Data Cube rafforza il canale con Weagle per browser e AI

L’accordo amplia l’offerta cybersecurity di Data Cube con Weagle, piattaforma che protegge browser, SaaS e GenAI da phishing, data leakage e nuove minacce.

Data Cube rafforza il canale con Weagle per browser e AI

Il browser non è più soltanto la porta di accesso al Web.

È diventato uno degli ambienti nei quali si concentra una parte crescente del lavoro quotidiano delle imprese: applicazioni SaaS, servizi cloud, motori di ricerca e, soprattutto, strumenti di Intelligenza Artificiale generativa.

Un cambiamento che amplia inevitabilmente anche la superficie di attacco e apre nuove opportunità per il canale della cybersecurity.

È in questo scenario che si inserisce l’accordo di distribuzione siglato da Data Cube con Weagle, piattaforma progettata per proteggere le attività aziendali che avvengono direttamente attraverso browser e strumenti AI.

Per Data Cube l’ingresso della tecnologia nel portafoglio significa ampliare la propria proposta di cybersecurity in un ambito destinato ad assumere un peso crescente nelle strategie di sicurezza delle aziende.

Per reseller, system integrator, MSP e MSSP, invece, si apre la possibilità di intervenire su rischi che gli strumenti tradizionali di protezione di rete ed endpoint non sempre riescono a intercettare.

Il browser diventa una nuova superficie di attacco

La progressiva centralità del browser nei processi aziendali sta modificando anche il perimetro della sicurezza informatica.

Credenziali, dati aziendali, applicazioni e servizi GenAI convivono ormai all’interno delle stesse sessioni di navigazione. È proprio in questo spazio che possono svilupparsi minacce quali malvertising, estensioni malevole, attacchi Browser-in-the-Browser, phishing, AI poisoning e fenomeni di data leakage.

Weagle opera direttamente nel browser e nel layer AI con l’obiettivo di individuare e bloccare contenuti e script JavaScript malevoli, contrastare tentativi di phishing e prevenire l’esposizione di informazioni sensibili.

L’approccio punta quindi a portare la protezione nel punto in cui avviene materialmente l’interazione tra utente, applicazioni Web e informazioni aziendali.

GenAI, il rischio passa anche dai prompt

L’altro fronte su cui si concentra Weagle è quello dell’utilizzo aziendale dell’Intelligenza Artificiale generativa.

La diffusione di strumenti GenAI ha infatti introdotto un nuovo problema per le imprese: evitare che informazioni riservate vengano inserite involontariamente all’interno di prompt, documenti o contenuti inviati alle piattaforme AI.

Attraverso funzionalità di GenAI Data Loss Prevention, Weagle può analizzare prompt, contenuti incollati e file caricati prima del loro invio, verificando la presenza di credenziali, informazioni personali, dati finanziari o altri contenuti considerati sensibili sulla base delle policy aziendali.

Una funzione particolarmente interessante per il canale perché porta il tema della protezione dell’AI fuori dalla sola dimensione infrastrutturale e lo collega direttamente alla governance dell’utilizzo quotidiano di questi strumenti.

Policy e telemetria entrano nel browser

La piattaforma mette inoltre a disposizione funzionalità di policy enforcement che consentono di applicare differenti regole a livello di organizzazione, gruppo o singolo utente.

A queste si aggiungono strumenti di security telemetry pensati per aumentare la visibilità sulle attività svolte attraverso il browser.

Gli eventi rilevati possono essere integrati con i sistemi SIEM e con i processi di security operations già presenti nelle organizzazioni, estendendo così il monitoraggio dagli endpoint e dall’infrastruttura fino al comportamento dell’utente durante la navigazione e l’utilizzo delle applicazioni AI.

Abbiamo scelto Data Cube per la sua esperienza nel mercato della cybersecurity e per la capacità di raggiungere un ecosistema qualificato di partner e aziende“, spiega Lorenzo Cerrone, CEO & Founder di Weagle. “Questa collaborazione rappresenta per noi un’opportunità importante per rafforzare la presenza di Weagle sul mercato italiano e supportare sempre più organizzazioni nella protezione delle attività web e nell’utilizzo sicuro dell’Intelligenza Artificiale”.

Una nuova leva per reseller, MSP e MSSP

Dal punto di vista del canale, l’accordo amplia soprattutto lo spazio per nuovi servizi di sicurezza.

La protezione del browser e dell’utilizzo della GenAI può infatti diventare parte di progetti più ampi di cybersecurity, data protection, gestione degli accessi e security operations.

Per MSP e MSSP significa anche poter includere nei servizi gestiti attività di monitoraggio, definizione delle policy, analisi degli eventi e protezione dall’esfiltrazione dei dati legata all’utilizzo dell’AI.

È una direzione che Data Cube considera strategica proprio per l’evoluzione delle modalità di lavoro aziendali.

Il browser è diventato uno degli ambienti di lavoro più utilizzati dalle aziende e, con la diffusione della GenAI, al suo interno transitano ogni giorno quantità sempre maggiori di informazioni e dati sensibili”, osserva Lorenzo Zanotto, CEO di Data Cube.

Secondo Zanotto, questa evoluzione sta creando una superficie di attacco che richiede strumenti in grado di intervenire direttamente nel punto di incontro tra utenti, dati e applicazioni.

Il valore della distribuzione passa dai servizi

L’arrivo di Weagle nel portafoglio Data Cube conferma inoltre un’evoluzione più ampia del ruolo della distribuzione ICT.

Aumentare il numero di tecnologie disponibili non è infatti sufficiente. La vera partita per il distributore a valore si sposta sempre più sulla capacità di individuare nuovi ambiti di mercato, costruire competenze e aiutare i partner a trasformare le tecnologie in servizi vendibili alle imprese.

Browser security e protezione della GenAI rappresentano, in questo senso, due aree ancora relativamente nuove ma destinate a entrare progressivamente nei progetti di cybersecurity.

Per il network Data Cube la partnership con Weagle può quindi diventare non soltanto un’estensione di catalogo, ma un’opportunità per costruire nuove proposte attorno alla protezione dei dati e all’utilizzo controllato dell’Intelligenza Artificiale.

Ed è proprio qui che il canale può giocare un ruolo decisivo: trasformare una nuova superficie di rischio in un nuovo spazio di consulenza, integrazione e servizi gestiti.

Ho mantenuto i contenuti tecnici del comunicato, ma ho ridotto l’impostazione promozionale e accentuato il tema delle opportunità concrete per il canale ICT.