Arrow, sempre più cloud ma anche apertura allo sviluppo

Dopo tre anni, Arrow ha riunito i partner per incontrarli "di persona" e fare il punto della situazione, sia su quanto successo sia, soprattutto, sui progetti futuri.

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Dopo tre anni di assenza, all’insegna dello slogan #RideTheChange, si è tenuto di nuovo in presenza l’evento Arrow University.

Il claim vuole evidenziare il cambiamento ha spiegato Michele Puccio, country manager di Arrow Enterprise Computing Solutions Italia –. Se vogliamo progredire, dobbiamo superare le fasi di disagio e cavalcare il cambiamento con coraggio. Altrimenti rischiamo di fare un passo indietro”.

L’evoluzione smart di Arrow

Il mercato è mutato, ma come è cambiata Arrow in questo periodo?Innanzitutto – ha precisato Puccio –, siamo diventati più smart in termini di flessibilità lavorativa negli uffici e più internazionali. Abbiamo, infatti, aperto una sede in Marocco, a Casablanca, dove abbiamo un team di operation che lavora per tutta l’Emea”.

Anche l’organizzazione interna dell’azienda è stata modificata. “Anni fa Arrow gestiva il business secondo organizzazioni separate – ha aggiunto Puccio –. Oggi è però difficile tenere distinte le diverse attività di network security, data center, servizi e cloud perché, a fronte della continua crescita dell’interazione e della collaborazione dei processi, le attività tendono sempre più a sovrapporsi”.

L’esplosione di ArrowSphere

Tre anni fa, Arrow ha lanciato a livello internazionale ArrowSphere, piattaforma di gestione delle applicazioni cloud di Arrow che mette in contatto l’azienda con il vendor e che il partner, a sua volta, può ribrandizzare per il cliente finale. “Ora la domanda di ArrowSphere è cresciuta – ha puntualizzato Puccio – e in Italia è addirittura esplosa durante l’ultimo anno e i numeri sono diventati importanti”.

Negli ultimi tempi è cambiata anche la richiesta del global delivery service. “Le aziende presenti in più paesi del mondo hanno sempre più sedi periferiche – ha affermato Puccio – e questo fa nascere la necessità per i system integrator di gestire il delivery dell’hardware a livello mondiale.  Rispetto a qualche anno fa, viene richiesta più potenza di calcolo guidata dall’intelligenza artificiale e non tutti possono permettersi di averla on premise. Il valore aggiunto del cloud sta nel consentire un facile accesso a un certo tipo di risorse. Questo sarà il vero motore della sua vendita”.

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Il training as a service

Arrow ha anche introdotto il training as a service, una soluzione per colmare il gap tra la formazione tradizionale e le nuove esigenze del system integrator di avere tecnici per il delivery.

In passato, si parlava principalmente di formazione standard in aula e di consulenza classica. In questi anni, la formazione si è spostata sempre più online e quella fatta in aula non sempre riesce a soddisfare le esigenze del system integrator che deve disporre di persone in grado di fare un delivery”.

A fronte di ciò, Arrow ha affiancato al training as a service anche la formula Arrow Tuo. L’obiettivo è fornire un insieme di formazione classica, training on the job e capacità, anche on demand nel tempo, di supportare le esigenze dei system integrator nell’ottica di essere un vero advisor per i loro clienti. “Siamo da sempre impegnati a supportare il canale – ha evidenziato Puccio –, assicurando le migliori soluzioni, ma mantenendo la semplicità di accesso e assistenza del nostro team”.

Ha preso il via quest’anno per la prima volta anche la ArrowCloud Academy. “Abbiamo avuto 40 iscritti, tra studenti e professionisti del settore che volevano migliorare le proprie skill, ma anche persone provenienti da altri settori. L’iniziativa rappresenta un’opportunità per creare risorse per noi e per i nostri clienti”.

I nuovi brand in portafoglio

Dando un’occhiata ai nuovi brand entrati recentemente nel portafoglio, Arrow evidenzia Prolion, che propone una soluzione volta a mettere in sicurezza dal ransomware i dati sul data center, e CybeRefund, che propone una soluzione di assicurazione per il mobile che è una sorta di via di mezzo tra un prodotto e un servizio. “Abbiamo deciso di aprire questa partnership perché era una proposta che mancava al nostro portafoglio – ha precisato Puccio –. Abbiamo aggiunto anche xFusion per i server e Quest. Stiamo poi guardando a soluzioni per il cloud e cercheremo anche di aggiungere anche alcuni hyperscaler perché è un mercato che sta continuando a crescere e ci sono player importanti non ancora presenti in Europa e tantomeno in Italia”.

A breve Arrow dovrebbe poi ufficializzare l’arrivo di una soluzione per l’analisi del codice. “Nel prossimo futuro ci orienteremo anche verso partner che sono meno orientati alla rivendita del prodotto e maggiormente alla programmazione. Si tratta di partner con cui abbiamo lavorato poco in passato, ma ora vediamo che molti vendor hanno ampliato l’offerta con soluzioni specifiche e di conseguenza anche noi ci stiamo muovendo per cercare partner di questo tipo”.

Ancor più attenzione alla sostenibilità

La sensibilità rappresenta sempre di più un caposaldo per Arrow, che ha ampliato la sua apertura verso progetti di corporate social responsability e tematiche ecologiste. In tal senso, l’azienda ha avviato diverse iniziative, che vanno dalla riduzione del consumo di carta a una partnership con il banco alimentare per evitare sprechi (in questo caso, la collaborazione tra Arrow, Villa Quaranta e il Banco Alimentare del Veneto è stata pensata per favorire il recupero delle eccedenze alimentari durante l’evento), per arrivare addirittura all’attenzione alla gadgettistica sostenibile. Attraverso Treedom, Arrow ha inoltre dato vita a una foresta di 400 alberi. Infine, ha aderito anche a Ocean Cleanup.

Abbiamo anche cercato di realizzare la Arrow University in modo che fosse il più possibile vicina all’impatto zero”, ha concluso Puccio.