La ricerca e l’analisi di Iungo su 350 imprese italiane su pratiche e criticità nella gestione della dichiarazione di conformità di materiali e componenti lungo la filiera. “Raccolta e gestione delle dichiarazioni di conformità materiali e componenti” analizza pratiche, criticità e livelli di maturità organizzativa adottati dalle aziende. Offrendo una fotografia aggiornata delle sfide operative e delle opportunità di miglioramento nella supply chain italiana. Il report vuole comprendere fino a che punto le imprese stiano realmente progredendo nella raccolta, nel controllo e nella gestione strutturata di queste informazioni, fondamentali per qualità, sicurezza e conformità normativa.
Raccolta e gestione delle dichiarazioni di conformità materiali e componenti” di Iungo
Nel contesto industriale odierno, con normative sempre più stringenti e attenzione alla sostenibilità, la gestione delle dichiarazioni di conformità di materiali e componenti è un elemento chiave per le aziende che operano in filiere complesse. Garantire la tracciabilità dei materiali e dimostrarne la conformità ai requisiti normativi è un adempimento formale. Oltre a una leva fondamentale per assicurare trasparenza, ridurre rischi legali. Inoltre affrontare con maggiore solidità audit e verifiche lungo la supply chain.
Dichiarazione di conformità – Operare con modalità poco strutturate è un errore
L’indagine evidenzia che il 64% delle realtà aziendali intervistate gestisce ancora le dichiarazioni di conformità di materiali e componenti con modalità poco strutturate. La situazione si riflette anche nella percezione del rischio. Le organizzazioni coinvolte stimano infatti un livello medio di esposizione pari a 2,8 (su una scala da 1 a 5). Un dato che suggerisce come l’assenza di processi strutturati e strumenti dedicati possa aumentare la vulnerabilità a errori, ritardi nella raccolta della documentazione e difficoltà nel dimostrare tempestivamente la compliance durante controlli o audit.
L’analisi di Iungo a un approccio di questo tipo
L’approccio comporta un notevole dispendio di tempo da parte delle funzioni aziendali e aumenta il rischio di ritardi ed errori nel reperimento della documentazione. In particolare, il 53%, delle aziende intervistate, impiega 3 o più giorni al mese per la raccolta e all’aggiornamento delle dichiarazioni dai fornitori. La difficoltà è confermata anche dal dato di 2,4 su una scala da 1 a 5. Essa indica quanto i referenti aziendali percepiscano complesso risalire rapidamente alle dichiarazioni di un componente acquistato.
Più il sistema è frammentato e manuale, più aumenta la fatica di ottenere informazioni aggiornate e affidabili. Tra le attività più impegnative emergono in particolare il sollecito dei fornitori (71%) per l’invio delle dichiarazioni, l’aggiornamento costante degli archivi documentali (78%). Oltre al monitoraggio delle scadenze, processo che per il 75% degli intervistati continua a essere gestito manualmente.
Ovviare alle complessità operative
A queste complessità operative si aggiunge la necessità di seguire costantemente l’evoluzione normativa. Un’attività che il 43% delle aziende trova difficile da gestire. Le revisioni periodiche della Candidate List delle sostanze SVHC, previste dal regolamento REACH, richiedono nuove verifiche sui materiali e sulla documentazione fornita dai partner di filiera. Recepire e integrare tempestivamente questi aggiornamenti serve solo a mantenere la conformità normativa. Oltre a garantire la corretta trasmissione delle informazioni lungo tutta la supply chain.
Il problema normative
A fronte di queste continue evoluzioni normative, emergono anche differenze significative nella gestione concreta dei materiali acquistati. Infatti, solo il 7% delle aziende dichiara di acquistare dai fornitori materiali non soggetti a una o più dichiarazioni di conformità. Mentre appena il 18% segnala dichiarazioni attualmente non gestite, ma che dovranno essere raccolte e monitorate dai fornitori nel prossimo futuro.
I consigli di Iungo
Micaela Valent, COO Area Solutions di Iungo
In un contesto di mercato sempre più regolamentato e orientato alla sostenibilità, la gestione delle dichiarazioni di conformità non è più un mero adempimento burocratico, ma un vero elemento strategico. Grazie alla digitalizzazione e a strumenti centralizzati, le aziende possono trasformare gli obblighi normativi in vantaggi concreti. Migliorando efficienza, trasparenza e collaborazione lungo tutta la supply chain. Per noi, la compliance proattiva rappresenta oggi una leva fondamentale per costruire filiere più resilienti, sicure e sostenibili. In grado di coniugare qualità, legalità e reputazione del brand.
In questa prospettiva, la gestione efficace delle dichiarazioni di conformità diventa uno strumento strategico per rispondere alle politiche europee. Esse promuovono maggiore trasparenza sui materiali impiegati nei prodotti e favoriscono un sistema produttivo più responsabile e sostenibile.






