Digital commerce cresce tra export e nuovi dazi

Nel Digital Commerce del 2026 non vince chi prova a fare tutto da solo, ma chi contribuisce a costruire l’ecosistema giusto: questo è il senso più vero di Growing Together.

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Il digital commerce in Italia accelera con l’internazionalizzazione e nuovi modelli operativi tra dati, AI e strategie emerse al Calicantus Meeting 2026.

Il digital commerce si conferma il motore della crescita internazionale per le aziende italiane, tra nuove sfide geopolitiche, innovazione e trasformazione dei modelli operativi. È quanto emerso dal Calicantus Meeting 2026, che ha riunito oltre 150 player del settore all’Auditorium Ca’ Foscari di Venezia.

Esportare non è più un’opzione ma una necessità: il 61% degli e-commerce italiani vende all’estero, ma le nuove barriere e la complessità operativa impongono un cambio di paradigma: “Vince chi fa sistema”.

Digital commerce tra crescita globale e nuove complessità

Si è concluso con un successo di partecipazione e contenuti il Calicantus Meeting 2026, appuntamento che ha trasformato Venezia nella capitale del digital commerce. Sotto il titolo “Growing Together”, Calicantus ha riunito brand internazionali, agenzie ed esperti per analizzare le sfide di un mercato sempre più polarizzato.

Al centro del dibattito: AI, supply chain, sistemi di pagamento e barriere geopolitiche, insieme ai dati presentati da Casaleggio Associati e dall’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, che delineano un mercato maturo ma sempre più complesso.

Internazionalizzazione e digital commerce: i dati del mercato

Secondo quanto illustrato da Davide Casaleggio, l’internazionalizzazione rappresenta oggi il vero driver del digital commerce italiano:

  • Il 61% delle aziende vende all’estero (in crescita rispetto al 2025)
  • Il 39% opera con siti multilingua
  • Il 13% ha una presenza internazionale strutturata
  • Il 9% utilizza marketplace

Il peso delle attività internazionali è significativo: rappresenta il 34% del fatturato online medio. Il sentiment resta positivo, con il 53% dei brand in crescita, ma la concentrazione resta europea.

Germania, Francia, Spagna e Svizzera guidano i mercati, mentre gli Stati Uniti restano il primo mercato extra-UE, con margini ancora ampi per espansioni verso Asia e America Latina.

Barriere geopolitiche e impatto sul digital commerce

Uno dei temi centrali è stato l’impatto delle nuove barriere internazionali, che stanno ridefinendo le strategie dei brand:

  • USA Liberation Day: introduzione di dazi tra il 10% e il 15% sulle importazioni UE, con impatto diretto su moda, food e design
  • Nuova misura europea sui pacchi low-cost: dal 1° luglio 2026 verrà applicato un costo fisso per articolo sotto i 150 euro

Questi cambiamenti obbligano le aziende a ripensare pricing, supply chain e partnership operative, aumentando la complessità del digital commerce globale.

I settori trainanti e il ruolo strategico del turismo

L’analisi sulle Top 1000 aziende italiane evidenzia i comparti più performanti nel traffico internazionale:

  • Moda (22%)
  • Sport (18%)
  • Alimentare (17%)
  • Turismo (16%)

Il turismo emerge come settore chiave: il sito web rappresenta il primo punto di contatto con i clienti internazionali.

  • Il 51% degli operatori dispone di un’app proprietaria
  • Gli Stati Uniti sono il principale mercato estero
  • L’intero processo di acquisto avviene online prima dell’arrivo

Un modello che dimostra una maturità digitale superiore rispetto ad altri comparti.

Fare sistema: l’ecosistema nel digital commerce

In questo scenario, il concetto di ecosistema integrato diventa centrale. I brand più performanti non operano in modo isolato, ma costruiscono reti di partner complementari.

Dalle agenzie ai system integrator, fino alla gestione fiscale e operativa, la filiera diventa un moltiplicatore di competitività nel digital commerce internazionale.

Il valore del mercato italiano secondo il Politecnico di Milano

Roberta Vadruccio, ricercatrice dell’Osservatorio eCommerce B2c, ha evidenziato i numeri chiave del mercato:

  • 62,3 miliardi di euro nel 2025 (+7%)
  • Penetrazione acquisti online al 13%
  • Servizi al 18%, prodotti all’11%

Tra i settori principali:

  • Turismo e trasporti: 18,1 miliardi (+8%)
  • Informatica ed elettronica: 8,9 miliardi (+4%)
  • Abbigliamento: 6,1 miliardi (+5%)
  • Beauty & Pharma: +10% (crescita più alta)

La bilancia commerciale mostra un equilibrio complesso tra mercato interno e internazionale.

La visione di Calicantus tra dati e operatività

Valentino Bergamo, CEO di Calicantus
Il successo nel Digital Commerce non è la semplice somma delle parti, ma la loro interconnessione. La sinergia tra Brand e Partner oggi è una necessità operativa: nessuno può eccellere da solo in ogni ambito, dalla tecnologia alla logistica, fino alla fiscalità internazionale. Il Brand non deve portarsi in casa tutta questa complessità, ma governarla attraverso un partner capace di gestirla in modo strutturato.

Negli ultimi anni, molti Brand hanno internalizzato le attività digitali, scontrandosi con processi inefficienti e marginalità ridotte.

AI, dati e nuove sfide globali

Matteo Comin, Chief Sales Officer di Calicantus
Le vendite cross-border mostrano quanto sia difficile scalare in un contesto segnato dal protezionismo. La compliance non deve diventare una frizione: se i dazi emergono dopo l’acquisto, la fiducia del cliente crolla; se un reso genera costi inattesi, la marginalità svanisce. L’AI sta diventando uno standard nei processi, dai chatbot alla rilevazione delle anomalie. Tuttavia, gli agenti digitali funzionano solo se poggiano su dati ben strutturati e un’operatività solida, perché alla fine il prodotto resta reale. Il ruolo di Calicantus è proprio questo: trasformare la tecnologia in operatività e l’operatività in dati di valore. Nel Digital Commerce del 2026 non vince chi prova a fare tutto da solo, ma chi contribuisce a costruire l’ecosistema giusto: questo è il senso più vero di Growing Together.

Digital commerce e futuro: vince l’ecosistema

Il Calicantus Meeting 2026 ha ribadito un concetto chiave: nel digital commerce globale non vince chi opera da solo, ma chi costruisce un ecosistema solido.

La presenza di player come Nexi, BigCommerce e altri esperti ha confermato come il futuro passi da collaborazione, integrazione e visione strategica condivisa.