Per gli MSP il tema dell’intelligenza artificiale non è più soltanto capire quali tecnologie inserire a portafoglio.
La questione, sempre più concreta, è come utilizzare AI e automazione per gestire più clienti, ridurre il peso delle attività manuali, aumentare l’efficienza dei tecnici e, soprattutto, preservare la marginalità dei servizi gestiti.
È questo il messaggio emerso da Acronis Accelerate: Time to Act, l’evento globale virtuale con cui Acronis ha chiamato i service provider a intervenire su quattro fronti ormai strettamente collegati: automazione, sicurezza, infrastruttura e sostenibilità economica dei servizi.
La trasformazione riguarda quindi direttamente il modello operativo del canale. Perché mentre aumentano le richieste dei clienti, si riducono i tempi disponibili per reagire agli incidenti e cresce la complessità degli ambienti IT, continuare ad aggiungere strumenti, console e processi separati rischia di diventare insostenibile.
Per gli MSP la sfida è fare di più senza moltiplicare i costi
Lo scenario delineato da Acronis mette insieme fenomeni diversi che convergono però sullo stesso problema.
L’adozione dell’AI continua a crescere, bot e sistemi automatizzati rappresentano ormai una componente rilevante del traffico Internet, mentre sul versante infrastrutturale la capacità disponibile nei data center diventa più difficile da reperire.
Contemporaneamente cambia il panorama della cybersecurity. Secondo i dati presentati durante l’evento, il tempo medio di breakout dell’e-crime è sceso a 29 minuti, riducendo ulteriormente la finestra nella quale un’organizzazione può individuare e contenere un attacco.
Per un MSP tutto questo si traduce in una pressione crescente sull’organizzazione. Aumentare il numero dei clienti senza automatizzare significa aumentare quasi proporzionalmente anche ticket, alert, richieste di supporto e interventi dei tecnici.
Un modello difficile da sostenere quando il mercato chiede contemporaneamente maggiore velocità, sicurezza e contenimento dei costi.
Da qui il ruolo che Acronis assegna all’automazione: ticket generati e gestiti automaticamente, alert prioritizzati, escalation preparate per gli operatori, patch individuate e sottoposte all’approvazione e procedure di onboarding capaci di ridurre drasticamente i tempi necessari per attivare un nuovo cliente.
L’AI deve togliere lavoro manuale, non aggiungere complessità
Il punto non è quindi introdurre semplicemente nuove funzionalità di intelligenza artificiale, ma utilizzarle per eliminare attività ripetitive e liberare risorse che gli MSP possono destinare a servizi a maggiore valore.
Lo ha sintetizzato Joshua Aaronson, COO e co-founder di Panda Technology: “La tecnologia deve eliminare l’attrito, non crearlo”.
L’azienda affida ad Acronis circa l’80% della tecnologia implementata e gestita per i propri clienti e, attraverso la razionalizzazione della piattaforma, ha dichiarato di avere velocizzato di sette volte l’onboarding dei nuovi clienti.
Un’esperienza che evidenzia una questione particolarmente rilevante per il canale: la standardizzazione tecnologica può diventare uno strumento per scalare il business.
Ridurre il numero delle piattaforme da amministrare significa infatti contenere le esigenze di formazione, diminuire la complessità operativa e permettere ai tecnici di concentrarsi maggiormente sulla relazione con il cliente e sulla gestione delle situazioni realmente critiche.
Anche Vittorio Acampora, CEO e CISO di Meginet, ha evidenziato questo aspetto: l’automazione supportata dall’AI può restituire tempo alle persone. Meno attività operative significa maggiori possibilità di concentrarsi sulla risoluzione dei problemi, sulla protezione dei clienti e sul miglioramento della qualità complessiva dei servizi.
La cybersecurity gestita diventa un’opportunità di ricavo
Per gli MSP la sicurezza rappresenta allo stesso tempo una responsabilità crescente e una delle principali aree sulle quali costruire nuovi ricavi ricorrenti.
Se un attacco può svilupparsi nell’arco di pochi minuti, il presidio della sicurezza non può più coincidere con gli orari di apertura del service provider. La protezione 24 ore su 24 diventa quindi una richiesta sempre più difficile da soddisfare internamente, soprattutto per gli operatori di piccole e medie dimensioni.
È all’interno di questo scenario che Acronis colloca Acronis MDR, servizio che combina monitoraggio continuo, analisti specializzati e funzionalità di detection, response e recovery.
Per il partner, il modello MDR consente di ampliare il catalogo dei servizi di cybersecurity senza dover necessariamente costruire da zero una struttura operativa disponibile 24/7.
È un passaggio importante perché permette anche agli MSP con organizzazioni più contenute di proporre servizi avanzati ai propri clienti e trasformare la sicurezza in una componente strutturale della propria offerta gestita.
Il vantaggio competitivo, di conseguenza, non deriva soltanto dalla capacità di rivendere una tecnologia, ma dalla possibilità di impacchettare protezione, monitoraggio e gestione all’interno di un servizio continuativo.
Virtualizzazione e cloud rimettono l’infrastruttura al centro
Il secondo terreno sul quale gli MSP sono chiamati a intervenire è quello infrastrutturale.
La disponibilità limitata nei data center, insieme all’evoluzione delle strategie commerciali dei vendor della virtualizzazione e degli hyperscaler, sta infatti spingendo molti service provider a rivedere architetture, costi e modalità di gestione dei workload.
Non si tratta solamente di sostituire una piattaforma con un’altra. Per un MSP una migrazione può coinvolgere centinaia di clienti, migliaia di workload, competenze tecniche consolidate e investimenti hardware già effettuati.
Acronis prova a rispondere a questa esigenza con Acronis Cyber Frame, piattaforma che riunisce infrastruttura, automazione, sicurezza e gestione. Template di deployment riutilizzabili e strumenti di migrazione automatizzata da piattaforme di virtualizzazione legacy e cloud hyperscale sono pensati per ridurre la complessità della transizione.
Un esempio arriva da Net3 Technology. Devon Stephens, Senior Sales Engineer della società, ha raccontato la necessità di migrare 250 clienti e oltre 2.000 workload della propria offerta di private cloud gestito.
Attraverso Cyber Frame Local, il service provider ha potuto mantenere le funzionalità richieste, riutilizzare l’hardware disponibile e contenere i tempi necessari per formare i tecnici, ottenendo allo stesso tempo migliori prestazioni e una maggiore marginalità.
Ed è proprio quest’ultimo elemento a rendere il tema particolarmente interessante per il canale: una scelta infrastrutturale non incide soltanto sull’architettura tecnologica, ma direttamente sul conto economico del servizio gestito.
Dal portafoglio prodotti alla piattaforma operativa dell’MSP
La direzione indicata da Acronis è dunque quella della convergenza. Cybersecurity, protezione del dato, gestione IT e infrastruttura non vengono più considerate come silos separati, ma come componenti di un’unica piattaforma attraverso cui l’MSP può governare il ciclo di vita del cliente.
È anche il terreno sul quale si gioca una parte della futura competizione tra vendor e operatori di canale.
Per un service provider, infatti, la crescita non dipende necessariamente dall’aggiungere continuamente nuovi prodotti. Può dipendere invece dalla capacità di ridurre il numero degli strumenti necessari per erogare quei servizi, automatizzare le attività ripetitive e utilizzare le risorse tecniche dove generano maggiore valore.
Jay McBain, Chief Analyst di Omdia, intervenuto durante l’evento, ha inserito questa trasformazione nel più ampio cambiamento che sta interessando canali, partnership ed ecosistemi tecnologici: aspettative dei clienti, modelli di acquisto e capacità degli attaccanti stanno evolvendo contemporaneamente e obbligano i partner a ripensare processi e servizi.

Per il canale la partita si gioca sulla marginalità
Il messaggio conclusivo di Acronis riguarda quindi meno la singola tecnologia e molto di più il modello industriale dell’MSP.
“Per gli MSP, la capacità di crescere non dipende soltanto dall’ampliare il portfolio di servizi, ma anche dal poterli erogare in modo efficiente, mantenendo il controllo su costi, sicurezza e infrastruttura”, ha spiegato Denis Cassinerio, Vice President South Europe CEE di Acronis.
Secondo Cassinerio, AI e automazione possono contribuire a questo obiettivo soltanto quando vengono integrate realmente nei processi operativi, evitando di creare ulteriori livelli di complessità.
“Con Acronis, i service provider possono intervenire su queste esigenze attraverso un’unica piattaforma che combina cybersecurity, protezione dei dati e gestione dell’infrastruttura, con l’obiettivo di rendere più efficiente l’operatività e creare le condizioni per sviluppare servizi sostenibili nel tempo”.
Per reseller evoluti, MSP e MSSP è probabilmente questo il punto più interessante. L’AI sta entrando nel canale non soltanto come nuova categoria di prodotto da proporre ai clienti, ma come strumento per modificare il modo stesso in cui vengono costruiti ed erogati i servizi.
Automatizzare onboarding, gestione dei ticket e attività di sicurezza; ridurre il numero delle piattaforme; ampliare i servizi MDR e mantenere sotto controllo i costi infrastrutturali significa, in ultima analisi, poter servire più clienti senza far crescere nella stessa proporzione struttura e costi.
Ed è qui che l’automazione smette di essere soltanto una promessa tecnologica e diventa una questione di scalabilità e marginalità per il canale ICT.






