Havant, gruppo internazionale nato come SB Italia e oggi un riferimento nella Digital Innovation con focus sull’Intelligent Process & Content Automation, e Intesa, Trusted Solution Provider e uno dei principali QTSP italiani ed europei, uniscono le proprie competenze.
Nasce così un nuovo gruppo di riferimento per la digitalizzazione delle imprese europee, un unico punto di accesso per chi vuole affrontare questo percorso unendo la solidità del Digital Trust all’agilità dell’Intelligent Automation.
Per annunciare l’operazione e illustrare strategie e obiettivi del nuovo gruppo nel campo della digitalizzazione, Massimo Missaglia, Founder & CEO di Havant, Pietro Lanza, Managing Director di Havant e Chairman di Intesa, e Giuseppe Mariani, CEO di Intesa, hanno incontrato la stampa in un evento a cui ha partecipato anche Carlo Alberto Carnevale Maffè, Professor of Strategy alla SDA Bocconi School of Management.
Sovranità, intelligenza e fiducia: il contesto europeo
Oggi i temi più caldi per le tecnologie digitali destinate alle aziende sono la sovranità digitale, l’intelligenza (sia umana sia artificiale) e la fiducia nelle soluzioni offerte dai vendor nazionali, europei ed extraeuropei.
In Europa oltre l’80% dei prodotti, dei servizi e delle infrastrutture digitali arriva da aziende extraeuropee.
L’Unione Europea sta cercando di ridurre questa dipendenza sia stimolando le imprese del continente sia emanando norme sempre più restrittive sul rispetto dell’identità digitale e della riservatezza dei dati.
In uno scenario mondiale segnato da politiche di tipo “tutti contro tutti”, l’Europa ha preso coscienza della propria vulnerabilità rispetto alle scelte politiche e strategiche di Stati Uniti e Cina. L’implementazione della sovranità digitale è quindi diventata una necessità di primaria importanza.
Il percorso europeo si distingue per regole e normative che altri Paesi non hanno: uno sviluppo diverso da quello di USA e Cina, più rispettoso dei diritti delle persone, ma che impone vincoli alle nuove tecnologie e che per questo può essere più lento.

Le sfide normative e tecnologiche per le imprese
Le imprese che vogliono restare competitive e crescere in uno scenario in rapida evoluzione tecnologica devono affrontare quattro trend principali: sovranità digitale, investimenti europei nell’intelligenza artificiale, semplificazione regolatoria, finanza e moneta digitale.
Su questi fronti le sfide in agenda riguardano la governance dell’AI, anche on-premise, il digital trust documentale, la resilienza estesa alla supply chain e la sostenibilità ambientale. Affrontare e vincere queste sfide, anche grazie agli incentivi europei e nazionali, non va visto come un costo ma una leva per la competitività presente e futura.
Quest’anno sono entrate ed entreranno in vigore normative come NIS2, AI Act ed eIDAS 2.0, quest’ultima alla base dell’EUDI Wallet nazionale.
Si aggiungono al DORA, in vigore da gennaio 2025, e saranno affiancate dal Cyber Resilience Act, atteso per dicembre 2027.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale è fondamentale contrastare la cosiddetta shadow AI, ovvero l’uso di strumenti di AI pubblici da parte dei dipendenti senza un controllo puntuale dei dati inseriti nei prompt.
Non intervenire su questo fenomeno significa rischiare di rendere pubblici dati sensibili aziendali. Per contrastarla si stanno affermando i modelli SLM, Small Language Model, contrapposti ai più noti LLM, Large Language Model. I primi sono più controllabili, possono girare on-premise, risultano più precisi nei domini verticali e comportano minori costi, latenza e consumi energetici.
Havant: identità, numeri e filosofia
Havant è nata per affiancare le aziende nel percorso della digitalizzazione e della trasformazione digitale. Portare le soluzioni digitali all’interno della struttura delle organizzazioni non è un percorso scontato, ma vale assolutamente la pena intraprenderlo, date le grandi opportunità offerte dalla digitalizzazione.
L’acquisizione di Intesa è una delle operazioni più importanti compiute da Havant nei suoi vent’anni di storia. Grazie a questo passaggio, Havant, da azienda italiana specializzata nella digitalizzazione dei processi, diventa un gruppo europeo della trasformazione digitale, con presenza in sei Paesi del continente e con un fatturato di 110 milioni di euro, 700 professionisti e oltre 5.000 clienti.

Massimo Missaglia
Havant ha sempre operato nel rispetto dei trend che oggi risultano evidenti: sovranità del dato, controllo dell’intelligenza artificiale, trust digitale e conformità normativa. Usiamo esclusivamente data center italiani e sosteniamo l’impiego di modelli di intelligenza artificiale sviluppati in Europa, o quantomeno open source, in modo che le imprese mantengano un controllo totale sull’AI. Per noi la conformità è un elemento fondamentale, tanto da aver ottenuto la certificazione ISO/IEC 42001, che definisce i tratti di un controllo puntuale dell’AI: tracciabilità dei prompt, intervento umano nelle decisioni critiche, gestione del rischio, rispetto delle leggi vigenti e trasparenza nell’utilizzo.
Il marchio offre ai clienti un sistema completo end-to-end, pensato per accompagnare le imprese lungo l’intero percorso dei processi digitali: acquisizione e gestione dei contenuti, automazione e orchestrazione dei processi, valorizzazione dei dati, uso corretto dell’AI, protezione delle identità digitali e delle informazioni.
Negli ultimi anni Havant ha investito nello sviluppo di una piattaforma potenziata dall’intelligenza artificiale, in cui l’AI non rappresenta un layer aggiuntivo, ma il centro stesso dell’architettura. La piattaforma si occupa infatti dell’elaborazione intelligente dei documenti, con una comprensione semantica dei contenuti che consente di riconoscere e correggere gli errori generati dall’OCR, oltre a generare in automatico le chiavi di ricerca e l’elenco delle informazioni contenute nei documenti.
Va sottolineato che Havant non è contraria a priori all’impiego dei grandi LLM, come ChatGPT: li integra anzi nella propria piattaforma per gli usi che non comportano rischi per l’azienda cliente. Per i processi più critici, invece, propone modelli SLM, in grado di garantire la massima protezione e riservatezza dei dati aziendali.
Nella sua storia Havant ha realizzato diverse acquisizioni, sempre non nell’ottica della semplice crescita del fatturato ma per acquisire nuove competenze e soluzioni capaci di soddisfare le esigenze dei clienti finali. L’arrivo di Intesa permette in particolare a Havant di allargare il proprio orizzonte geografico a livello europeo, con sedi in Italia, Olanda, Belgio, Francia, Germania e Irlanda.
Intesa: quarant’anni di storia nel digital trust
Intesa è nata circa 40 anni fa come joint venture tra IBM e FIAT, con l’obiettivo iniziale di digitalizzare la supply chain di FIAT, un ambito che nel tempo si è allargato alla digitalizzazione dei processi aziendali nel loro complesso.
Oggi Intesa è un Qualified Trust Service Provider eIDAS, con un portfolio di certificazioni unico nel panorama europeo. L’azienda fornisce servizi personalizzati alle principali società attive nei settori bancario, energetico e automotive. Le soluzioni proposte si basano su piattaforme proprietarie, Intesa Sign, Hive, ID e CMS, che supportano 5 miliardi di transazioni annue e gestiscono 7,5 miliardi di documenti digitali.
Una nuova offerta integrata

Pietro Lanza
L’unione tra Havant e Intesa porta alla creazione di un unico flusso di gestione delle informazioni digitali, che copre l’identità digitale, l’archiviazione a norma, la firma digitale, il workflow e l’intelligenza artificiale: un percorso continuo, governato e verificabile. Grazie all’arrivo di Intesa, Havant può contare su una copertura di mercato molto estesa, che comprende società finanziarie, utility energetiche, aziende manifatturiere, automotive, retail e GDO, oltre ai servizi sanitari. Le soluzioni del gruppo sono offerte sia alla Pubblica Amministrazione sia alle imprese, dalle grandi realtà enterprise fino alle PMI.
L’automazione resta il driver principale di Havant, con l’obiettivo di snellire i flussi documentali e informativi in genere, sempre nel rispetto delle normative e della sovranità del dato: un approccio concreto, mirato alle reali necessità delle aziende. Havant aspira così a diventare protagonista della digitalizzazione e dell’impiego dell’intelligenza artificiale a livello europeo.

Giuseppe Mariani
Con l’acquisizione, l’offerta di Intesa si arricchisce delle capacità di Havant negli ambiti dell’intelligenza artificiale applicata, dell’IDP e dell’orchestrazione dei processi: un’integrazione nativa che porta a un patrimonio consolidato di soluzioni e competenze specializzate, senza sovrapposizioni, per un’offerta più profonda. Per i clienti che già utilizzano i prodotti Intesa non è prevista alcuna migrazione forzata: potranno invece accedere alle tecnologie e alle soluzioni in cui Havant eccelle, a partire dall’impiego controllato dell’intelligenza artificiale.






