Per MSP, vendor di sicurezza e provider tecnologici la partita della cybersecurity si gioca sempre più sulla capacità di innovare rapidamente senza moltiplicare costi e complessità.
È su questo terreno che si muove il nuovo Proofpoint OEM Program, l’iniziativa con cui Proofpoint rende disponibili tecnologie di threat intelligence e detection da integrare direttamente all’interno di prodotti, piattaforme e servizi sviluppati dai partner.
L’obiettivo è chiaro: evitare che ogni operatore debba costruire e mantenere internamente infrastrutture di intelligence globali, permettendo invece ai team di sviluppo di concentrare risorse sulle componenti realmente distintive della propria offerta.
Più velocità per le roadmap dei partner
Il programma formalizza e amplia le attività OEM che Proofpoint già portava avanti, introducendo un modello più strutturato di collaborazione con vendor tecnologici, security provider e managed service provider.
Per il canale il vantaggio è soprattutto nel time-to-market.
Integrare capacità di threat intelligence già disponibili significa ridurre il lavoro necessario per costruire internamente sistemi di raccolta, aggiornamento e analisi delle minacce e, di conseguenza, accelerare il rilascio di nuove funzionalità.
In un mercato nel quale tecniche di attacco, vulnerabilità e strumenti utilizzati dai cybercriminali cambiano rapidamente, mantenere una capacità di intelligence efficace richiede infatti investimenti continui in ricerca, infrastrutture e competenze specialistiche.
Non basta più rilevare una minaccia
Proofpoint parte da un cambiamento evidente nelle esigenze dei security team. Individuare un evento sospetto non è più sufficiente: occorre capire quali minacce rappresentino un rischio concreto, quale priorità assegnare agli alert e quale azione intraprendere.
Il programma OEM porta all’interno delle soluzioni dei partner capacità che vadano oltre la pura detection, aggiungendo contesto alle informazioni raccolte e supportando attività di indagine e automazione.
Gli ambiti di integrazione comprendono firewall e network security, vulnerability ed exposure management, SIEM, XDR e SOAR, fino ai servizi MDR, alle piattaforme di threat intelligence e alle soluzioni dedicate alla protezione degli ambienti AI.
Active Exploits Protection è il primo tassello
Ad aprire il nuovo portafoglio è Proofpoint Active Exploits Protection, soluzione che viene resa disponibile attraverso il programma OEM.
Proofpoint prevede di aggiungere progressivamente altre tecnologie man mano che saranno pronte per essere integrate nelle offerte dei partner.
“Il nostro OEM Program offre ora ai partner tecnologici una modalità di collaborazione più chiara e definita”, afferma Stan de Boisset, SVP, Global Channels di Proofpoint.
Secondo il manager, la disponibilità di Active Exploits Protection attraverso un programma dedicato può aiutare i partner ad accelerare l’innovazione, differenziare i prodotti e costruire esperienze di sicurezza più orientate alla prioritizzazione e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Per gli MSP cambia il valore del servizio
È proprio sul fronte dei servizi gestiti che il modello può assumere un peso particolare. Gli MSP si trovano oggi a dover gestire un numero crescente di alert, tecnologie e fonti informative, mentre i clienti chiedono risultati più facilmente comprensibili e soprattutto azionabili.
Integrare direttamente intelligence e detection all’interno dei propri servizi può consentire ai provider di arricchire gli alert con maggiori informazioni sul contesto, migliorare le attività investigative e offrire una reportistica meno legata alla semplice segnalazione tecnica e più vicina alla valutazione effettiva del rischio.
Per un MSP significa potenzialmente aumentare il valore del servizio senza dover sostenere da solo gli investimenti necessari a costruire una struttura globale di threat intelligence.
L’AI aumenta il bisogno di intelligence affidabile
L’altro elemento destinato a incidere sulle strategie dei provider è l’intelligenza artificiale. Con l’automazione che entra sempre più profondamente nelle security operation, l’affidabilità dei dati utilizzati per alimentare algoritmi e processi decisionali diventa determinante.
Proofpoint punta quindi a mettere a disposizione dei partner informazioni costantemente aggiornate che possano essere utilizzate anche per sviluppare esperienze di sicurezza assistite dall’AI.
L’obiettivo è rendere più comprensibile non soltanto quale minaccia sia stata individuata, ma anche perché debba essere considerata prioritaria e quale intervento possa risultare più appropriato.
L’OEM diventa una leva di differenziazione
La questione, per il canale, riguarda infine la capacità di differenziarsi. Vendor e MSP operano in un mercato nel quale le piattaforme tendono ad ampliare continuamente il proprio perimetro funzionale e i clienti chiedono contemporaneamente maggiore semplicità, automazione e rapidità di risposta.
Accedere a tecnologie sviluppate da uno specialista esterno consente ai partner di evitare di replicare internamente ogni componente della security stack e di investire invece sulle caratteristiche che identificano maggiormente la propria proposta.
È questa la scommessa del Proofpoint OEM Program: trasformare threat intelligence e detection in componenti integrabili all’interno di un ecosistema più ampio di prodotti e servizi.
Per MSP e vendor, la possibilità è quella di accelerare l’innovazione e portare sul mercato servizi più evoluti senza dover costruire da zero tutta l’infrastruttura necessaria a sostenerli.






