La trasformazione della fabbrica non passa più da una singola tecnologia. Intelligenza artificiale, software, automazione, dati, connettività e manifattura additiva stanno progressivamente convergendo in un modello produttivo nel quale il confine tra mondo industriale e infrastruttura digitale diventa sempre più sottile.
Due grandi appuntamenti europei in programma a novembre fotografano questa evoluzione da prospettive differenti ma sempre più complementari. Formnext 2026, dal 17 al 20 novembre a Francoforte, concentrerà l’attenzione sull’Additive Manufacturing e sulle tecnologie produttive di nuova generazione, mentre SPS – Smart Production Solutions, dal 24 al 26 novembre a Norimberga, guarderà soprattutto all’automazione, all’intelligenza artificiale industriale e alla Software Defined Industry.
Per il mercato ICT il messaggio che arriva dalle due manifestazioni è rilevante: la fabbrica diventa sempre più un ambiente software-defined, connesso e data-driven, all’interno del quale competenze tradizionalmente considerate IT entrano direttamente nei processi produttivi.
Formnext, l’Additive Manufacturing diventa industriale
A Francoforte l’attenzione sarà rivolta a un settore che sta superando progressivamente la dimensione sperimentale della stampa 3D per entrare nei processi industriali. Formnext vuole mostrare come l’Additive Manufacturing possa contribuire alla costruzione di supply chain più resilienti, produzioni flessibili e nuovi modelli di business.
La manifestazione prevede circa 800 espositori, con una presenza italiana significativa: una trentina di aziende, rappresentative di un ecosistema che comprende produttori di sistemi, materiali e servizi specializzati.
Ed è proprio la componente italiana a raccontare quanto l’Additive Manufacturing sia ormai trasversale. Le tecnologie spaziano dalla stampa 3D dei metalli ai polimeri, dalla ceramica ai sistemi di grande formato, fino ai servizi specializzati. Nel documento vengono citati, tra gli altri, player italiani attivi nelle tecnologie LPBF, DED, SLA, nei materiali termoplastici e nelle polveri metalliche.
La partita, però, non riguarda soltanto l’hardware. Per trasformare la produzione additiva in un processo industriale scalabile servono software, gestione dei dati, integrazione applicativa, cybersecurity e infrastrutture digitali. Ed è qui che la manifattura avanzata incontra sempre più direttamente il mondo del canale ICT.
Una supply chain più resiliente passa anche dal digitale
Il contesto economico rende ancora più evidente questo passaggio. Catene di approvvigionamento resilienti, maggiore capacità di personalizzazione e possibilità di produrre componenti vicino al luogo di utilizzo possono ridurre alcune dipendenze e aumentare la capacità delle imprese di reagire ai cambiamenti.
Formnext individua segnali di crescita soprattutto nei comparti aerospaziale, difesa, energia, medicale e semiconduttori, settori nei quali prestazioni, personalizzazione e capacità di produrre rapidamente componenti complessi possono rappresentare elementi competitivi importanti.
Ma l’industrializzazione dell’Additive Manufacturing richiede anche competenze. Non basta acquistare una macchina: occorre inserirla nei flussi produttivi, governarne i dati, integrarla con gli altri sistemi aziendali e costruire processi sostenibili anche economicamente.
È un cambiamento che apre spazi non soltanto agli specialisti della produzione, ma anche a system integrator, software vendor, fornitori di infrastrutture e partner tecnologici capaci di accompagnare la convergenza tra produzione e digitale.
SPS porta l’intelligenza artificiale dentro la fabbrica
Una settimana dopo sarà SPS a spostare il baricentro verso il futuro dell’automazione industriale. A Norimberga sono attesi circa 1.175 espositori provenienti da 40 Paesi, distribuiti in 15 padiglioni, con tecnologie che spaziano dai sensori agli azionamenti, dalla comunicazione industriale al software fino alle soluzioni per la fabbrica digitale.
Uno dei temi centrali dell’edizione 2026 sarà l’intelligenza artificiale industriale.
Il passaggio interessante è soprattutto uno: l’AI sta progressivamente uscendo dai progetti pilota per entrare nelle applicazioni operative. Ingegneria, analisi dei dati di produzione, controllo qualità e ottimizzazione di macchine e impianti sono alcuni degli ambiti nei quali le tecnologie di intelligenza artificiale possono contribuire ad aumentare efficienza, flessibilità e resilienza.
Per le aziende il problema diventa quindi meno teorico: non tanto capire se utilizzare l’AI, quanto individuare dove possa generare un ritorno misurabile all’interno dei processi industriali.
La fabbrica diventa software-defined
Ancora più significativo per il mercato ICT è il peso attribuito a SPS al concetto di Software Defined Industry.
Il modello industriale tradizionalmente costruito intorno a sistemi hardware con processi rigidamente predefiniti sta evolvendo verso architetture nelle quali il software permette di rendere gli impianti più flessibili, interconnessi e scalabili.
Non significa semplicemente aggiungere software alle macchine. Significa ripensare il rapporto tra IT e OT, facendo dialogare infrastrutture informatiche e sistemi operativi di fabbrica all’interno di un’architettura sempre più integrata.
SPS dedicherà proprio a questo tema un’area specifica con SmartFactory-KL, mentre la zona “Automation meets IT” metterà direttamente a confronto il mondo dell’automazione tradizionale con le tecnologie dell’information technology.
È probabilmente uno dei segnali più interessanti anche per il canale: competenze su infrastrutture, networking, cloud, edge computing, gestione del dato e cybersecurity entrano sempre più profondamente nel perimetro della produzione.
IT e OT, un confine sempre meno visibile
La convergenza IT-OT non è nuova, ma sta cambiando scala. Quando software e dati iniziano a controllare parti crescenti della produzione, la disponibilità dell’infrastruttura digitale diventa direttamente collegata alla continuità operativa.
Anche per questo tra i temi delle conferenze SPS figurano cybersecurity, comunicazione industriale, trasformazione digitale, intelligenza artificiale e produzione sostenibile.
Per partner e system integrator significa confrontarsi con ambienti nei quali infrastruttura IT e produzione non possono più essere progettate separatamente. Un progetto industriale può richiedere connettività, gestione degli endpoint, sicurezza, raccolta e analisi dei dati, integrazione tra applicazioni, edge computing e piattaforme AI.
Il valore si sposta quindi progressivamente dall’installazione della singola tecnologia alla capacità di integrare ecosistemi differenti.
Due fiere, una sola trasformazione industriale
Formnext e SPS raccontano due facce dello stesso cambiamento.
Da una parte la manifattura additiva rende il processo produttivo più flessibile, digitale e potenzialmente distribuito. Dall’altra automazione, AI e Software Defined Industry trasformano macchine e linee produttive in sistemi sempre più programmabili e connessi.
Il punto di convergenza sono software e dati.
È qui che il confine tra industria e ICT tende progressivamente a scomparire. Ed è qui che può aprirsi un nuovo spazio per il canale tecnologico: non semplicemente fornire infrastrutture alla fabbrica, ma contribuire alla costruzione di piattaforme industriali integrate, nelle quali cloud, edge, cybersecurity, networking, software e automazione diventano componenti dello stesso progetto.
La fabbrica del futuro, insomma, sarà certamente più automatizzata. Ma soprattutto sarà più digitale, più connessa e sempre più definita dal software.
Ho accentuato soprattutto il filo conduttore tra i due eventi, evitando l’effetto “due comunicati stampa incollati insieme” e portando in primo piano il tema più interessante per ChannelTech: la progressiva convergenza tra IT, OT, AI e produzione industriale.






