capacità computazionale: partner e integratori dovranno aiutare i clienti a ridisegnare architetture, governance, sicurezza, continuità operativa e distribuzione dei workload.

Per il canale si allarga il mercato delle alternative

Il posizionamento di Sangfor nel Magic Quadrant arriva quindi in un momento particolare. Il consolidamento del mercato della virtualizzazione e la trasformazione delle politiche commerciali dei grandi vendor stanno inducendo molte imprese a riconsiderare tecnologie e fornitori.

Per il canale ICT significa assistere a una progressiva apertura del mercato verso piattaforme alternative, soprattutto nei progetti di HCI, private cloud, disaster recovery e modernizzazione infrastrutturale.

Sangfor può contare inoltre su una presenza già significativa in Italia. L’azienda dichiara oltre 4.500 clienti italiani tra pubblica amministrazione, sanità, università, settore finanziario e imprese private, supportati da una rete di partner certificati.

È proprio attraverso questa rete che si giocherà buona parte della crescita futura: trasformare la revisione delle piattaforme di virtualizzazione da semplice cambio tecnologico in un’occasione per costruire nuovi servizi infrastrutturali, cloud gestiti e ambienti AI ready.