Il mercato globale dei semiconduttori apre il 2026 con un risultato destinato a pesare su tutta la filiera tecnologica, dal cloud ai data center, fino al canale ICT.
Secondo le nuove rilevazioni di Omdia, nel primo trimestre dell’anno i ricavi del settore hanno raggiunto quota 319 miliardi di dollari, con una crescita del 27% rispetto al quarto trimestre 2025. È il livello trimestrale più alto mai osservato da quando la società di analisi monitora il mercato su base quarter-on-quarter, cioè dal primo trimestre 2002.
A imprimere l’accelerazione non è stato l’intero comparto in modo uniforme, ma soprattutto la memoria. DRAM e NAND hanno quasi raddoppiato i ricavi in un solo trimestre, spinte dalla domanda legata all’intelligenza artificiale, dai data center e da un equilibrio tra domanda e offerta ancora molto teso. La conseguenza è un mercato dei chip sempre più condizionato dalle infrastrutture AI e dalla capacità dei produttori di sostenere volumi, rese produttive e transizioni tecnologiche.
La memoria cambia il ritmo del mercato
Il dato più rilevante riguarda il peso assunto dalle memorie nel fatturato complessivo dei semiconduttori. DRAM e NAND hanno rappresentato oltre il 40% dei ricavi del settore nel primo trimestre 2026, una quota molto superiore alla media storica di lungo periodo, indicata da Omdia intorno al 20%. Questo significa che il mercato non sta semplicemente crescendo: sta cambiando struttura.
La spinta arriva dall’esplosione dei carichi di lavoro AI, che richiedono capacità di calcolo, storage ad alte prestazioni e componenti in grado di sostenere architetture sempre più dense.
In questo scenario, la memoria non è più un componente accessorio, ma diventa uno degli elementi centrali della catena del valore dei data center.
La NAND è stata il motore più evidente di questa fase. I ricavi hanno sfiorato i 48 miliardi di dollari nel primo trimestre 2026, con una crescita del 96% rispetto al trimestre precedente.
Alla base di questo salto ci sono prezzi medi di vendita in forte aumento, saliti del 95% su base sequenziale, e una domanda sostenuta da AI e data center, in un contesto di offerta ancora vincolata.
AI e data center sostengono i prezzi
Il boom della memoria fotografa un passaggio delicato per l’intera industria tecnologica.
La domanda di infrastrutture AI continua a essere elevata, mentre la capacità produttiva non riesce a riequilibrarsi rapidamente.
Omdia evidenzia che l’utilizzo degli impianti resta alto e che la ripresa dell’offerta è frenata da transizioni tecnologiche, curve di apprendimento sulle rese produttive e complessità legate al mix di prodotto.
Per il mercato, questo si traduce in una pressione al rialzo sui prezzi e in una maggiore attenzione alla disponibilità dei componenti.
Per vendor, distributori, system integrator e operatori del canale, la dinamica è particolarmente rilevante: i costi delle infrastrutture AI, dei server, dello storage e delle piattaforme data center rischiano di essere sempre più condizionati dall’andamento della memoria.
La crescita non riguarda quindi solo i grandi produttori di chip. Ha effetti diretti sulle strategie di procurement, sui listini, sui tempi di consegna e sulla capacità dei partner ICT di costruire offerte sostenibili per imprese che stanno accelerando sull’intelligenza artificiale.![]()
Fuori dalla memoria la crescita è più contenuta
Il quadro cambia se si esclude la componente memory. Secondo Omdia, il mercato dei semiconduttori non-memory è cresciuto di poco oltre il 2% nel primo trimestre 2026. Si tratta comunque di un risultato positivo, perché storicamente il primo trimestre tende a registrare un calo di circa il 4% sia per il mercato complessivo sia per la parte non-memory.
Alcuni segmenti hanno seguito dinamiche stagionali più tradizionali. Microcontrollori, componenti discreti e mercati ottici hanno registrato leggere flessioni o cali a una cifra medio-bassa.
Al contrario, i componenti legati all’ecosistema AI e data center hanno performato meglio rispetto al normale andamento stagionale, contribuendo a mantenere positiva anche la parte del mercato non direttamente legata alle memorie.
Il messaggio è chiaro: la crescita dei semiconduttori è sempre più polarizzata. Da un lato c’è la spinta eccezionale delle memorie, dall’altro un mercato più tradizionale che cresce in modo moderato e selettivo. A fare la differenza sono i segmenti agganciati alla trasformazione dei data center e alla nuova domanda di potenza elaborativa.
Un primo semestre sopra i 700 miliardi
La traiettoria indicata da Omdia resta positiva anche per il secondo trimestre 2026. La società prevede che la crescita continui, ancora trainata dai ricavi delle memorie. Il ritmo dovrebbe essere inferiore rispetto al primo trimestre, ma comunque sufficiente a produrre un incremento sequenziale superiore al 20% per l’intero mercato dei semiconduttori.
Se questa dinamica sarà confermata, il primo semestre 2026 potrebbe superare i 700 miliardi di dollari di ricavi. Clifford Leimbach, Practice Leader di Omdia, sottolinea che quattro trimestri consecutivi di crescita a doppia cifra mostrano la forza della domanda attuale di semiconduttori e mettono il settore sulla strada per superare la soglia del trilione di dollari nel corso dell’anno.
Cosa significa per il canale ICT
Per il canale ICT, il dato Omdia non è soltanto un indicatore macroeconomico. È un segnale operativo. La crescita dei semiconduttori, guidata da memoria, AI e data center, anticipa un mercato in cui la disponibilità dei componenti e la volatilità dei prezzi saranno sempre più decisive nella costruzione delle offerte.
I partner dovranno presidiare con maggiore attenzione la pianificazione degli acquisti, la gestione delle scorte e il rapporto con vendor e distributori. La domanda di infrastrutture AI continuerà a generare opportunità, ma anche complessità: margini, tempi di delivery e sostenibilità dei progetti dipenderanno dalla capacità di leggere in anticipo le tensioni della supply chain.
Il 2026 si apre quindi con un mercato dei chip in forte espansione, ma anche meno lineare rispetto al passato. La memoria sta rompendo gli schemi storici, l’AI sta ridisegnando le priorità industriali e il data center si conferma il centro di gravità della nuova domanda tecnologica. Per chi opera nel canale, il tema non sarà solo vendere più infrastrutture, ma governare una filiera più costosa, più selettiva e sempre più strategica.






