La connettività non si gioca più soltanto sulla velocità della rete.
Per operatori, service provider e partner tecnologici, il terreno competitivo si sta spostando sempre più verso la capacità di attivare servizi rapidamente, gestire da remoto gli apparati, ridurre gli interventi manuali e trasformare l’infrastruttura in un modello operativo scalabile.
È in questa direzione che va la collaborazione tra Genexis e Connecting Project, che porta sul mercato italiano una proposta di Connectivity-as-a-Service, pensata per integrare hardware, gestione cloud, provisioning automatizzato e supporto locale all’implementazione.
La soluzione combina il gateway Wi-Fi HX30 di Genexis con strumenti di gestione CPE basati su cloud e un modello a sottoscrizione.
Dall’hardware al servizio gestito
L’aspetto più interessante per il canale è proprio il cambio di prospettiva.
Il gateway non è più il centro dell’offerta, ma diventa uno degli elementi di una piattaforma di servizio che comprende gestione remota del ciclo di vita dei dispositivi, provisioning zero-touch, diagnostica, monitoraggio operativo e supporto all’integrazione.
Per operatori e partner significa intervenire su uno dei costi meno visibili, ma più rilevanti, nella gestione delle reti broadband: l’operatività quotidiana.
Ridurre il provisioning manuale, aumentare la percentuale di installazioni riuscite al primo tentativo e diagnosticare i problemi da remoto consente infatti di migliorare contemporaneamente efficienza e qualità percepita dal cliente finale.
In questa logica il modello as-a-service introduce anche una maggiore prevedibilità economica, perché sposta parte della relazione da una vendita puntuale di apparati a un servizio continuativo.
È una dinamica che può aprire spazio a ricavi ricorrenti, servizi di gestione e attività a maggiore valore aggiunto per system integrator e operatori.
Standard aperti per evitare il lock-in
Un altro elemento centrale della proposta è l’utilizzo di standard aperti e interoperabili. L’obiettivo dichiarato è permettere agli operatori di far crescere i servizi senza essere legati a un singolo ecosistema tecnologico.
Per il canale questo tema non è secondario. La possibilità di integrare dispositivi, piattaforme e servizi diversi amplia lo spazio progettuale dei partner e riduce il rischio di architetture troppo rigide.
“Gli operatori hanno bisogno di soluzioni a banda larga veloci da implementare, aperte dal punto di vista operativo e attraenti per gli utenti finali”, spiega Gerlas van den Hoven, CEO di Genexis. “Insieme a Connecting Project, stiamo aiutando gli operatori a portare sul mercato servizi di connettività affidabili e di alta qualità con minore complessità e maggiore controllo”.
Più controllo sul ciclo di vita del cliente
La partita riguarda anche la customer experience. Il gateway HX30 integra Wi-Fi 6 e funzioni di gestione remota e service assurance, con l’obiettivo di offrire maggiore visibilità sul funzionamento degli apparati e accelerare la risoluzione dei problemi.
Questo passaggio è particolarmente rilevante per gli operatori che stanno cercando di monetizzare gli investimenti FTTH. Portare fibra nelle abitazioni non basta se l’esperienza Wi-Fi interna rimane problematica o se il supporto tecnico genera costi elevati.
La possibilità di intervenire da remoto, monitorare lo stato degli apparati e limitare le attività sul campo può quindi diventare un fattore competitivo, soprattutto su grandi basi installate.

Il valore del presidio locale
Nella partnership, Connecting Project avrà il compito di supportare vendita, integrazione e implementazione sul territorio italiano, mettendo a disposizione competenze specifiche nel settore telecomunicazioni.
“Il nostro obiettivo è rendere l’implementazione dei servizi broadband più semplice e scalabile per gli operatori italiani”, sottolinea Luca Cecchi, Direttore Generale di Connecting Project. “Combinando la tecnologia consolidata di Genexis con le nostre competenze locali in ambito integrazione e gestione operativa, possiamo aiutare gli operatori ad accelerare l’attivazione dei servizi, mantenendo al tempo stesso un maggiore controllo lungo l’intero ciclo di vita del servizio”.
È proprio il presidio locale uno degli elementi che può fare la differenza.
Connecting Project opera infatti come system integrator specializzato nelle telecomunicazioni, con competenze che spaziano dalle reti broadband e FTTH alle piattaforme wholesale, fino allo sviluppo software e alla gestione operativa delle reti.
Un’opportunità per system integrator e service provider
Per il canale ICT, la collaborazione tra Genexis e Connecting Project indica una tendenza più ampia: la progressiva trasformazione dell’infrastruttura di rete in servizio.
Il valore si sposta così dalla fornitura dell’apparato alla capacità di orchestrare provisioning, gestione, monitoraggio e assistenza lungo tutto il ciclo di vita.
Per system integrator, operatori e service provider significa poter costruire offerte più articolate, con servizi ricorrenti, gestione remota e supporto operativo. In altre parole, meno hardware isolato e più piattaforme capaci di generare continuità di relazione con il cliente.
Ed è probabilmente su questo terreno, più ancora che sulla singola specifica tecnica del gateway, che si giocherà una parte crescente della competizione nel broadband italiano.






