Esprinet: crescite a due cifre ma pesa l’incertezza della produzione

Il Consiglio di Amministrazione di Esprinet ha approvato il Bilancio consolidato e il Progetto di bilancio di esercizio al 31 dicembre 2020.

Esprinet: primo semestre 2021 in crescita
Alessandro Cattani

Il Consiglio di Amministrazione di Esprinet ha approvato il Bilancio consolidato e il Progetto di bilancio di esercizio al 31 dicembre 2020. Ricavi da contratti con i clienti pari a 4.492 milioni di euro in crescita del 14% rispetto al 2019. Anche l’Ebitda adjusted passa a 69,1 milioni di euro, +24% rispetto al 2019. L’Ebit arriva a 47,6 milioni di euro, +16% rispetto allo scorso anno.

Il 2021 si è aperto con segnali confortanti provenienti dall’industria farmaceutica relativi all’efficacia dei vaccini sviluppati per il contenimento della pandemia di Covid-19 ma con perduranti incertezze sui tempi necessari perché la popolazione possa essere vaccinata in misura tale da fermare la progressione della malattia, condizione necessaria per un effettivo ritorno alla normalità.Esprinet: crescite a due cifre ma pesa l'incertezza della produzione

Nonostante questa incertezza macroeconomica il settore tecnologico ove opera il Gruppo Esprinet ha beneficiato dei massicci investimenti di famiglie, imprese e governi sostenuti nel corso dell’anno 2020 volti soprattutto a garantire la possibilità di operare da casa durante i periodi di lockdown.

Per il 2021 gli analisti di settore prevedono la continuazione della positiva dinamica della domanda nel segmento consumer durante la prima parte dell’anno, mentre per il secondo semestre si ritiene che possa riprendere in modo più sostenuto la domanda del segmento business e corporate anche alla luce del sostegno da parte dei Governi per educazione, digitalizzazione della pubblica amministrazione e sanità.

Se si unisce a questa previsione di domanda dei consumatori finali una continua conferma del progressivo e costante spostamento dei flussi di vendita dei produttori verso il canale distributivo si può ritenere che il 2021 possa beneficiare, come di fatto avvenuto nel 2020, di favorevoli condizioni di mercato.

Continua però a pesare sulla complessiva performance del settore, e quindi del Gruppo Esprinet l’incertezza sui tempi di messa a regime degli incrementi di capacità produttiva degli impianti di produzione di componentistica elettronica che da mesi limitano la disponibilità in quasi tutte le categorie di prodotto.

Le incertezze macroeconomiche potrebbero poi innescare una spirale di insolvenze che potrebbero impattare negativamente sui costi assicurativi del credito.Esprinet: crescite a due cifre ma pesa l'incertezza della produzione

Stante il persistente livello di incertezza macroeconomico pur in presenza di condizioni di mercato sostanzialmente favorevoli il distributore ha optato per presentare la guidance per l’esercizio 2021 nel prossimo mese di maggio, alla luce anche della performance del primo trimestre.

Alessandro Cattani, Amministratore Delegato di Esprinet, ha affermato: “Concludiamo un 2020 che possiamo definire come il miglior anno della nostra storia. Ciò ha per noi una valenza ancora più significativa se letto unitamente al contesto globale delineatosi. Abbiamo consolidato la quota di mercato in tutti i mercati di riferimento. Il 2020 si è chiuso con ricavi in aumento del +14%, arrivati a un livello di quasi 4,5 miliardi di euro, e un Ebitda Adjusted in crescita del +24% YoY. Proseguiamo nell’implementazione della ROCE Driven Strategy, dopo aver migliorato tutti gli indicatori relativi al ciclo del circolante, con un ROCE che si attesta al 25,1%, rispetto al 9,8% del 2019. Le tre acquisizioni strategiche nelle Advanced Solutions portano inoltre il nostro segmento di business “a valore” a registrare ricavi pro-forma superiori a 780 milioni di euro.
I risultati ottenuti ci permettono anche di annunciare non solo la proposta all’Assemblea prevista per il 7 aprile 2021 di riprendere la distribuzione di un dividendo, precauzionalmente sospesa nel 2020, ma anche di proporre un innalzamento del pay-out al 50% dal 25-30% del passato, e la sua applicazione anche agli utili del 2019 in modo da recuperare la mancata distribuzione dell’anno scorso.
La forte domanda di digitalizzazione proveniente dalle imprese si è associata al massiccio utilizzo di prodotti e servizi informatici da parte dei consumatori. Come evidenziato dagli ingenti investimenti in tecnologie, consulenza e formazione che si stanno riversando su tutti i settori industriali, Cloud, Cybersecurity, Paperless, Big Data, 5G, connettività e IoT non rappresentano più il futuro, ma elementi del presente dai quali non si può più prescindere.
Siamo pronti per rispondere al meglio alla forte crescita della domanda di tecnologia prevista per i prossimi anni, consapevoli di come il ruolo dei distributori appaia sempre più centrale nel processo della loro corretta implementazione. Il nostro business model flessibile, il nostro know-how e la nostra continua selezione delle migliori soluzioni presenti sul mercato, ci consentiranno di affiancare tutti i nostri clienti nella configurazione, fornitura e fruizione delle più evolute tecnologie informatiche che, oggi più che mai, sono alla base del successo del business e della qualità della vita di tutti noi”, ha concluso.