La complessità dell’IT non si governa più aggiungendo un’altra tecnologia al mosaico. Serve piuttosto un livello capace di far dialogare infrastrutture, applicazioni, sicurezza, dati e Intelligenza Artificiale, trasformandoli in servizi realmente utilizzabili dal business.
È su questa direttrice che WeAreProject lancia APE – Advanced Platform Engineering, nuova divisione che introduce nell’ecosistema del Gruppo le competenze di Platform Engineering e punta a cambiare il modo in cui le aziende progettano e consumano l’IT: non più un insieme di sistemi da amministrare, ma un vero e proprio prodotto interno, governato, scalabile e accessibile alle diverse funzioni aziendali.
Il Platform Engineering entra nella strategia WeAreProject
La nuova business unit nasce in risposta a una trasformazione ormai evidente nelle infrastrutture aziendali.
Cloud ibrido, applicazioni distribuite, sistemi legacy, piattaforme dati e progetti di Intelligenza Artificiale convivono all’interno di ambienti sempre più articolati, nei quali il problema non è soltanto introdurre innovazione, ma riuscire a governarla.
APE vuole agire precisamente su questo punto. Il Platform Engineering viene utilizzato per costruire piattaforme tecnologiche interne capaci di ridurre la complessità, standardizzare servizi e processi e rendere più semplice l’accesso alle risorse IT da parte di sviluppatori e funzioni aziendali.
La divisione si rivolgerà in particolare alle organizzazioni mid-market ed enterprise.
Per WeAreProject è anche un ulteriore tassello della propria strategia full-stack: alle competenze già presenti nell’ecosistema si aggiunge così uno strato che collega infrastruttura, sviluppo applicativo, sicurezza, dati e AI, con un approccio orientato alla costruzione di piattaforme digitali di nuova generazione.
Da cloud native a DevSecOps: il perimetro di APE
Il raggio d’azione della nuova divisione è ampio. Le competenze comprendono Container Platform, piattaforme di virtualizzazione e ambienti ibridi, DevSecOps e Automation, Modern Data Platform, Enterprise AI Platform, Cloud-Native Security, Observability, log management, HPC e Managed Services avanzati.
Il punto, però, non è semplicemente ampliare il catalogo dei servizi.
Il modello punta a creare un’infrastruttura tecnologica nella quale componenti differenti possano essere integrate e governate in maniera coerente.
Una logica particolarmente rilevante per le imprese che devono modernizzare l’IT senza poter cancellare quanto costruito negli anni.
APE parte infatti dal presupposto che modernizzazione e sistemi legacy debbano necessariamente convivere. La divisione non propone quindi un modello di sostituzione radicale dell’esistente, ma una progressiva evoluzione delle architetture, nella quale nuove piattaforme e tecnologie possano innestarsi sul patrimonio IT aziendale.
Sovranità digitale e controllo del dato
Dentro questa impostazione entra anche il tema della sovranità digitale. La proposta prevede un supporto alle aziende per aumentare progressivamente il controllo sulle proprie risorse tecnologiche attraverso governance del dato, maggiore autonomia, portabilità dei workload e gestione delle informazioni.
È un passaggio che rende il Platform Engineering particolarmente interessante anche in chiave ChannelTech: la discussione sull’infrastruttura non riguarda infatti soltanto le prestazioni, ma sempre di più il controllo dell’intero ciclo di vita dei dati, la scelta delle piattaforme, l’interoperabilità e la capacità di evitare dipendenze tecnologiche difficili da governare.
La divisione sarà composta da un team trasversale di circa 50 professionisti, provenienti da differenti aree tecnologiche del Gruppo, e sarà guidata da Simone Dozza, CRO of Advanced Platform Engineering Division di WeAreProject.
L’AI deve uscire dalla fase sperimentale
Uno degli ambiti sui quali APE concentrerà maggiormente l’attenzione sarà l’Intelligenza Artificiale enterprise. L’obiettivo è creare attraverso pratiche di AI Platform Engineering le fondamenta tecnologiche necessarie a portare i progetti AI oltre la sperimentazione.
Questo significa intervenire su MLOps, AIOps, governance, gestione del dato e controllo dei costi, costruendo ambienti nei quali modelli e applicazioni AI possano essere effettivamente industrializzati e scalati.
È una questione sempre più centrale anche per partner, system integrator e provider di servizi: l’adozione dell’AI non può essere separata dall’architettura sulla quale viene eseguita, dalle politiche di sicurezza, dalla qualità dei dati e dai meccanismi utilizzati per governarne costi e prestazioni.

Piattaforme aperte, governate e orientate al business
Secondo Alberto Ghisleni, CEO di WeAreProject, la creazione di APE completa ulteriormente la capacità del Gruppo di accompagnare le imprese lungo il percorso di trasformazione digitale.
Il Platform Engineering, nella visione dell’azienda, deve consentire alle organizzazioni di valorizzare il patrimonio tecnologico già presente e, contemporaneamente, costruire le condizioni per scalare progetti di AI, automazione e data management.
Ghisleni indica nelle piattaforme “aperte, governate e orientate al business” uno dei punti attorno ai quali si svilupperà il futuro dell’IT.
L’IT diventa un servizio interno in self-service
L’obiettivo della divisione è costruire piattaforme capaci di unificare ambienti eterogenei, automatizzare processi e offrire maggiore flessibilità tecnologica.
L’IT come prodotto significa anche creare servizi fruibili in modalità self-service, riducendo il peso delle attività operative sui team tecnologici e aumentando l’autonomia delle funzioni che utilizzano quei servizi.
In questa prospettiva, l’IT può passare dall’essere percepito principalmente come centro di costo a diventare un servizio a valore aggiunto per l’organizzazione.
Ed è probabilmente qui che si trova l’elemento più interessante della nascita di APE per il canale ICT.
La modernizzazione delle infrastrutture si sta spostando dalla vendita e integrazione di singole tecnologie alla costruzione di piattaforme continuative, governate e gestite.
Un terreno nel quale system integrator, MSP, vendor e specialisti del cloud possono giocare un ruolo crescente, accompagnando le imprese non soltanto nell’adozione della tecnologia, ma nella sua trasformazione in un servizio direttamente collegato ai processi di business.






