La valutazione dei fornitori esce dai fogli di calcolo e diventa uno strumento di governo della supply chain.
Iungo presenta Vendor Rating, il nuovo modulo progettato per raccogliere, organizzare e trasformare i dati sulle performance del parco fornitori in informazioni utilizzabili dai responsabili acquisti, dalla qualità e dalle altre funzioni aziendali coinvolte.
L’obiettivo è superare una gestione ancora spesso frammentata tra ERP, file Excel, report manuali e conoscenze individuali, offrendo alle imprese una visione condivisa e aggiornata dell’affidabilità dei propri partner.
Dal punteggio alla gestione del rischio
Il Vendor Rating non si limita ad assegnare un voto al fornitore.
La soluzione consente di costruire modelli di valutazione personalizzati, definendo indicatori, criteri e pesi differenti in funzione delle priorità dell’azienda, delle categorie merceologiche e delle caratteristiche del business.
Qualità delle forniture, puntualità delle consegne, capacità di risposta, correttezza documentale e altri KPI possono così essere misurati e confrontati, creando una base oggettiva per impostare strategie di sourcing, azioni correttive e programmi di mitigazione del rischio.

“L’evoluzione del Vendor Rating segue anche il percorso di maturità delle organizzazioni”, spiega Micaela Valent, COO Area Solutions di Iungo. “Se per alcune aziende rappresenta inizialmente uno strumento utile a digitalizzare la raccolta dati o a supportare audit e certificazioni, nelle realtà più evolute diventa un elemento centrale della strategia di procurement”.
Dati ancora dispersi tra strumenti non integrati
Il problema affrontato da Iungo è confermato dalla sua indagine sui processi di valutazione del parco fornitori.
Il 59% delle aziende dichiara di utilizzare un sistema basato su più applicazioni non collegate tra loro, come ERP e fogli di calcolo, mentre soltanto il 14% dispone di un software dedicato e strutturato per il Vendor Rating.
La difficoltà principale resta la qualità del dato: il 57% delle imprese segnala problemi nel reperire informazioni corrette sulle quali calcolare le performance, mentre il 39% incontra ostacoli nell’elaborazione dei dati.
Solo l’11% dichiara di non riscontrare particolari criticità nella gestione del processo.
Il modulo di Iungo punta a ridurre questa frammentazione centralizzando le informazioni provenienti dai processi di acquisto, dai sistemi della qualità e da eventuali fonti esterne.
La business intelligence integrata permette poi di analizzare i risultati sia a livello complessivo sia per singolo fornitore o classe merceologica.
Una valutazione diversa per ogni categoria
Uno degli aspetti centrali della soluzione è la possibilità di evitare giudizi troppo aggregati. Un fornitore può infatti ottenere un punteggio medio elevato, pur mostrando inefficienze nella consegna di componenti particolarmente critici.
L’analisi per classe merceologica consente invece di isolare le aree problematiche e intervenire in modo selettivo, attraverso piani di miglioramento, audit mirati o una qualificazione limitata a determinate categorie di prodotti.
È il percorso seguito da Fom, tra le prime aziende ad avere adottato il modulo.
La società ha potuto superare il modello basato su una valutazione unica del fornitore, facendo emergere criticità specifiche che un indicatore complessivo avrebbe rischiato di nascondere.
Dai dati alle decisioni di sourcing
Il valore del Vendor Rating si misura soprattutto nella capacità di collegare l’analisi delle performance alle decisioni operative. Buyer e responsabili acquisti possono confrontare fornitori, individuare anomalie ricorrenti e orientare le strategie di approvvigionamento sulla base di evidenze misurabili.
La disponibilità di informazioni sintetiche direttamente nella scheda del fornitore facilita inoltre la condivisione dei risultati tra acquisti, qualità, logistica e funzioni tecniche, riducendo il peso delle valutazioni individuali e rendendo più trasparenti i processi decisionali.
Secondo l’indagine Iungo, tra i principali benefici ottenuti dalle imprese figurano una maggiore trasparenza nella relazione tra cliente e fornitore, indicata dal 45% del campione, una maggiore oggettività nelle decisioni, segnalata dal 40%, e il miglioramento delle prestazioni dei fornitori, rilevato dal 33%.
Il fornitore diventa un partner di sviluppo
La valutazione strutturata può modificare anche la relazione tra committente e fornitore. La condivisione di indicatori chiari permette di distinguere un episodio isolato da un problema sistematico e di avviare un confronto basato sui fatti, anziché sulle percezioni.
COMET, altra realtà pioniera nell’utilizzo della soluzione, ha impiegato il dato strutturato per definire interventi più mirati: dal piano di miglioramento all’audit, fino alla revisione delle modalità di approvvigionamento e al confronto diretto con il partner.
Anche l’esperienza di Contship mostra come il Vendor Rating possa accompagnare un’evoluzione organizzativa più ampia, creando una conoscenza condivisa del parco fornitori e coinvolgendo progressivamente diverse aree aziendali.
“Questo contribuisce alla riduzione del rischio operativo e dei costi della non qualità, migliora le performance complessive della supply chain e rafforza il vantaggio competitivo delle aziende”, sottolinea Valent.
Il procurement diventa una funzione strategica
Con il nuovo modulo, Iungo amplia il proprio ecosistema per la digitalizzazione del procurement e propone alle imprese uno strumento che integra raccolta dei dati, analisi delle performance e supporto alle decisioni.
La direzione è quella di trasformare la funzione acquisti da centro prevalentemente operativo a leva strategica per la continuità del business.
In un contesto caratterizzato da filiere più complesse e vulnerabili, conoscere in modo puntuale l’affidabilità dei fornitori diventa infatti un requisito per ridurre i rischi, contenere i costi della non qualità e aumentare la resilienza dell’intera organizzazione.






