PFU spinge sul canale con PaperStream Capture 6.0

PFU punta sul canale ICT con PaperStream Capture 6.0: più software, integrazione documentale, formazione.

PFU spinge PaperStream Capture 6.0 nel canale ICT italiano

PFU rafforza la propria strategia di canale e mette il software al centro della proposta per il mercato ICT.

Con il lancio di PaperStream Capture Pro 6.0, l’azienda affianca alla tradizionale offerta hardware un percorso dedicato ai partner in grado di portare sul mercato progetti di gestione documentale, data capture e integrazione con applicazioni aziendali.

A spiegare il senso dell’evoluzione è Massimiliano Grippaldi, Regional Sales Manager di PFU (Emea) Limited Italia, che inquadra il nuovo programma come parte di un cambiamento più ampio: “Il programma di canale PaperStream si lega a quella che è una piccola trasformazione che stiamo avendo in azienda, e cioè lo spostamento da essere un’azienda quasi esclusivamente produttrice di hardware a un’azienda nella quale la componente software diventa sempre più importante”.

PFU spinge sul canale con PaperStream Capture 6.0
Massimiliano Grippaldi, Regional Sales Manager di PFU (Emea) Limited Italia

Il punto di partenza è: il volume dei documenti già digitalizzati continua a crescere e, di conseguenza, non basta più acquisire immagini.

Serve gestire contenuti, riconoscere dati, estrarli, validarli e inserirli nei sistemi informativi aziendali.

In questo quadro, PaperStream Capture Pro 6.0 viene presentato da PFU come l’ultima evoluzione della propria piattaforma di data capture, con un modello di vendita più vicino a quello del software enterprise, basato su licenza annuale rinnovabile e acquistabile anche in forma pluriennale.

Un programma per software partner

Il nuovo percorso non sostituisce l’Imaging Channel Partner Program, il programma già esistente per i partner registrati PFU, ma lo affianca con un’iniziativa pensata per chi vuole specializzarsi nella vendita di soluzioni software.

Grippaldi chiarisce che il canale storico continuerà a esistere, con i suoi benefici, dalle unità demo ai materiali commerciali e tecnici, ma che PaperStream Capture Pro 6.0 richiede competenze diverse.

Questo è il programma che c’era, c’è e continua a esistere, ma in affiancamento andiamo a presentare questo programma che è specifico per coloro che vogliono diventare software partner”, spiega Grippaldi.

La distinzione nasce dalla natura stessa dell’offerta: “Mentre uno scanner da 200 euro può essere venduto da qualsiasi rivenditore perché è quasi una commodity ormai, è chiaro che un software dove abbiamo dei contenuti importanti, quindi l’estrazione dei dati, abbiamo dei processi da gestire, potrà essere venduto soltanto da una parte di quello che è il nostro parco rivenditori”.

Il target privilegiato è composto da system integrator, rivenditori software e operatori già attivi nel mondo della gestione documentale, dell’ECM, Enterprise Content Management, e dei sistemi di archiviazione. Sono partner abituati a vendere progetti, non solo prodotti, e capaci di dialogare con aziende che devono automatizzare flussi documentali complessi.

Partner esistenti e nuovi ingressi

Il programma si apre sia ai partner PFU già attivi nella vendita degli scanner, sia a nuovi interlocutori specializzati nel software.

Non si tratta, quindi, di chiedere ai rivenditori storici di cambiare identità, ma di offrire loro una possibilità di ampliamento dell’offerta.

Per alcuni può essere un qualcosa in più, un’integrazione”, afferma Grippaldi. “Io già vendevo gli scanner, voglio vendere anche questo tipo di prodotto, mi registro anche a questo programma. È possibile essere in affiancamento”.

Accanto a questa componente mista, PFU guarda anche a partner che potrebbero non avere una storia significativa nell’hardware, ma che possiedono competenze verticali nel software documentale. “Noi prevediamo che ci sia una quota mista di partner che siano già i nostri partner degli scanner e diventino anche partner per il software, e altri nuovi che lo siano solo per il software”.

In Italia l’obiettivo iniziale è selettivo. Grippaldi parla di “un target di una decina” di partner e aggiunge che PFU è “a metà dell’opera”.

Una scelta coerente con il posizionamento del programma, che non punta alla quantità ma alla qualità delle competenze.

I mercati finali: dematerializzazione, logistica e medio-grandi aziende

Per il canale ICT, la nuova offerta apre opportunità soprattutto nei contesti in cui la gestione documentale è un processo critico.

Grippaldi indica innanzitutto i centri servizi e le realtà di dematerializzazione massiva, che devono trattare milioni di immagini e hanno bisogno di strumenti in grado di automatizzare l’estrazione e la gestione dei dati.

“Parliamo dei centri servizi, quindi centri di dematerializzazione massiva, piccoli o grandi che siano: loro devono gestire milioni di immagini e quindi questi software sono indispensabili”, sottolinea.

Un secondo ambito riguarda le aziende che trattano grandi quantità di documenti operativi, come documenti di trasporto, bolle, archivi fornitori e pratiche collegate a processi logistici o manifatturieri.

Qui il valore non è solo conservare un documento, ma poter ricercare e utilizzare informazioni specifiche, come una partita IVA, una data o un riferimento di spedizione.

PaperStream Capture 6.0 è stato progettato per ridurre l’elaborazione manuale, migliorare la qualità dei dati e semplificare flussi documentali spesso ancora frammentati, soprattutto quando le informazioni devono essere validate e integrate nei sistemi aziendali.

Integrazione e connettori: il valore per i system integrator

Uno dei punti più rilevanti per il canale ICT è la capacità di PaperStream Capture Pro e Pro Premium di dialogare con soluzioni di terze parti.

La versione 6.0 amplia le possibilità di integrazione attraverso API di rilascio, supporto OCR per l’estrazione strutturata dei dati e una nuova API di validazione, che consente di confrontare i dati acquisiti con database esterni.

La novità del connettore personalizzato è interessante per system integrator e software house: i connettori possono essere configurati tramite file invece che tramite codice, riducendo tempi di sviluppo e competenze necessarie per collegare la cattura documentale ai sistemi aziendali.

È un aspetto che si lega direttamente alla visione di Grippaldi, secondo cui PFU vuole essere parte della soluzione completa, non solo del primo passaggio di scansione.

Se sono un system integrator e voglio creare una soluzione a 360 gradi che includa il primo pezzo, la dematerializzazione, il pezzo intermedio che curiamo sempre noi con PaperStream Capture, il fatto di estrarre i dati ed estrarre i contenuti dal documento, e poi arrivare alla fase finale, cioè archiviarli su cloud, o dove voglio, e ricercarli, vogliamo dare il nostro contributo ed essere della partita, non solo col pezzo di ferro, ma con un valore aggiunto”.

Formazione, supporto e marginalità

La specializzazione dei partner sarà sostenuta da formazione, accesso al software e supporto diretto.

Per PFU, il programma deve creare una rete capace di comprendere le funzionalità del prodotto e tradurle in risposte concrete per gli utenti finali.

“Uno dei punti del nostro programma è proprio quello della formazione”, afferma Grippaldi.

I partner saranno dotati del software, formati sulle funzionalità e messi nelle condizioni di affrontare richieste specifiche, dalla separazione automatica dei documenti all’accorpamento di file PDF, fino alla gestione di lotti documentali complessi.

C’è poi il tema economico, centrale per il canale. La vendita software introduce un modello più ricorrente rispetto alla vendita dello scanner, che spesso si esaurisce con la transazione iniziale. “Una delle critiche che il nostro canale ha sempre mosso alla vendita degli scanner è che non c’è un business ricorrente”, osserva Grippaldi. “La vendita invece di un software crea una fidelizzazione diversa, perché a quel punto se il software lo usi lo vuoi rinnovare ogni anno”.

Il software, inoltre, consente margini più interessanti rispetto all’hardware, sempre più esposto alla pressione dei prezzi online.

È inutile nascondere che il software regala marginalità più alte dell’hardware”, aggiunge Grippaldi. “Diverso è un software che va spiegato, quindi c’è un progetto dietro, per cui anche l’hardware magari viene inserito dentro quella soluzione e annegato dentro un progetto che diventa più remunerativo complessivamente per il rivenditore”.PFU spinge PaperStream Capture 6.0 nel canale ICT italiano

PaperStream Capture 6.0 come piattaforma di crescita

Il rilascio di PaperStream Capture 6.0, annunciato da PFU il 5 maggio 2026, riguarda PaperStream Capture 6.0.0, PaperStream Capture Pro 6.0.0 e PaperStream Capture Pro Premium 6.0.0.

Le novità includono miglioramenti nel controllo qualità post-scansione, soglie di confidenza per l’OCR zonale, una vista più completa sullo stato dell’elaborazione, integrazione con Microsoft Outlook in Pro Premium, nuove opzioni di importazione file e prestazioni migliorate negli ambienti multi-stazione.

Per il canale ICT, tuttavia, il messaggio principale è strategico: la società vuole costruire un ecosistema di partner capaci di portare PaperStream Capture dentro progetti di trasformazione documentale, automazione dei processi e gestione dei contenuti.

“Le cose sono correlate”, conclude Grippaldi. “Il prodotto più ricco con il programma, e il prodotto più ricco non è arrivato al massimo del suo sviluppo. È un prodotto che periodicamente viene arricchito. L’idea dell’azienda è quella di continuare ad arricchirlo, svilupparlo in modo da renderlo sempre più appetibile e autonomo come prodotto”.