Le strategie di OVHcloud per crescere in un mercato dinamico

La società ha elaborato strategie per creare a livello mondiale 150 local zone in tre anni. Due sono già state attivate e presto sarà il turno di Milano.

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OVHcloud ha incontrato la stampa a Milano per illustrare le sue recenti iniziative, fare il punto sui risultati raggiunti nel 2023 e anticipare le strategie per il 2024, alla luce del progresso tecnologico e delle esigenze in continua evoluzione del mercato italiano. Hanno partecipato John Gazal, Vice Presidente Sud Europa e Brasile, che ha parlato delle strategie di crescita dell’azienda, Dionigi Faccenda, Partner Program Manager, che ha illustrato il programma per i partner, Alessandro Di Felice, Key Account Manager, che ha presentato l’impegno di OVHcloud con l’Agenzia Spaziale Europea.

Presente e futuro di OVHcloud

Le strategie di OVHcloud si articolano su quattro punti: accelerazione del business con forte impatto nel “move to PaaS” (Platform as a Service), nuovi formati di crescita, innovazione per fare concorrenza ai grandi hyperscaler americani, il rapido sviluppo del fronte italiano.

Forte della sua crescita e delle sue strategie, OVHcloud è l’unico cloud provider europeo nella top ten mondiale. Il suo successo si deve anche a cinque elementi principali: un cloud sovrano, un modello integrato e sostenibile (l’azienda costruisce da sé i computer per i data center), un ottimo rapporto price/performance, un’ampia offerta di prodotti e servizi per fare concorrenza diretta agli hyperscaler, la forza di un ecosistema locale.

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John Gazal, Vice Presidente Sud Europa e Brasile

I risultati finanziari a livello mondiale della società sono lusinghieri, grazie sia a un consolidamento in mercati in cui è leader sia a un’accelerazione in virtù delle strategie move to PaaS. Il private cloud vale per il 60% del reddito dell’azienda e in questo settore OVHcloud è al primo posto in Europa, nella top five nel mondo. La società, sempre nel private cloud, ha visto un aumento mondiale del 13% nell’anno appena concluso, a fronte di un mercato in crescita del 10%. L’Italia è in linea con questi numeri.

Anche il mercato del web cloud è importante per OVHcloud. È la numero due in Europa, la sesta in Italia. A livello mondiale, il web cloud conta più o meno il 20% delle vendite, con una crescita del 6%.

Nel mondo, a livello di dimensioni e di valore, il mercato del public cloud vale 120 miliardi e cresce del 20%, il mercato PaaS 120 miliardi, il private cloud 20 miliardi e aumenta del 10%, il web cloud 5 miliardi e cresce del 5%. Come è facile intuire, OVHcloud punta con le sue strategie ai mercati più ricchi, quindi public cloud e PaaS.

Per crescere, la società ha acquisito cinque mesi fa la tedesca Gridscale, e successivamente ha annunciato l’intenzione di creare a livello mondiale 150 local zone in tre anni. Per quest’anno, il primo, i piani sono di fondare 15 local zone, principalmente in Europa e in America. Due local zone sono già state attivate (l’annuncio è di una decina di giorni fa), a Madrid e a Bruxelles. Prima dell’estate di quest’anno, poi, sarà il turno di Milano, che ospiterà la prima local zone italiana, che consentirà a OVHcloud di offrire la localizzazione italiana dei dati e del computing come punto focale delle sue strategie in Italia.

Per l’azienda l’innovazione è di fondamentale importanza nelle sue strategie, innovazione necessaria per fare concorrenza agli hyperscaler americani e che si articola in tre elementi: sicurezza, sostenibilità, evoluzione dei prodotti. Per quanto riguarda la sicurezza, OVHcloud è certificata secondo le norme più severe in Europa e tre anni fa ha annunciato l’Hyper Resilience Plan, per rafforzare la sicurezza di 40 data center sparsi nel mondo. Il piano comporta un investimento di 30 milioni di euro e oggi l’azienda ha a disposizione i siti per garantire la tripla copia dei dati per la piattaforma di Parigi, con tre data center a circa 30 chilometri di distanza l’uno dall’altro.

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Dionigi Faccenda, Partner Program Manager

Sul fronte della sostenibilità, OVHcloud è sostenibile by design, costruisce in proprio le macchine per i data center e può calcolare end to end l’impatto ambientale dell’intero processo, dalla fabbricazione, al trasporto, all’installazione. Quest’anno la società ha annunciato il lancio di Carbon Calculator, disponibile gratuitamente per i clienti italiani nel sito di OVHcloud. Per ora il calcolo è end to end per i servizi bare metal. In estate arriverà l’aggiornamento per il calcolo in public cloud. La società punta a raggiungere, a livello mondiale, il 100% di energia a bassa emissione di carbonio nel 2025, il net zero (Scope 1, 2, 3) nel 2030.

Per sviluppare l’ecosistema con i partner, OVHcloud ha inaugurato in Italia i Tech Labs, eventi di formazione organizzati sull’intero territorio nazionale, con l’obiettivo di evangelizzare sulle nuove tecnologie, formare i partner, illustrare i prodotti a livello sia tecnico sia commerciale.

OVHcloud è anche attiva nello stimolare la crescita delle start up italiane, con un programma dedicato che offre supporto tecnico e crediti da 10.000 a 100.000 euro all’anno. A livello mondiale, l’azienda ha già aiutato 3.750 start up. Qui in Italia sono state 120 negli ultimi tre anni, 70 quest’anno.

Il partner program e l’innovazione

Il programma per i partner di OVHcloud è rivolto ai system integrator, Var e Msp. A questi sono offerti formazione e incentivi per finanziare prodotti specifici. L’azienda non richiede alcuna quota di ingresso per la fruizione di questi servizi.

Sono disponibili molte certificazioni per i prodotti, gratuite e accessibili all’interno del portale dedicato ai partner. OVHcloud vuole crescere con i propri partner e attualmente ne conta circa 1.350 nel mondo. In Italia sono circa un centinaio e nell’ultimo anno se ne sono aggiunti circa 20. Questi ultimi nuovi partner sono principalmente integratori e sono fondamentali per sviluppare all’interno delle aziende, per far adottare soluzioni come kubernetes e AI.

La partnership è organizzata su quattro livelli: Standard, Advanced ed Elite, un livello creato quest’anno e oggetto di attività di marketing, eventi specifici, Tech Lab. A questi si aggiunge il quarto livello, costituito dai partner strategici.

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Alessandro Di Felice, Key Account Manager

Per quanto riguarda l’innovazione, OVHcloud non dimentica il suo passato. Dato che il 60% del fatturato proviene dal settore private cloud, l’azienda ha migliorato le prestazioni e le modalità dei servizi che si aggiungono sui vari bare metal, per puntare in maniera più decisa al mercato enterprise.

A proposito del public cloud, la società ha ampliato l’offerta con più di 40 servizi interni, così da rendere la sua proposta assolutamente paragonabile a quella degli hyperscaler americani, con la differenza fondamentale che è sempre garantita la sovranità dei dati. Le informazioni affidate a OVHcloud, infatti, rimangono sempre e solo in Europa, come sottolinea con decisione l’azienda.

OVHcloud ritiene fondamentale l’intelligenza artificiale, il suo sviluppo e la sua diffusione. Ma la società tiene a ribadire che l’AI deve sempre essere fruibile da tutti. Quindi la parola chiave a proposito dell’intelligenza artificiale è democratizzazione. Questo significa che tutti i dati messi a disposizione dell’AI sono in Europa. Quindi la sovranità del dato la farà da padrona anche nel campo dell’intelligenza artificiale.

Come servizi, OVHcloud offre il training, il deploy, il notebook (scrittura di codice), l’App Builder (per il rapido sviluppo di applicativi). Tutto questo è poggiato su quattro pilastri: computing-storage-networking, pulizia del dato, sviluppo, pricing aggressivo.

Sul fronte dell’hardware, OVHcloud ha un accordo con Nvidia per l’impiego di schede H100, difficili da reperire sul mercato, disponibili ai clienti finali per svolgere i calcoli più impegnativi. L’azienda si sta organizzando anche per il quantum computing: sta investendo molto in questo settore e ha acquisito Quandela, per offrire il calcolo quantistico come servizio.

La new space economy

Lo spazio, soprattutto quello intorno alla Terra, è un contesto ideale per mettere in pratica i principi di OVHcloud. La new space economy necessita di molta innovazione ma richiede anche di essere sostenibile dal punto di vista economico. Intelligenza artificiale, test nelle local zone, servizi PaaS, sono tutti ambiti in cui OVHcloud può dare il suo contributo.

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Grazie al partner Serco, OVHcloud sta lavorando con l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, per applicare molte innovazioni proprietarie. A questo proposito è fondamentale la politica dell’azienda nella gestione dei dati, politica che coincide perfettamente con le esigenze della Comunità Europea e dell’ESA, ovvero rispettare la sovranità del dato.

Un importante progetto spaziale in cui è coinvolta OVHcloud è Destination Earth (DestinE), un’iniziativa della Commissione Europea per sviluppare un modello digitale della Terra su scala globale. Questo modello permetterà di monitorare, simulare e predire l’interazione tra i fenomeni naturali e le attività umane, nell’ottica del Green Deal e della strategia digitale della Commissione Europea.

OVHcloud con Serco sta sviluppando una piattaforma che servirà per questo progetto, con tre elementi di base: il data lake dove risiedono tutti i dati satellitari di Copernicus (ma anche da altri sensori e dai social), i digital twin dell’ecosistema terrestre, la piattaforma che permette di accedere a dati e modelli utilizzando tutta la gamma di servizi di OVHcloud.

Anche il progetto Phi Lab di Frascati è importante e ospita start up, studenti e ricercatori. In questo caso l’azienda offre gratuitamente i servizi cloud per stimolare l’innovazione. OVHcloud ha esteso la sua collaborazione anche a una quarantina di Business Incubator Center dell’ESA (ESA BIC), che faranno parte dello startup program della società e a cui saranno proposti voucher di accesso ai servizi cloud.

L’apertura delle local zone candida OVHcloud a diventare protagonista anche per il programma spaziale italiano Iride. Pure in questo caso l’azienda può offrire sia l’imminente archiviazione dei dati in Italia sia la reale sovranità sul dato, per una piena compliance alle regole italiane ed europee.