Tecnologia e innovazione, Roberto Pezzoni di Ivanti

Ringrazio i miei due ultimi manager francesi che, in tutti questi anni, mi hanno sempre spinto a migliorare e ad accettare nuove sfide.

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Roberto Pezzoni, Channel manager Mediterranean di Ivanti, si racconta attraverso un percorso che sottolinea la sua vocazione la tecnologia e l’innovazione.

Chi è…? Si descriva in poche battute

Sono un manager che da 22 anni opera nel settore ICT, nonostante sia l’ultimo ambito nel quale mi sarei mai immaginato di lavorare.

Cosa significa essere oggi ai ‘posti di comando’?

Per me trovarsi ai “posti di comando” significa riuscire a guidare le persone e il team attraverso un comportamento etico esemplare, riassumibile con il modo dire Inglese “Lead by example”. Sono sempre stato convito che per gestire al meglio i propri collaboratori e ottenere risultati migliori, il miglior metodo di insegnamento è quello che parte da un modello e da un esempio da seguire. Per quanto mi riguarda infatti, un manager non può limitarsi semplicemente ad assegnare un task o un compito al proprio team ma deve incentivare e uno spirito di collaborazione continuo.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?

Fondamentalmente a due cose: la fortuna trovarsi nel posto giusto al momento giusto e alla volontà di continuare a mettersi in gioco, superando i limiti imposti dalla propria comfort zone.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?

Inizialmente mi sono iscritto all’Università per seguire il corso di Scienze dell’educazione ma per diversi motivi, tra i quali l’obbligo di dover prestare servizio militare, ho deciso scelto di intraprendere una strada differente, avvicinandomi al settore ICT. Il mio primo contatto con la tecnologia è avvenuto all’età di 8 anni, quando trascorrevo interi pomeriggi giocando al Commodore 64.
La mia carriera nel settore ICT è iniziata come sistemista e help desk ed evoluta attraverso una serie di corsi serali che mi hanno permesso di acquisire gran parte delle mie competenze attuali.

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Mi dia tre aggettivi che descrivano il core business della sua azienda

Everywhere Workplace, Security e Asset Management.

Quali sono le migliori scelte che ha fatto da un punto di vista professionale?

Senza ombra di dubbio la scelta migliore che abbia mai fatto è stata quella di abbandonare, dopo 8 anni, la mia posizione di tecnico per assumere un ruolo più commerciale come quello di Partner Management.

Si è mai trovato nella necessità di fare scelte dolorose, ovviamente da un punto di vista professionale?

Tra le scelte più dolorose, che mi riguardano direttamente in prima persona, in passato ho lasciato alcune aziende per proseguire con la mia carriera, nonostante abbiano contribuito in larga parte a formarmi professionalmente. In qualità di manager invece, non mi sono mai ritrovato nella situazione di dover intraprendere scelte dolorose come quella di ridurre l’organico. Sono convinto infatti che qualsiasi manager dovrebbe prevenire queste situazioni, guidando al meglio i propri collaboratori.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?

In una persona ammiro moltissimo la correttezza e la franchezza, indipendentemente dalla notizia che si deve comunicare. Nel mio team chiedo sempre a tutti di condividere ed esprimere liberamente le proprie opinioni perché sono convinto che ciascuno di loro possa contribuire allo sviluppo del business e alla crescita professionale degli altri collaboratori.

Tra i difetti non amo quelli che vengono definiti “yes man”, ovvero tutti coloro che si limitano ad eseguire freddamente le attività che gli vengono assegnate per semplice interesse personale.

Direbbe grazie a…e perché? A chi chiederebbe scusa e perché?

Ringrazio i miei due ultimi manager francesi che, in tutti questi anni, mi hanno sempre spinto a migliorare e ad accettare nuove sfide.
Un altro grande grazie lo dedico alla mia compagna e ai miei figli che sono gli unici in grado di trasmettermi la carica nei momenti di maggiore difficoltà.
Per quanto riguarda la seconda domanda chiederei scusa ai miei genitori per alcuni errori fatti durante il mio percorso di studi.

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Tema giovani. Cosa cercano? Come giocano il loro futuro?

Mentre 22 anni fa il mercato del lavoro era molto aperto, quello attuale è contrassegnato da molta incertezza, numerose difficoltà e dalla carenza di figure professionali adeguate. A peggiorare ulteriormente la situazione, i giovani d’oggi vengono spesso sfruttati e sottopagati dalle aziende. Anche la situazione legata all’occupazione femminile non è di certo migliore, con la maggior parte delle donne che percepisce uno stipendio inferiore rispetto a quello di un uomo.
In questo scenario poco rassicurante, i giovani cercano almeno di migliorare il proprio equilibrio tra vita privata e professionale, prediligendo una tipologia di lavoro per obiettivi rispetto alla quantità di ore trascorse in ufficio.

Quali le criticità che ha messo in luce, nel suo quotidiano, il Covid-19?

L’arrivo della pandemia ha costretto le aziende di tutto il mondo a ripensare completamente all’approccio di go-to market e alla value proposition. Nello specifico, i manager, hanno dovuto reinventare rapidamente le strategie per mantenere la continuità del business in una situazione di incertezza.
L’adozione dello smart working ha modificato la normale concezione del lavoro, introducendo un approccio fondato sul raggiungimento degli obiettivi. In molti casi questo generato un incremento della produttività del singolo dipendente dovuto alla possibilità di gestire in autonomia il proprio tempo, dedicandosi anche ai propri hobby.
Tra gli effetti negativi dello smart working rientra invece il vertiginoso aumento di mail, messaggi e call che siamo chiamati a gestire quotidianamente che causano stress e fenomeni di burn out. Oramai si è arrivati a lavorare almeno 10 ore al giorno a ritmi frenetici.

Quali le modalità per procedere al cambiamento dopo la pandemia Covid-19?

Assumendo come dato di fatto che oggi i dipendenti preferiscono lavorare da casa, è indispensabile che le aziende adottino soluzioni ibride e in cloud per abilitare le persone a lavorare da qualsiasi luogo. In questo nuovo scenario la user experience del dipendente è diventata centrale e indispensabile da supportare. Al fine di raggiungere questo nuovo obiettivo è necessario implementare soluzioni automatizzate e dotate di intelligenza artificiale, ottimizzando anche i servizi offerti.
A mio avviso le piattaforme di messaggistica e di social working, assumeranno un ruolo centrale incrementando la produttività del singolo e dei team senza intaccare le relazioni umane.

Mi dia tre motivazioni per le quali oggi, le aziende, dovrebbero stare attente alla sicurezza.

Dal 2008 l’importanza assunta dalla sicurezza informatica ha subito un’impennata dovuta principalmente all’elevato grado di precisione dei cyberattacchi. I vettori più utilizzati dagli hacker sono principalmente messaggi SMS che veicolano link dannosi, email e in alcuni casi anche chiamate. Per questo motivo è indispensabile dotarsi di soluzioni di sicurezza BYOD e promuovere iniziative di formazione su questo tema all’interno delle aziende.

Ora facciamo ‘un gioco’…

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?

Polenta e cervo

Se fosse un quadro?

La persistenza della memoria di Salvador Dalì

Se fosse un film?

I Goonies

Se fosse una stagione?

Inverno

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?

Vivaista

Se avesse una bacchetta magica…

Creerei un futuro migliore per i nostri figli e applicherei la defiscalizzazione dei liquori.