NetApp acquisisce JetStream, più forza alla cyber resilience

Con JetStream, NetApp potenzia disaster recovery e mobilità dei dati VMware con più flessibilità nel cloud e maggiore protezione dei workload enterprise ibridi.

NetApp acquisisce JetStream, più forza alla cyber resilience

NetApp mette un altro tassello nella strategia che lega protezione del dato, cloud e cyber resilience.

La società ha annunciato l’acquisizione di JetStream Software, specializzata nelle tecnologie di disaster recovery e migrazione per gli ambienti VMware.

L’obiettivo di questa acquisizione è ampliare le capacità del proprio portfolio e accompagnare le aziende nella gestione di infrastrutture sempre più distribuite tra data center, cloud e ambienti multicloud.

L’operazione arriva in una fase in cui la continuità operativa non può essere affrontata come un capitolo separato dalla strategia infrastrutturale.

La crescita dei workload legati all’intelligenza artificiale, la necessità di proteggere applicazioni critiche e la progressiva evoluzione verso il cloud stanno infatti rendendo il dato uno degli elementi sui quali si misura la capacità delle imprese di resistere a incidenti e interruzioni.

NetApp acquisisce JetStream e punta sui workload VMware

Il punto di partenza dell’operazione è il peso che VMware continua ad avere negli ambienti enterprise.

Molte aziende utilizzano queste infrastrutture per applicazioni considerate critiche e, quando arriva il momento di valutare il passaggio al cloud, il problema non è soltanto scegliere dove portare i workload, ma farlo evitando costi eccessivi, complessità operative e soprattutto interruzioni.

In questo percorso il disaster recovery può diventare una sorta di ponte.

Prima si trasferisce nel cloud la capacità di ripristinare i sistemi in caso di incidente; successivamente, quando l’organizzazione è pronta, anche i workload di produzione possono seguire lo stesso percorso.

È proprio qui che NetApp vuole inserire la tecnologia di JetStream.

L’obiettivo dichiarato è consentire ai clienti di proteggere ambienti VMware che utilizzano praticamente qualsiasi piattaforma storage e, in caso di necessità, ripristinarli sulle soluzioni NetApp, compreso Azure NetApp Files.

NetApp acquisisce JetStream, più forza alla cyber resilience
NetApp acquisisce JetStream, più forza alla cyber resilience

Disaster recovery, una porta d’ingresso verso il cloud

Dietro l’acquisizione c’è quindi qualcosa di più della semplice aggiunta di una tecnologia al catalogo.

NetApp prova a intercettare un’esigenza molto concreta delle imprese: modernizzare senza essere costrette a cambiare tutto contemporaneamente.

Pravjit Tiwana, Senior Vice President e General Manager, Cloud Storage and Services di NetApp, sintetizza il concetto spiegando che i clienti vogliono passare al cloud “secondo le proprie tempistiche”.

JetStream permette di iniziare dal disaster recovery e, successivamente, di estendere il percorso agli ambienti di produzione.

È una logica che può risultare interessante per le realtà con infrastrutture VMware consolidate, nelle quali una migrazione immediata di applicazioni e dati comporterebbe rischi e complessità difficili da giustificare.

La resilienza diventa così non soltanto una misura di sicurezza, ma anche uno strumento per rendere più graduale la trasformazione infrastrutturale.

SnapMirror resta centrale nella strategia NetApp

L’ingresso di JetStream non mette tuttavia in secondo piano le tecnologie già presenti nell’offerta NetApp.

La società precisa infatti che SnapMirror continuerà a essere la soluzione di replica preferita negli ambienti NetApp.

La differenza sta nel perimetro che la nuova combinazione dovrebbe riuscire a coprire. JetStream permette infatti a NetApp di guardare non soltanto alle installazioni costruite sul proprio storage, ma anche alla più vasta base VMware che utilizza sistemi di terze parti.

Per NetApp significa allargare il raggio d’azione della propria proposta di protezione dei dati; per i clienti, almeno nelle intenzioni dell’azienda, poter affrontare recovery e migrazione senza dover necessariamente riprogettare da subito l’intera infrastruttura.

Cyber resilience e AI riportano il dato al centro

L’acquisizione va letta anche nel quadro più ampio della strategia con cui NetApp sta cercando di posizionarsi nell’era dell’AI.

George Kurian, Chief Executive Officer dell’azienda, mette insieme tre elementi: crescita, innovazione nell’intelligenza artificiale e continuità operativa.

Più le imprese utilizzano i dati per alimentare applicazioni e sistemi AI, più aumenta infatti il costo potenziale della loro indisponibilità.

Proteggere l’informazione non significa quindi soltanto predisporre una copia di backup, ma garantirne disponibilità, recuperabilità e mobilità tra ambienti differenti.

Secondo Kurian, l’integrazione di JetStream dovrebbe rafforzare la capacità di NetApp di mantenere i dati “sicuri, disponibili e pronti” anche di fronte a possibili disruption.

È una visione che sposta progressivamente il concetto di cyber resilience dalla sola risposta all’attacco informatico alla capacità complessiva dell’infrastruttura di continuare a funzionare, recuperare i workload e rendere nuovamente disponibili applicazioni e informazioni.

Più spazio per cloud e modernizzazione delle infrastrutture

JetStream porta inoltre in NetApp un’esperienza specifica nella protezione e nel ripristino dei workload in ambienti cloud e multicloud, rivolta sia ai cloud service provider sia alle grandi organizzazioni.

La società sviluppa tecnologie destinate alle infrastrutture hyperscale basate su VMware e alla protezione di workload cloud-native.

L’acquisizione permette così a NetApp di collegare in maniera più stretta tre passaggi che per molte imprese procedono ormai insieme: proteggere le applicazioni, spostarle quando necessario e modernizzare progressivamente l’infrastruttura.

Tom Critser, co-founder e CEO di JetStream Software, sottolinea proprio la necessità di consentire ai clienti di far evolvere gli ambienti IT “senza aggiungere complessità“.

Con l’ingresso in NetApp, la tecnologia dell’azienda potrà essere combinata con i servizi dati e con il portfolio cloud storage del gruppo.

Per NetApp la resilienza diventa parte della trasformazione

Per il mercato e per l’ecosistema che lavora attorno alle infrastrutture enterprise, il significato dell’operazione è soprattutto questo: disaster recovery, migrazione al cloud e data protection stanno diventando componenti dello stesso progetto.

Non si tratta più soltanto di predisporre un piano da utilizzare quando qualcosa va storto.

La possibilità di spostare e ripristinare rapidamente i workload può diventare parte integrante delle scelte con cui un’impresa decide dove eseguire le proprie applicazioni e come distribuirle tra infrastruttura tradizionale e cloud.

Resta però importante distinguere l’acquisizione dalle funzionalità che deriveranno dalla futura integrazione.

La società precisa che allineamento, sviluppo e tempistiche delle capacità basate sulla tecnologia JetStream rimangono soggetti alle decisioni future dell’azienda.

La direzione, tuttavia, è già leggibile: fare della cyber resilience del dato un elemento strutturale della strategia cloud, offrendo alle aziende un percorso meno traumatico per proteggere gli ambienti VMware di oggi e preparare l’infrastruttura su cui costruire quelli di domani.