SAP porta l’AI agentica dentro i processi aziendali

Con Joule Work, Joule Assistants e Business AI Platform, SAP accelera verso l’Autonomous Enterprise e apre nuovi spazi per partner e system integrator.

SAP porta l’AI agentica dentro i processi aziendali

L’intelligenza artificiale entra sempre più in profondità nei processi aziendali e smette progressivamente di essere soltanto uno strumento di supporto alla produttività individuale.

Con le novità presentate a SAP Connect, SAP punta a trasformare l’AI in una componente operativa dei workflow di finance, procurement, risorse umane, supply chain e customer experience, costruendo quella che definisce “Autonomous Enterprise”.

Al centro della strategia ci sono Joule Work, Joule Assistants e SAP Business AI Platform, con un modello che combina automazione, dati aziendali, agenti AI e governance.

“Siamo di fronte a un momento di svolta per l’AI per il business”, ha dichiarato Christian Klein, CEO di SAP SE. “L’Autonomous Enterprise è arrivata. Con Joule e SAP Autonomous Suite, basati su SAP Business AI Platform, stiamo aiutando organizzazioni come Novartis, Morgan Foods, Nestlé e PwC a connettere l’intelligenza in tutte le funzioni aziendali per ottenere risultati di business affidabili”.

Joule diventa l’interfaccia tra persone, dati e processi

Uno degli elementi centrali della strategia SAP è Joule Work, la nuova interfaccia basata sull’intelligenza artificiale che permette ai dipendenti di interagire con le applicazioni SAP attraverso il linguaggio naturale, utilizzando dati provenienti sia dagli ambienti SAP sia da fonti di terze parti.

A fornire il contesto necessario interviene SAP Knowledge Graph, che secondo l’azienda mappa oltre 7 milioni di campi dati.

SAP dichiara inoltre che Joule Work è già utilizzato internamente da 110.000 dipendenti e che nelle funzioni Finance, HR e Procurement sono stati registrati incrementi di produttività del 20%.

Il passaggio interessante riguarda però soprattutto l’evoluzione da assistente a componente operativa. Quando la semplice interrogazione non è sufficiente, i Joule Assistants possono infatti eseguire direttamente attività all’interno dei workflow aziendali, facendo leva su dati, autorizzazioni e audit trail esistenti.

Le imprese mantengono comunque il controllo sul livello di autonomia assegnato agli agenti.

L’AI agentica entra nelle funzioni core

SAP sta quindi portando l’AI agentica nei processi che costituiscono il cuore operativo delle aziende.

Nel finance, per esempio, i controller possono automatizzare attività legate al riconoscimento dei ricavi, alle informative di bilancio e alla compliance.

Secondo SAP, le prime implementazioni di International Trade Assistant hanno consentito di ridurre fino al 50% il lavoro necessario per la classificazione commerciale.

Nella supply chain gli agenti possono intervenire nella gestione delle interruzioni, collegando pianificazione, produzione e logistica.

Nell’HR possono supportare l’identificazione dei gap di competenze e la gestione dei benefit, mentre nel procurement l’AI può individuare opportunità di risparmio attraverso benchmark di settore e accompagnare la gestione del ciclo di vita della forza lavoro contingente.

Anche la customer experience rientra nel modello, con l’obiettivo di utilizzare l’intelligenza artificiale nella gestione di campagne, preventivi e workflow commerciali.

Parallelamente SAP sta lavorando su casi d’uso verticali in comparti come manifatturiero, retail, commodity trading e industrie asset-intensive.

Dall’assistente all’agente che esegue il lavoro

La trasformazione prospettata da SAP emerge anche dai progetti sviluppati insieme ai clienti.

Novartis, per esempio, ha avviato un progetto pilota di Joule Sourcing Assistant. “La nostra visione è che gli agenti AI si facciano carico delle attività manuali più onerose, consentendo ai professionisti degli acquisti di concentrarsi sulla strategia, sulla gestione dei fornitori e sulla creazione di valore”, ha spiegato Christoph Buerki, Head of Procurement di Novartis.

Morgan Foods guarda invece all’utilizzo degli agenti per collegare domanda, inventario e stato dei fornitori. “Il cambiamento più importante sarà passare da un approccio reattivo a uno predittivo”, ha spiegato Steve Hankins, Chief Financial Officer di Morgan Foods, sottolineando come il valore deriverà soprattutto dalla collaborazione tra persone e agenti AI.

Nestlé sta invece costruendo il proprio percorso sull’infrastruttura SAP S/4HANA distribuita in 140 Paesi. Joule e Accounts Receivable Assistant possono utilizzare questa base dati per attribuire priorità alle attività di incasso, valutando rischio e contesto di business e suggerendo le azioni successive ai team Finance.

Una piattaforma per governare modelli e agenti

Alla base dell’architettura si trova SAP Business AI Platform, progettata per fornire un unico ambiente in cui costruire, contestualizzare e governare applicazioni e agenti AI anche in ambienti eterogenei.

Con Joule Studio, sviluppatori e utenti business possono creare ed estendere skill e agenti attraverso strumenti che vanno dal no-code al pro-code, scegliendo tra oltre 70 modelli di intelligenza artificiale. SAP Business Data Cloud e SAP Knowledge Graph forniscono invece i dati e il contesto necessari per adattare i modelli ai differenti casi d’uso aziendali.

La governance rappresenta inevitabilmente uno dei nodi principali dell’adozione dell’AI agentica. SAP AI Agent Hub, integrato nelle soluzioni SAP LeanIX, mette a disposizione un inventario centralizzato degli agenti enterprise.

L’architettura di governance SAP risulta inoltre certificata secondo lo standard ISO/IEC 42001 e punta a garantire autorizzazioni definite, trasparenza e possibilità di audit delle operazioni effettuate dall’intelligenza artificiale.

Per il canale si apre la partita dell’orchestrazione

Per partner, system integrator e società di consulenza, la partita probabilmente più interessante non riguarda soltanto l’introduzione di un nuovo assistente AI, ma la possibilità di intervenire sull’intero percorso di trasformazione dei processi.

Il portafoglio SAP Business Transformation Management, che comprende SAP Signavio, SAP LeanIX e SAP WalkMe, mette infatti a disposizione strumenti per analizzare i processi, governare applicazioni e agenti e accompagnare l’adozione delle nuove tecnologie all’interno delle organizzazioni.

È su questo terreno che il ruolo dell’ecosistema può diventare decisivo: assessment dei processi, integrazione dei dati, ridefinizione dei workflow, governance degli agenti, gestione delle autorizzazioni e change management rappresentano attività difficilmente riducibili alla semplice implementazione di una piattaforma.

La stessa apertura di Joule verso agenti di terze parti attraverso il protocollo Agent2Agent spinge in questa direzione, perché consente di collegare l’AI SAP a sistemi esterni mantenendo all’interno dei workflow un contesto di business governato.

SAP Pay porta i pagamenti nel Cloud ERP

Tra le novità annunciate a SAP Connect c’è anche l’ingresso di SAP nel mercato dei pagamenti con SAP Pay, powered by Tereina.

La soluzione viene integrata direttamente in SAP Cloud ERP e permette di eseguire e riconciliare i pagamenti nello stesso workflow in cui viene gestita la fattura, riducendo le attività manuali legate ai file e le dipendenze da elaborazioni esterne.

Anche in questo caso emerge una direttrice precisa: ridurre la frammentazione tra applicazioni e servizi e portare un numero crescente di attività direttamente all’interno dei processi gestiti dal sistema ERP.

Le partnership estendono l’Autonomous Enterprise

SAP sta inoltre ampliando il perimetro dell’Autonomous Enterprise attraverso collaborazioni con altri vendor.

Una nuova partnership con Moody’s Corporation punta a integrare i dati di monitoraggio del rischio fornitori di Moody’s all’interno di SAP Ariba Supplier Lifecycle and Performance.

L’obiettivo è consentire ai team procurement di disporre di informazioni aggiornate su solidità finanziaria, rischio operativo e stato normativo dei fornitori direttamente nel momento decisionale.

I Joule Agents potranno così evidenziare indicatori di rischio e proporre alternative prima che eventuali criticità producano impatti sul business.

La collaborazione ampliata con ORO Labs porta invece la procurement orchestration nell’ecosistema SAP attraverso SAP Ariba Procurement Orchestration by ORO Labs, un layer pensato per collegare workflow end-to-end anche in ambienti enterprise eterogenei.

Dal software applicativo all’ecosistema di agenti

La direzione intrapresa da SAP racconta quindi un cambiamento più ampio del mercato enterprise. L’AI non viene più proposta soltanto come funzionalità aggiuntiva incorporata nelle applicazioni, ma come livello trasversale capace di leggere il contesto, prendere decisioni e agire sui processi.

Per il canale tecnologico questo significa spostare progressivamente il valore dalla sola implementazione delle applicazioni alla progettazione dell’architettura di agenti, all’integrazione tra piattaforme, alla qualità dei dati e soprattutto alla governance.

L’Autonomous Enterprise prospettata da SAP, in altri termini, difficilmente potrà essere costruita semplicemente attivando nuove funzionalità software. Avrà bisogno di competenze progettuali, integrazione e conoscenza dei processi: esattamente il terreno sul quale system integrator, partner e consulenti possono ritagliarsi un ruolo sempre più rilevante.