A SPS Italia 2026, EFA Automazione si presenta non più soltanto come riferimento storico nell’automazione industriale, ma come uno degli snodi attraverso cui il Gruppo Relatech intende rafforzare la propria strategia sulla convergenza tra IT e OT.
Il messaggio che emerge è chiaro: la fabbrica digitale non si costruisce più separando macchine, dati, cybersecurity e servizi IT, ma integrando questi elementi in un’unica proposta industriale, tecnologica e di canale.
La presenza di EFA a SPS diventa così il racconto di una trasformazione più ampia. Da un lato resta centrale il patrimonio OT fatto di connettività industriale, pannelli operatore, SCADA, MES, gateway e teleassistenza.
Dall’altro entrano con forza piattaforme dati, intelligenza artificiale, Microsoft Fabric, cybersecurity OT, gestione remota e nuove competenze per system integrator e partner.
Relatech valorizza EFA nel nuovo perimetro IT/OT
La strategia viene spiegata da Emiliano Rantucci, presidente e amministratore delegato del Gruppo Relatech, che inquadra le novità di SPS Italia 2016 dentro un percorso di integrazione tra le diverse competenze del gruppo.
“Le novità sono molteplici perché oltre alla pluriennale esperienza di EFA Automazione, che è un’azienda del gruppo Relatech, stiamo cercando di mettere a fattore comune anche le competenze delle altre anime del gruppo”, afferma Rantucci.
Il punto di partenza resta quindi la storia di EFA Automazione nel mondo industriale.
Ma il valore aggiunto, oggi, arriva dalla possibilità di collegare quell’esperienza a un’offerta più ampia, capace di parlare sia ai responsabili di produzione sia alle funzioni IT delle imprese manifatturiere.
In questo scenario, l’automazione non è più un dominio isolato: diventa il primo livello di una catena che porta dal campo industriale al dato, dal dato alla decisione, dalla decisione alla sicurezza e alla governance.
Rantucci richiama l’offerta tradizionale di EFA Automazione, citando “i pannelli operatore, la connettività industriale, piuttosto che il mondo SCADA, MES” come elementi distintivi del portafoglio.
Sono tecnologie che continuano a rappresentare il cuore dell’OT, ma che assumono un significato nuovo quando vengono inserite in architetture digitali più estese.

A SPS il dato industriale diventa piattaforma decisionale
La novità più rilevante presentata a SPS Italia 2026 riguarda l’Industrial Data Platform. È qui che la convergenza IT/OT assume una forma concreta.
La piattaforma nasce per raccogliere e valorizzare i dati prodotti dagli ambienti industriali, trasformandoli in informazioni utili per prendere decisioni.
“Stiamo presentando l’Industrial Data Platform, che è una piattaforma dati ovviamente basata sull’intelligenza artificiale che abbiamo sviluppato sulla piattaforma Microsoft, in particolare su Fabric”, spiega Rantucci.
Il passaggio è strategico per il canale e per il mondo industriale. MES e SCADA producono grandi quantità di dati su macchine, processi, linee produttive, performance e anomalie.
Tuttavia, senza una piattaforma capace di organizzarli e interpretarli, queste informazioni rischiano di rimanere confinate al reparto produttivo. L’Industrial Data Platform punta invece a trasformarle in un framework decisionale.
Rantucci lo chiarisce quando sottolinea che la piattaforma “trasforma il mondo MES, il mondo SCADA, quindi i dati che questi sistemi producono, in una piattaforma, in un framework di dati decisionale”.
In altre parole, il dato OT viene portato dentro una logica IT, dove può essere governato, analizzato, protetto e utilizzato per migliorare processi, efficienza e capacità di risposta dell’impresa.
La convergenza passa da Microsoft Fabric e Ignition
Massimo Erba, Business Unit Director della Business Unit Industrial Automation all’interno del Gruppo Relatech, interpreta l’Industrial Data Platform come il nome concreto della convergenza IT/OT. “Questo è uno dei temi che portiamo già da anni”, sottolinea Erba. “L’intelligenza artificiale ci permette di rinnovarlo ogni anno, quindi la convergenza IT-OT l’abbiamo chiamata Industrial Data Platform”.
Sul piano tecnologico, il modello parte dall’OT e arriva all’IT. Erba cita Ignition come una delle tecnologie più rilevanti nel mondo operativo e Microsoft Fabric come piattaforma di riferimento per sistematizzare i dati. “Il mondo OT crea una base informativa importante, e il mondo IT è atto a sistematizzarla nel modo opportuno, tendenzialmente con tecnologie Microsoft”, osserva.
È un’impostazione che cambia anche il ruolo dei partner. Il valore non si esaurisce più nella distribuzione del singolo componente o nella realizzazione di un progetto di automazione.
La sfida si sposta verso la capacità di costruire architetture complete, in cui sensori, macchine, gateway, sistemi MES, SCADA, data platform, analytics e cybersecurity dialogano tra loro.

Il canale industriale si estende verso servizi IT e cyber
Il tema della distribuzione è centrale. EFA Automazione, all’interno del Gruppo Relatech, conserva un ruolo forte nella gestione del canale OT, ma lo estende verso nuovi ambiti. “A livello di gruppo siamo un’area in cui EFA Automazione è uno dei capisaldi per la parte di distribuzione di prodotti, a cui uniamo tutta la gestione del canale e l’estensione verso le tematiche IT”, spiega Erba.
Questa frase racconta bene il cambio di prospettiva. Il canale industriale non viene superato, ma potenziato.
I system integrator OT restano interlocutori fondamentali per le imprese manifatturiere, perché conoscono il campo, le macchine, i processi e le priorità della produzione.
Tuttavia, oggi devono essere messi nelle condizioni di proporre anche servizi digitali, cybersecurity, piattaforme dati, AI e consulenza.
Erba chiarisce che il canale significa “unire tutto l’ecosistema di system integrator del mondo OT, che deriva dal mondo di EFA, mettere a disposizione dei loro clienti tutta l’estensione verso i servizi digitali più di natura IT, piuttosto che tematiche di cybersecurity, in questo caso cybersecurity con specializzazione OT”.
La logica è quella dell’abilitazione. Relatech non vuole sostituire il system integrator industriale, ma accompagnarlo in un’evoluzione che gli consenta di restare centrale anche nei progetti più complessi di digitalizzazione della fabbrica.
Oltre cento system integrator per l’evoluzione del modello
Il patrimonio di canale è significativo. Erba parla di un ecosistema che “supera di gran lunga i 100 system integrator”.
Si tratta di una rete radicata nel mondo OT, storicamente vicina ai brand distribuiti da EFA e abituata a operare nei contesti produttivi.
Il nuovo obiettivo è far crescere questi partner su livelli di servizio più alti. “Quegli stessi system integrator li accompagniamo o nell’abilitarsi loro a poter fornire anche dei servizi dello strato superiore, o li aiutiamo noi anche in modo diretto laddove ci siano delle tematiche che invece non vengono gestite da loro in prima persona”, afferma Erba.
La distribuzione IT/OT diventa un modello ibrido: non più solo prodotto, non solo consulenza, non solo integrazione, ma combinazione di tecnologie, competenze, supporto progettuale e servizi specialistici.
Il system integrator mantiene la relazione con il cliente finale, mentre Relatech mette a disposizione piattaforme, competenze cyber, know-how dati e capacità di gestione dei progetti.
La cybersecurity OT entra nell’offerta industriale
Accanto alla Industrial Data Platform, la seconda grande direttrice è la cybersecurity. La convergenza IT/OT aumenta il valore dei dati industriali, ma amplia anche la superficie di attacco.
Reti industriali, sistemi di supervisione, gateway, impianti e piattaforme dati devono essere protetti con logiche diverse rispetto all’IT tradizionale, perché in fabbrica la continuità produttiva è una priorità assoluta.
Rantucci parla di una “congiunzione dell’offerta” sul SOC, quindi sulla security IT, ma “molto spinta sul mondo OT”. E aggiunge: “L’altra novità è la congiunzione dell’offerta sul SOC, quindi la security nel mondo IT, molto spinta sul mondo OT”.
Il Security Operation Center (SOC) viene quindi portato dentro il perimetro industriale. Non si tratta di applicare meccanicamente modelli IT alla fabbrica, ma di adattare monitoraggio, rilevamento, risposta e governance alle specificità degli ambienti OT. È un terreno in cui la conoscenza dei processi produttivi diventa decisiva.
Rantucci sottolinea che l’offerta cyber si basa su “una piattaforma di prodotti e di offering che si va a complementare con le esperienze dell’automazione industriale che abbiamo da tanti anni”.
La cybersecurity, quindi, non è un’aggiunta esterna, ma un’estensione naturale dell’automazione industriale connessa.
AI e cyber OT, il ruolo di Gyala
Anche Erba insiste sulla cybersecurity come elemento chiave della strategia. La specializzazione è OT, perché le aziende industriali hanno bisogno di soluzioni capaci di leggere ciò che accade sulle reti e sui sistemi di fabbrica.
In questo quadro viene citata Gyala, brand italiano promosso all’interno dell’offerta, come esempio di applicazione dell’intelligenza artificiale alla sicurezza industriale.
“L’intelligenza artificiale aiuta anche a migliorare tutte le attività di monitoraggio di cybersecurity”, spiega Erba.
L’obiettivo è verificare la linearità della gestione dei dati OT e individuare eventuali pattern anomali che possano segnalare un attacco malevolo.
Per i partner, la cyber OT rappresenta una nuova area di valore. Le imprese manifatturiere non cercano soltanto prodotti di sicurezza, ma competenze verticali, capacità di assessment, monitoraggio continuo, integrazione con le architetture esistenti e comprensione delle priorità operative. È uno spazio in cui il canale industriale può evolvere, affiancato da una struttura capace di portare tecnologie e servizi specializzati.
HMS ed Ewon Edge spingono la teleassistenza digitale
Erba richiama anche HMS e il prodotto Ewon Edge. Il tema è quello della teleassistenza, dei gateway di campo e della loro evoluzione verso un livello più digitale. Secondo Erba, HMS “porta il mondo della teleassistenza, quindi dei gateway di campo, a un livello più digitale”.
La direzione è coerente con la strategia complessiva di Relatech ed EFA: il bordo macchina non è più un punto isolato, ma diventa parte di una filiera informativa più ampia.
La gestione remota non serve soltanto a intervenire sugli impianti, ma può diventare un elemento di raccolta dati, analisi, manutenzione e supporto ai processi decisionali.
Per i system integrator OT, questa evoluzione apre nuove opportunità. La teleassistenza diventa una componente di servizio, ma anche un punto di accesso alla fabbrica connessa.
In prospettiva, gateway, remote management, dati e analytics potranno integrarsi sempre di più nelle architetture proposte ai clienti industriali.
L’AI arriva anche a bordo macchina
La strategia sull’intelligenza artificiale non si limita alle piattaforme enterprise. Erba cita Intelligence Box, un oggetto fisico pensato per far girare modelli di AI e large language model in locale.
È un passaggio importante perché porta l’AI vicino alla macchina, in un contesto dove disponibilità di rete, protezione del dato e continuità operativa restano temi centrali.
“Locale vuol dire nel mondo manifatturiero a bordo macchina, vuol dire funzionanti anche in assenza di rete”, afferma Erba. Per i costruttori di macchine, questo significa poter proporre impianti dotati di capacità intelligenti già al momento della consegna.
Le applicazioni possono riguardare, per esempio, la consultazione della documentazione tecnica di macchina o l’interazione conversazionale con contenuti e sistemi.
È un approccio che può ridurre alcune resistenze tipiche del manifatturiero verso l’AI.
Portare modelli e funzionalità in locale significa mantenere controllo, continuità e prossimità al processo produttivo. In un ambiente in cui l’on premise resta spesso una scelta naturale, l’AI a bordo macchina può diventare un ponte concreto tra innovazione e operatività.
La distribuzione dell’AI passa dal canale EFA
Anche sull’intelligenza artificiale, il ruolo del canale resta centrale. “Sempre con un canale di distribuzione EFA”, precisa Erba.
La prospettiva non riguarda soltanto la vendita di nuove tecnologie, ma anche la formazione dei system integrator su competenze emergenti, come la programmazione conversazionale e lo sviluppo di agenti locali.
Secondo Erba, l’AI apre infatti scenari nuovi anche sul modo di programmare. Non si parla più soltanto di coding tradizionale, ma di strumenti e agenti capaci di supportare attività operative e tecniche direttamente nel contesto industriale.
“Questo secondo me è un passaggio che nel mondo della manifattura, giustamente molto legato a tematiche cosiddette on premise, ci può permettere di introdurre l’intelligenza artificiale che siamo tutti d’accordo che è necessaria, ma che a volte crea ancora qualche piccola resistenza, qualche piccola paura”, conclude Erba.
Un nuovo modello di distribuzione IT/OT
La presenza di EFA Automazione a SPS racconta quindi un’evoluzione profonda del modello distributivo nel mercato industriale.
Il distributore OT non è più soltanto un abilitatore di prodotto, ma diventa un punto di connessione tra tecnologie di campo, servizi IT, cybersecurity, piattaforme dati, AI e consulenza.
Per Relatech, EFA rappresenta il ponte con un ecosistema di system integrator radicato nella fabbrica.
Per i partner, la possibilità è quella di ampliare il proprio portafoglio senza perdere identità industriale. Per i clienti finali, il valore sta nell’avere interlocutori capaci di collegare automazione, dato, sicurezza e processi aziendali.
La fabbrica digitale, del resto, non nasce dalla somma di tecnologie isolate. Nasce dalla capacità di costruire continuità tra OT e IT, tra macchina e dato, tra cybersecurity e produzione, tra piattaforme e canale.
È su questo terreno che EFA Automazione, dentro il Gruppo Relatech, porta a SPS una proposta pensata per accompagnare la manifattura verso una nuova fase di integrazione industriale.






