Trasformazione digitale: serve un cambiamento tecnologico

La trasformazione digitale si è affermata sempre di più come una vera e propria tendenza strategica che è stata accelerata dalla pandemia globale iniziata nel 2020.

Trasformazione digitale: serve un cambiamento tecnologico

Negli ultimi anni, la trasformazione digitale si è affermata sempre di più come una vera e propria tendenza strategica che, come tutti sanno è stata fortemente accelerata dalla pandemia globale iniziata nel 2020.

Oggi, le aziende di ogni dimensione, dalle startup alle grandi multinazionali, scelgono la trasformazione digitale non solo per apportare miglioramenti su larga scala, ma anche per promuovere internamente cambiamenti significativi, ripensando totalmente al modo di lavorare.

Il viaggio verso la trasformazione digitale richiede, però, anche un cambiamento tecnologico: l’innovazione è fondamentale per l’IT. Ma non può esistere cambiamento senza sperimentazione, che aiuta ad elaborare nuove idee e acquisire nuovi insight sulla domanda del mercato e dei clienti.

La conseguente misurazione dei risultati della sperimentazione attraverso l’analisi dei dati permette sia di comprendere le reali esigenze delle aziende di oggi che di guidare il processo decisionale per avere successo nell’era digitale.

Gli imprenditori devono comprendere che investire in tecnologia innovativa (meglio ancora se a prezzi contenuti con una modalità d’acquisto “a consumo”) è un elemento propulsore per il futuro di cui non possono più fare a meno per rimanere competitivi.

In questo contesto, è innegabile che la mole di dati prodotti sia aumentata esponenzialmente, diventando così uno dei punti focali per il business.

Trasformazione digitale: serve un cambiamento tecnologico
Donato Ceccomancini, Country Manager Infinidat Italia

Con l’aumento della dipendenza dai dati per creare valore e vantaggi competitivi, le aziende hanno la necessità di tutelarli in modo sicuro e continuativo.

Diventa, quindi, indispensabile ripensare alla propria infrastruttura di storage, mirando a una soluzione che, a fronte di attacchi ransomware o in generale della corruzione o cancellazione dei dati, consenta una recovery rapida per evitare lunghi tempi di inattività che per le aziende basate sui dati, si traducono in perdite finanziarie, danni alla reputazione, insoddisfazione dei clienti e altro ancora.

Secondo IDC, il guasto dell’infrastruttura costa in media alle grandi aziende 100.000 dollari l’ora, mentre i guasti delle applicazioni critiche richiedono un “tributo” molto più elevato, che va da 500.000 a 1 milione di dollari l’ora.

Essere sempre Always On è un fattore distintivo e per raggiungerlo è fondamentale spostare il focus dalla velocità dei backup alla velocità di recovery, pur mantenendo invariati i costi e aumentando l’agilità, per rimanere sempre al passo con i continui cambiamenti dettati dalla trasformazione digitale.

Da anni in Infinidat investiamo nello sviluppo di soluzioni software-defined sempre più sofisticate, per garantire ai nostri clienti non solo un’elevata affidabilità, ma anche la massima disponibilità. Il risultato è una crittografia dei dati end-to-end, ossia la protezione del dato per l’intero ciclo di vita, dal momento in cui viene generato fino alla sua distruzione, tutelando i dati “ovunque si trovino”, anche mentre transitano in rete.

Inoltre, grazie alle funzionalità dell’appliance InfiniGuard CyberRecovery, le nostre soluzioni offrono una protezione “trasparente” dell’intero ambiente di backup, includendo Immutable Snapshot e ripristino quasi istantaneo dei dati in punti temporali precedenti definiti in base alle policy del cliente. Il tutto accompagnato da una disponibilità dei dati al 100% e da modelli elastici di consumo.

a cura di Donato Ceccomancini, Country Manager Infinidat Italia