Agentic AI: Memori presenta AIsuru Vibe Coder

La nuova sfida non riguarda soltanto l'adozione degli agenti, ma la possibilità di svilupparli e aggiornarli rapidamente.

agentic ai

Memori, azienda italiana specializzata in intelligenza artificiale conversazionale, che con AIsuru Vibe Coder porta il vibe coding nella creazione dell’Agentic AI.

Costruire agenti affidabili e mantenerli al passo con l’evoluzione dell’impresa richiede un modo di sviluppare più rapido e accessibile. È la direzione dello sviluppo conversazionale: il software non si programma più solo scrivendo il codice, ma si progetta dialogando e il linguaggio naturale diventa l’interfaccia con cui costruire e aggiornare gli agenti.

Il vibe coding è un approccio emergente allo sviluppo software: si parte da una descrizione in linguaggio naturale di ciò che si vuole ottenere e un modello di AI generativa ne accelera la realizzazione.

L’interpretazione di Memori aggiunge però una differenza di fondo, che riguarda l’affidabilità: in AIsuru il modello linguistico non scrive codice a mano libera. Descrive che cosa serve, ma a eseguire è l’infrastruttura della piattaforma, con strumenti verificati e componenti predefiniti. È la ragione per cui il risultato non è un prototipo da rifinire, ma un’applicazione operativa.

“Stiamo entrando nell’era degli AI agent, sistemi che non si limitano a rispondere ma agiscono e portano a termine compiti concreti. Il prossimo salto non riguarda solo ciò che questi sistemi sanno fare, ma il modo in cui vengono costruiti: è qui che il linguaggio naturale cambia le regole”, spiega Nunzio Fiore, CEO e Founder di Memori. “AIsuru Vibe Coder porta il linguaggio naturale al centro dello sviluppo. Si descrive ciò che serve e l’applicazione dell’agente prende forma, rendendo la progettazione più semplice, veloce e accessibile. La nostra regola è semplice: il modello propone, l’infrastruttura dispone. E l’infrastruttura non inventa. Non si tratta di sostituire gli sviluppatori, ma di aumentare la produttività dei team e avvicinare business e tecnologia, affinché chi ha un’idea e chi può realizzarla operino nello stesso spazio di lavoro.”

Dallo sviluppo tradizionale allo sviluppo conversazionale

Il passaggio dal codice manuale allo sviluppo conversazionale è il pilastro del vibe coding che, a differenza della programmazione tradizionale o del no-code classico (basato su drag-and-drop), permette di descrivere gli obiettivi e lo spirito del software desiderato. In questo paradigma l’essere umano assume il ruolo di regista strategico, mentre l’intelligenza artificiale gestisce l’implementazione: la complessità tecnica viene assorbita da un sistema che comprende l’intento e lo traduce in un’applicazione funzionante, dentro regole decise a monte.

Cos’è AIsuru Vibe Coder e come funziona

AIsuru Vibe Coder è il connettore proprietario (patent pending) della Suite AIsuru sviluppata da Memori: agisce come uno sviluppatore digitale integrato nella conversazione. A differenza dei sistemi che generano solo mockup o prototipi statici, permette all’agente di progettare e rendere operativa un’applicazione reale completa di database, interfacce, form, automazioni e regole di accesso. Il percorso comincia dalle regole, non dalla tecnica: alla prima richiesta l’agente conduce un vero onboarding di governance, con domande su obiettivi, utenti, permessi e visibilità dei dati.

E finché il proprietario non ha deciso, vale il principio nega per default: nessun utente finale può costruire, nessuno vede i dati degli altri. Solo allora l’agente costruisce in tempo reale, generando le collezioni del database man mano che emergono le entità del dominio e aggiornando viste e schede mentre la conversazione prosegue: l’applicazione è operativa in pochi minuti, senza rilasci software. Attraverso il gateway della piattaforma l’applicazione dialoga da subito con l’ecosistema aziendale, da Microsoft e Google ai CRM e ai gestionali, con due garanzie: le credenziali dei sistemi collegati restano cifrate nell’infrastruttura e non passano mai dal modello linguistico, e l’agente lavora con l’identità e i permessi della singola persona per cui sta operando, senza scavalcarli.

Agentic AI – Mai dati finti, per architettura

Il principio che governa ogni interfaccia è quello che Memori chiama REGOLA ZERO: mai dati finti. Le schermate delle applicazioni non sono testo generato dal modello linguistico: sono pagine costruite dall’infrastruttura sui dati reali del database dell’agente, rilette a ogni apertura. Se i clienti registrati sono 47, la tabella dice 47: non un numero plausibile, quello vero. Non è una promessa di buon comportamento, è un vincolo architetturale: al modello non è affidato il compito di ricordare i dati, quindi non può sbagliarli. È la risposta strutturale alle allucinazioni, il principale ostacolo alla fiducia delle imprese negli agenti AI.

I benefici per le imprese e la governance certificata

Con cicli di rilascio lenti, codice scritto a mano e specifiche rigide il modello tradizionale di sviluppo fatica a stare al passo con la velocità del mercato. Con il linguaggio naturale come interfaccia, i tempi di realizzazione e validazione si riducono da settimane a minuti e l’accesso alla tecnologia si allarga a chi conosce il processo, non solo a chi conosce il codice. Il controllo umano resta però il cardine: nessuna applicazione viene costruita senza le regole definite dal proprietario dell’agente, ogni modifica è tracciata e reversibile, e nell’approccio di Memori ogni agente in produzione ha un responsabile umano, con nome e cognome. Questa impostazione si innesta su un percorso di conformità completato nel 2026: per chi adotta la piattaforma significa poter dimostrare, con attestazioni verificate da enti terzi, che l’agilità dello sviluppo conversazionale convive con i requisiti di sicurezza e di legge.

Agentic AI – I primi risultati di AIsuru Vibe Coder

Nelle prime settimane di disponibilità di AIsuru Vibe Coder sono nate in conversazione applicazioni oggi in produzione, tra cui il registro delle ore di un team, il coordinamento dei calendari con viste personali per ciascun utente, sistemi di ticketing con pagina pubblica per i clienti e flussi di approvazione delle fatture che leggono gli allegati da una casella di posta condivisa. I contatori misurati sulla piattaforma riportano 33 interfacce pubblicate e 9 applicazioni con regole di governance definite. Gli agenti hanno lavorato in autonomia quasi mille volte negli ultimi trenta giorni.

“Con la Suite AIsuru e Vibe Coder, Memori punta a guidare questa transizione anche sul piano internazionale, dimostrando che l’agilità del vibe coding può convivere con ogni requisito di governance, sicurezza e affidabilità. È la nostra convinzione di sempre: il modello passa, l’infrastruttura resta”, conclude Nunzio Fiore.