Acronis: backup industriale nuova leva di valore per gli MSP

Nel manifatturiero il backup diventa continuità operativa. Per gli MSP, Acronis indica priorità, recovery ibrido e servizi a maggior valore per i clienti.

Acronis: backup industriale nuova leva di valore per gli MSP

Nel settore manifatturiero il backup sta cambiando pelle.

Non è più soltanto una polizza assicurativa sui dati, né un servizio da misurare esclusivamente in terabyte protetti.

Quando un fermo IT può bloccare una linea produttiva, rallentare le spedizioni o mettere fuori gioco ERP, MES e sistemi collegati all’ambiente OT, il vero parametro diventa il tempo necessario per riportare l’azienda in produzione.

E’ su questo terreno che per gli MSP si apre uno spazio sempre più interessante per costruire servizi a maggiore valore aggiunto.

A sottolinearlo è Umberto Zanatta, Senior Solutions Engineer di Acronis, secondo cui nel mondo industriale backup e ripristino devono essere letti direttamente in chiave di continuità operativa. “Per gli MSP, il valore non è solo predisporre copie dei dati, ma garantire un ripristino rapido e ordinato, così da consentire la ripresa immediata delle attività produttive”, osserva Zanatta.

Acronis: backup industriale nuova leva di valore per gli MSP
Umberto Zanatta, Senior Solutions Engineer di Acronis

Dal backup all’uptime: cambia il messaggio per il canale

Per il canale dei servizi gestiti significa prima di tutto cambiare il modo in cui il backup viene proposto al cliente manifatturiero.

Parlare soltanto di capacità, retention o numero di workload protetti rischia infatti di non intercettare il problema reale dell’impresa: quanto costa fermare la produzione e quali sistemi devono essere ripristinati per primi?

“La conversazione non dovrebbe concentrarsi solo su quanti terabyte proteggere, ma su quali sistemi provocherebbero l’arresto o il rallentamento della produzione se non fossero disponibili”, spiega Zanatta.

Il tema riguarda un insieme di applicazioni molto più ampio del tradizionale file server.

ERP e MES convivono con file CAD, distinte base, programmi macchina, sistemi di qualità, piattaforme di etichettatura e spedizione, workstation di ingegneria, HMI e server collegati a SCADA.

Un’interruzione su uno di questi nodi può rapidamente trasformarsi da problema informatico a problema di business.

Ed è qui che l’MSP può smettere di essere percepito come semplice fornitore tecnologico e assumere un ruolo più vicino alla resilienza dei processi produttivi.

Il manifatturiero richiede strategie di backup dedicate

Applicare a una fabbrica gli stessi criteri utilizzati per un normale ambiente office non è sufficiente. Nel manifatturiero possono esserci applicazioni legacy, versioni specifiche dei sistemi operativi, finestre di manutenzione molto strette e infrastrutture isolate o accessibili soltanto attraverso procedure controllate.

Prima di definire il servizio, gli MSP devono quindi partire dall’analisi del rischio operativo: quali workload sono realmente critici, quanto velocemente devono tornare disponibili e quale quantità di dati può essere persa senza compromettere la produzione.

Sono domande che spostano il confronto commerciale dal prezzo del backup alla qualità del servizio di recovery. Per Zanatta, è proprio questo passaggio a trasformare “il backup in una discussione sulla resilienza operativa”.

IT e OT, agli MSP serve una mappa delle priorità

Non tutti i sistemi devono essere protetti allo stesso modo.

Directory, networking, infrastruttura di backup, ERP, MES e file server possono avere priorità differenti rispetto a workstation ingegneristiche, HMI Windows, server storici o sistemi collegati a SCADA.

Per il partner diventa quindi fondamentale costruire insieme al cliente una vera gerarchia del ripristino.

Negli ambienti OT questa attività richiede però cautela. “L’obiettivo è proteggere il tempo di attività, non introdurre rischi operativi“, sottolinea Zanatta.

Prima di installare agenti, effettuare scansioni o modificare le pianificazioni di backup, gli MSP dovrebbero coordinarsi con responsabili dello stabilimento, tecnici OT e fornitori delle apparecchiature.

Recovery ibrido, perché il solo cloud può non bastare

Il cloud resta centrale per garantire copie off-site e una maggiore resilienza contro ransomware e incidenti di sito, ma nel manifatturiero la velocità di ripristino può imporre un’architettura diversa.

Scaricare dal cloud workload molto pesanti mentre la produzione è ferma potrebbe infatti richiedere troppo tempo.

Da qui l’interesse per modelli ibridi nei quali il backup locale viene utilizzato per il recovery rapido dei sistemi più critici, mentre il cloud assicura una seconda linea di protezione.

A questo si aggiungono backup immutabili, test periodici del ripristino e procedure definite in base all’impatto che ciascun sistema produce sul business.

Per gli MSP significa poter costruire un’offerta più articolata, nella quale backup, cybersecurity e disaster recovery diventano parti dello stesso servizio.

RTO e RPO portano il disaster recovery vicino al business

Due sigle diventano particolarmente importanti nel rapporto tra MSP e impresa manifatturiera: RTO, Recovery Time Objective, e RPO, Recovery Point Objective.

Il primo definisce quanto velocemente un sistema debba essere ripristinato; il secondo quanti dati l’azienda possa accettare di perdere.

Ma entrambi, evidenzia Acronis, dovrebbero essere stabiliti partendo dalle conseguenze sulla produzione e non da parametri puramente tecnologici.

Un archivio può probabilmente restare offline più a lungo di un sistema utilizzato per la pianificazione della produzione.

Un database dedicato alla qualità, al contrario, potrebbe avere requisiti molto stringenti perché informazioni incomplete possono rallentare le spedizioni o produrre problemi di conformità.

Il disaster recovery diventa un servizio strutturato

Anche la sequenza con cui vengono recuperati i sistemi acquista quindi importanza. Prima devono essere verificati sicurezza, autorizzazioni e interlocutori coinvolti; poi vanno ricostruiti networking, identità, storage, virtualizzazione e infrastruttura di backup.

Soltanto successivamente si passa ai sistemi che restituiscono visibilità e controllo sulla produzione, come ERP, MES, pianificazione e database produttivi.

Per un MSP questo approccio apre la strada a servizi continuativi di assessment, testing e revisione dei piani di disaster recovery, anziché alla semplice vendita di una soluzione di backup.

Il valore commerciale può quindi spostarsi progressivamente dalla tecnologia alla capacità del partner di dimostrare che, in caso di incidente, il cliente è realmente in grado di ripartire.

Acronis punta sulla gestione integrata per gli MSP

È su questa evoluzione che Acronis posiziona la propria proposta per il canale.

Secondo l’azienda, gli MSP che lavorano con il manifatturiero hanno bisogno di integrare backup, ripristino, cybersecurity e gestione, riducendo la frammentazione degli strumenti.

La piattaforma Acronis permette di proteggere endpoint, server e workload, gestire strategie di recovery locale e cloud e ridurre l’esposizione al ransomware attraverso una gestione centralizzata.

Per il canale, tuttavia, il punto più interessante resta il cambio di prospettiva.

Il backup industriale può diventare una porta d’ingresso per servizi gestiti più evoluti, capaci di coinvolgere contemporaneamente IT, OT e responsabili della produzione.

Per le imprese questo significa collegare i servizi di backup e disaster recovery al risultato più importante: ridurre i tempi di inattività e garantire il ripristino dei sistemi critici“, conclude Zanatta.

Una proposizione che, per gli MSP, può trasformarsi anche in una precisa strategia commerciale: non vendere più semplicemente copie dei dati, ma continuità operativa misurabile.