I data center diventano infrastrutture strategiche per l’Italia

Con oltre 25 mld di investimenti annunciati entro il 2028, Axis indica cinque priorità per proteggere data center, continuità operativa, supply chain e NIS2 UE.

I data center diventano infrastrutture strategiche per l’Italia

La crescita dei data center in Italia sta cambiando il peso industriale e strategico delle infrastrutture digitali.

Non si tratta più soltanto di luoghi in cui vengono ospitati server e sistemi di calcolo, ma di asset critici per la continuità dei servizi digitali, per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, per la competitività delle imprese e per la tenuta operativa di interi comparti economici.

Secondo i dati dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, tra il 2023 e il 2025 in Italia sono stati investiti 7,1 miliardi di euro per la realizzazione di nuove infrastrutture.

Per il triennio 2026-2028 sono stati annunciati 83 nuovi progetti, con un valore potenziale superiore a 25 miliardi di euro. Milano, che oggi concentra il 68% della capacità installata nazionale, potrebbe arrivare a raccogliere il 23% degli investimenti europei previsti nei prossimi anni.

È uno scenario che apre opportunità rilevanti per l’ecosistema ICT, dai vendor ai system integrator, dai service provider agli operatori specializzati nella sicurezza fisica e digitale. Ma la crescita del settore porta con sé anche nuove responsabilità.

I data center saranno infatti classificati come infrastrutture critiche ai sensi della Direttiva NIS2 e dovranno quindi rispettare livelli di protezione, controllo e tracciabilità sempre più stringenti, analoghi a quelli richiesti a settori come sanità, energia e trasporti.

In questo contesto Axis Communications, azienda specializzata nella sorveglianza digitale e nelle tecnologie di rete, individua cinque priorità per affrontare l’evoluzione delle minacce e rafforzare la resilienza delle infrastrutture.

Sicurezza multilivello, dal perimetro ai singoli rack

La prima priorità riguarda la protezione di infrastrutture sempre più sensibili. La concentrazione di dati, applicazioni cloud, servizi digitali e piattaforme di intelligenza artificiale rende i data center obiettivi di alto valore.

Alle minacce cyber si affiancano rischi fisici come intrusioni, accessi non autorizzati, sabotaggi, furti di apparati e interruzioni operative.

Per questo la sicurezza non può più essere limitata al controllo degli ingressi principali, ma deve adottare un modello multilivello.

Videosorveglianza, monitoraggio perimetrale, controllo delle aree tecniche e supervisione dei rack devono essere integrati in un’unica architettura di protezione, capace di offrire visibilità continua su ciò che accade dentro e fuori la struttura.

Un ruolo importante è svolto anche dalle tecnologie di rilevamento preventivo.

Le telecamere termiche, per esempio, consentono di monitorare sale server e apparati critici, individuando surriscaldamenti o anomalie prima che si trasformino in guasti o interruzioni di servizio.

In un data center, dove la continuità operativa è un requisito essenziale, la capacità di anticipare il problema diventa parte integrante della sicurezza.

Radar, video e controllo perimetrale contro le intrusioni

La seconda area di attenzione riguarda il perimetro fisico. La protezione dei data center si estende sempre più oltre i muri dell’edificio, coinvolgendo piazzali, recinzioni, aree di accesso, varchi tecnici e zone esterne ad alta criticità.

Secondo Axis, l’impiego di radar con ampiezza orizzontale fino a 270° consente di rilevare intrusioni e tracciare posizione, velocità e distanza di persone e veicoli in qualsiasi condizione meteo o di luce.

Il vantaggio è duplice: aumentare la capacità di rilevamento e ridurre drasticamente i falsi allarmi, uno dei problemi più rilevanti nella gestione operativa della sicurezza.

L’integrazione tra radar e telecamere PTZ permette inoltre una sorveglianza più evoluta.

La fusione tra rilevamento radar e verifica video consente di seguire automaticamente un soggetto o un veicolo sospetto, offrendo agli operatori una conferma visiva dettagliata in tempo reale. È un approccio particolarmente utile per strutture estese, dove la sola videosorveglianza tradizionale può non essere sufficiente a garantire copertura e tempestività.

I data center diventano infrastrutture strategiche per l’Italia
I data center diventano infrastrutture strategiche per l’Italia

Accessi, tracciabilità e accountability negli ambienti critici

La sicurezza di un data center passa anche dalla gestione rigorosa degli accessi. Sapere chi entra in una determinata area, quando vi accede e per quale attività non è soltanto una buona pratica operativa, ma un requisito sempre più rilevante in ottica di audit, compliance e responsabilità.

L’adozione di sistemi di autenticazione multifattoriale basati su credenziali digitali e procedure di verifica multilivello consente di ridurre il rischio di furto, condivisione o uso improprio delle credenziali.

In ambienti ad alta criticità, il controllo degli accessi deve essere collegato alla tracciabilità delle attività: manutenzioni, interventi tecnici, ispezioni e operazioni sulle infrastrutture devono poter essere documentati in modo verificabile.

In alcuni contesti, le bodycam possono contribuire a creare una registrazione puntuale delle operazioni svolte, rafforzando trasparenza e accountability.

Allo stesso tempo, i sistemi audio di rete permettono comunicazioni bidirezionali, gestione degli avvisi e supporto alle procedure di emergenza, migliorando il coordinamento tra personale di sicurezza, tecnici e operatori presenti nelle aree sensibili.

Sicurezza fisica e cybersecurity non sono più separabili

La terza priorità indicata da Axis riguarda il superamento della separazione tra sicurezza fisica e cybersecurity.

Le minacce moderne non rispettano più confini netti tra mondo fisico e digitale. Un accesso fisico non autorizzato può avere conseguenze informatiche, così come un dispositivo connesso non protetto può diventare un punto di ingresso per attacchi cyber.

Per questo la protezione dei data center richiede una visione integrata.

Le tecnologie installate nelle infrastrutture devono essere progettate secondo principi di security by design e zero trust, riducendo la superficie di attacco e garantendo maggiore affidabilità lungo tutto il ciclo di vita dei dispositivi.

Funzionalità come secure boot, firmware protetto e autenticazione hardware diventano elementi fondamentali per verificare l’integrità dei dispositivi fin dall’origine.

In un contesto in cui telecamere, sensori, radar, sistemi audio e soluzioni di controllo accessi sono sempre più connessi alla rete, la sicurezza dell’hardware e del software diventa parte integrante della resilienza complessiva del data center.

NIS2, supply chain e responsabilità dei fornitori

La quarta priorità riguarda il quadro normativo. Con la Direttiva NIS2, le organizzazioni che gestiscono infrastrutture critiche devono rafforzare la gestione del rischio, la capacità di risposta agli incidenti e il controllo della catena di fornitura.

Il tema della supply chain è particolarmente rilevante. Secondo il DBIR 2025 di Verizon, le violazioni riconducibili a terze parti rappresentano il 30% degli incidenti di sicurezza rilevati.

Anche il Threat Landscape 2025 di ENISA evidenzia come gli attacchi alla supply chain continuino a essere tra le principali minacce per le organizzazioni europee.

Per i data center, questo significa che non basta proteggere il perimetro interno.

Occorre avere visibilità sull’intera filiera tecnologica: provenienza dell’hardware, processi di aggiornamento, manutenzione, gestione delle vulnerabilità, tracciabilità degli interventi e capacità di documentare le misure adottate.

Registri, audit trail e processi verificabili diventano strumenti indispensabili per dimostrare conformità normativa e continuità operativa.

Sicurezza e sostenibilità devono procedere insieme

La quinta priorità riguarda il rapporto tra sicurezza, sostenibilità ed efficienza operativa. La crescita dei data center pone una questione energetica sempre più evidente: contenere il Total Cost of Ownership e ridurre l’impatto ambientale senza compromettere disponibilità, protezione e affidabilità dei servizi.

Il monitoraggio costante di impianti, aree tecniche e infrastrutture critiche consente di individuare anomalie, ottimizzare i consumi e prevenire condizioni di rischio.

In questa prospettiva, la sicurezza non è separata dall’efficienza: una gestione più intelligente degli ambienti tecnici può contribuire sia alla resilienza operativa sia alla riduzione dei consumi energetici.

Un esempio italiano è il Green Data Center dell’Università di Pisa, l’unico ad aver ottenuto la classificazione A da parte di AgID. La struttura, progettata con un Power Usage Effectiveness di circa 1,15 e con ampio ricorso al free cooling, dimostra come sia possibile coniugare elevati standard di sicurezza, resilienza ed efficienza energetica.

I data center diventano infrastrutture strategiche per l’Italia
Pierangelo Bertino, key account manager per l’Italia di Axis Communications

Per il canale ICT cresce lo spazio per soluzioni integrate

La crescita dei data center apre nuove opportunità anche per il canale ICT.

System integrator, partner tecnologici e operatori specializzati saranno chiamati a supportare clienti e gestori di infrastrutture nella progettazione di sistemi di sicurezza più evoluti, capaci di integrare videosorveglianza, controllo accessi, radar, audio di rete, cybersecurity, audit trail e monitoraggio ambientale.

La sfida sarà costruire architetture coerenti con i requisiti NIS2, ma anche sostenibili dal punto di vista operativo.

Non si tratta soltanto di installare tecnologie, ma di progettare ecosistemi capaci di garantire continuità, tracciabilità e capacità di risposta agli incidenti.

Il settore dei data center sta attraversando una fase di crescita estremamente significativa per il mercato italiano e per l’intero ecosistema digitale europeo”, commenta Pierangelo Bertino, key account manager per l’Italia di Axis Communications.In un contesto caratterizzato da investimenti sempre più rilevanti e da un quadro normativo in evoluzione, la sicurezza deve essere considerata un elemento strategico fin dalla progettazione delle infrastrutture. L’obiettivo non è soltanto proteggere gli asset, ma garantire continuità operativa, compliance, resilienza e fiducia lungo tutta la filiera”.

La direzione è chiara: i data center saranno sempre più centrali per l’economia digitale, ma anche sempre più esposti a rischi fisici, cyber e regolatori.

Per proteggerli servirà una sicurezza integrata, progettata fin dall’inizio e capace di accompagnare la crescita del settore senza rallentarne l’evoluzione.