Puccio di Arrow: se la motivazione è forte tutto è possibile

Arrow University 2020 - Michele Puccio, sales director Arrow Enterprise Computing Solutions per l'Italia, lancia messaggi chiave per non perdere i risultati che si sono ottenuti durante gli ultimi mesi difficili. Su cloud e IoT di strada da fare ce n'è ancora.

Puccio di Arrow: se la motivazione è forte tutto è possibile

Se la motivazione è forte tutto è possibile. Durante il lockdown la motivazione ha raggiunto il picco storico e il canale It ha registrato risultati impensabili. Non si deve perdere di vista la competitività, ma sfruttare i momenti di crisi per rivedere i processi interni, aggiornarsi, aumentare le competenze per essere pronti quando passerà la grande crisi in cui siamo ancora immersi”. E’ un messaggio chiaro e netto quello che lancia Michele Puccio, sales director Arrow Enterprise Computing Solutions per l’Italia, a margine dell’Arrow University 2020 che, quest’anno, ha visto una formula virtuale.

L’incertezza spaventa gli investimenti

Un messaggio che Puccio rivolge a sé stesso, ai suoi collaboratori e al canale tutto. “Non dobbiamo permettere che il pessimismo cosmico riduca il coraggio che serve per investire”, afferma. “Se fosse così, è certo che tutti gli sforzi fatti durante il periodo di lockdown, con il remote working, andrebbero persi. L’incertezza paventata sul blocco dei progetti di fine anno non fa bene al mercato e non dà positività sugli investimenti. Non posso pensare al lockdown di Natale! E’ terribile rovinare il momento più romantico dell’anno!”.

Puccio, in sostanza, vuole lanciare un messaggio di positività ma non di incoscienza. Il manager è ben cosciente di quanto successo ma teme un irrigidimento sugli investimenti quando in realtà, proprio durante i mesi più difficili, c’è anche chi ha saputo vincere perché, da brava formica, aveva fatto nel passato i giusti investimenti in digitalizzazione, per esempio, aveva rivisto le competenze e capito che avrebbe dovuto essere pronto a qualsiasi evenienza. E, purtroppo, così è stato.

Consapevolezza sul cloud: non è un nemico

Puccio di Arrow: se la motivazione è forte tutto è possibile
Michele Puccio

La velocità con cui, nel giro di pochi mesi, le aziende hanno risposto a un mancato stop delle attività è stata impressionante. Se pensiamo a come molte aziende hanno proseguito l’attività, durante il lockdown, permettendo ai propri dipendenti di lavorare dalle loro abitazioni, la risposta è presto data. “Il lockdown ha corrisposto a un periodo di profonda accelerazione sul cloud. Gli utenti finali e i reseller hanno visto una crescita in questo senso e lo vediamo anche dalle attivazioni in ArrowSphere (la piattaforma cloud del distributore, ndr) tanto che quest’anno ci hanno avvicinato circa 250 nuovi rivenditori. Ma ci sono ancora margini di crescita. Le aziende si sono preoccupate di dare accessi da remoto ma quando si parla di cloud, va ripensata l’organizzazione e l’infrastruttura. Sono questi – afferma Puccio – i progetti che sono partiti ma il vero cambiamento ancora deve arrivare. Possiamo dire che il lockdown ha sdoganato le perplessità sul cloud”.

Un lavoro da farsi che va al di là della sola cultura tecnologica, secondo Puccio, bisogna guardare anche alla riorganizzazione del lavoro. “Si pensi a quante potenzialità poco utilizzate ci sono in Office 365, per esempio, il potenziale è enorme e dobbiamo coinvolgere i clienti sul potenziale della tecnologia e sulla condivisione delle informazioni”.

Un business che corre sotto il segno della cultura

Insomma, si tratta di evangelizzare. Ma Arrow come ha reagito in questi scorsi difficili mesi? “Concentrazione su attività online, webinar, bootcamp sempre virtuali, andando a spiegare e dimostrare nel concreto i risultati di un determinato investimento. Quindi mostrare quanta competenza ci sia e serva per creare una determinata infrastruttura. In poche parole, dobbiamo scardinare la mentalità da app del telefonino!”.

Altro punto forte, raccontato da Puccio la scorsa edizione dell’University, è l’IoT. “Per noi elemento differenziante che resta nel cuore dell’azienda Arrow”, afferma Puccio. Mentre sul cloud Arrow è già in una fase avanzata di penetrazione del mercato e comprensione delle aziende, nell’IoT c’è ancora da fare. “Si pensi alla cultura del dato – spiega Puccio – dei big data, ma c’è confusione su come convertirli in un nuovo business. Noi ci siamo concentrati sulle case history attraverso le quali dimostriamo concretamente la fattibilità tecnica dell’IoT”. Si tratta, dunque, di condivisione di esperienze e nuove idee.

Puccio è soddisfatto dell’edizione 2020 di University. Da un lato racconta che quest’anno, grazie alla versione online, Arrow University è stata raggiunta anche da rivenditori che in genere non si spostavano fisicamente per raggiungere la convention.
I trend principali che vede Puccio sono: il cloud (in particolare il cloud ibrido permette di rivedere l’infrastruttura); il dato (diventa sempre più strategico e va protetto) e, come collante, la sicurezza dal momento che tutto diventa immateriale e facilmente attaccabile.