Chip, la nuova “golden age” secondo Intel

Al WMF 2022, Intel ha prospettato 80 miliardi di euro di investimenti per potenziare la produzione di chip in Europa e ribilanciare geograficamente la supply chain.

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Con l’incremento esponenziale della centralità dell’informatica nella nuova normalità di un mondo che riparte dopo la pandemia, Intel vede delinearsi una nuova “golden age” dei chip, dove la crescita della domanda di semiconduttori sarà esponenziale man mano che l’informatica sarà ovunque, tutto il mondo sarà connesso, si diffonderà l’intelligenza artificiale e un’infrastruttura edge to cloud. Questo è quanto ha detto Al We Make Future (WMF), festival di riferimento sull’innovazione digitale e sociale, il Country Lead di Intel Italia Nicola Procaccio, in un intervento nel quale ha offerto uno sguardo su presente e futuro dei chip.

La domanda di chip è esplosa con l’emergenza pandemica, ma l’accelerazione della digitalizzazione era già evidente negli anni precedenti e si prevede che proseguirà anche nei prossimi anni. Questo è solo l’inizio di un ciclo di crescita a lungo termine per il settore dei semiconduttori e Intel ha deciso di potenziare la produzione negli Stati Uniti e in Europa, per ribilanciare la filiera che oggi vede l’Asia rappresentare circa l’80% della produzione di chip globale.

Per l’Europa Intel ha annunciato un investimento totale di 80 miliardi di euro per la realizzazione di nuove mega fabbriche di chip, hub di ricerca e sviluppo e iniziative per il futuro del computing.

Chip, la nuova “golden age” secondo Intel

Investimenti ambiziosi per potenziare la produzione di chip e ribilanciare geograficamente la supply chan, ma al contempo anche obiettivi importanti di responsabilità e sostenibilità della produzione, per un impatto positivo sul mondo, sull’ambiente, sulle persone. Obiettivi da raggiungere entro il 2030, quali:

  • 100% di elettricità da fonti rinnovabili in tutte le nostre operazioni di produzione nel mondo.
  • Risparmiare 4 miliardi kWh di energia elettrica.
  • Aumentare di dieci volte l’efficienza dei prodotti per dispositivi e server per aiutare i clienti a ridurre le emissioni.
  • Arrivare a ripristinare tanta acqua quanta ne viene consumata negli impianti.
  • Zero rifiuti in discarica e una strategia di economia circolare che coinvolga il 60% della produzione.

Intel sostiene dunque l’ambizione dell’Unione Europea di diventare un importante polo di produzione per i chip più avanzati al mondo, arrivando a rappresentare il 20% della produzione d’avanguardia mondiale, e supporta anche l’ambizione europea di una transizione green.

Nicola Procaccio, Country Lead di Intel Italia
Un chip è fra gli oggetti più complessi mai prodotti dall’uomo forse addirittura il più complesso, se si pensa che alcuni di essi contengono fino a 50 miliardi di transistor, ognuno dei quali è 10.000 volte più sottile di un capello umano. Un oggetto microscopico che viene costruito in fabbriche gigantesche, con stanze mille volte più pulite di una sala operatoria. Si tratta di un enorme sforzo per produrre un oggetto minuscolo, ma ne vale la pena, perché i chip sono il motore della digitalizzazione e rendono possibili tutte le esperienze digitali.