Abilitare le persone e la tecnologia, l’evoluzione di Ansible

Cosa è successo a Ansible dopo l’acquisizione da parte di Red Hat.

ansible

Richard Henshall, Director of Product Management for Ansible, Red Hat, illustra l’evoluzione avuta da Ansible per quello che riguarda l’abilitare le persone e la tecnologia.

Con l’acquisizione di Ansible da parte di Red Hat nell’ottobre 2015, il principale fornitore di soluzioni open source al mondo ha aggiunto quello che probabilmente è il più popolare strumento di automazione IT al suo portfolio hybrid cloud. Da quel momento, Red Hat ha potuto offrire l’integrazione dell’automazione IT supportata dalle certificazioni e dalle competenze per le quali Red Hat è conosciuta in tutto il mondo.

La risposta ideale

Contribuendo a rendere l’innovazione open source ancor più pratica per l’impresa. A livello di prodotto, Ansible ha rappresentato la risposta perfetta al desiderio di Red Hat di offrire automazione attraverso un design più semplice e un’architettura modulare costruita in modalità open source. A livello di portfolio, Ansible ha colmato l’ambizione di Red Hat di supportare un’architettura multi-tier e di fornire una maggiore coerenza multi-layer e un supporto multi-vendor.

Abilitare le persone e la tecnologia

Ansible ha attraversato molte fasi: da strumento di pura automazione IT, è diventato punto di riferimento per le strategie applicative intelligenti. Espandendosi al contempo per includere soluzioni complementari dei partner certificati e nuovi casi d’uso volti a soddisfare i clienti ovunque si trovino nel loro percorso di innovazione. Anche con tutti questi cambiamenti, il focus di Ansible rimane la soluzione di problemi umani nella tecnologia, come ad esempio affrontare attività e processi ripetitivi su scala.

Risolvere un problema individuale

Ansible è nato come un modo per risolvere un problema individuale. Offriva ai non specialisti una tecnologia che semplificava la complessità tecnica. Trasformando insiemi ripetibili di attività in azioni che potevano essere eseguite senza intervento manuale, aprendo la possibilità di corposi risparmi di tempo. Questi principi fondamentali sono serviti come base per le iterazioni future.

La versione di Red Hat

La versione sviluppata da Red Hat ha scalato le esigenze di automazione dei singoli individui per raggiungere una dimensione di controllo enterprise. La natura semplice, potente e senza intermediari di Ansible si è estesa alla delega, alla registrazione e alla governance in quello che era Red Hat Ansible Tower (ora controller di automazione). La console di gestione centralizzata permetteva di eseguire Ansible Tower nell’intera infrastruttura IT aziendale. Ma la semplice scalabilità non è il punto di arrivo dell’innovazione; le tecnologie di automazione dovrebbero evolversi al mutare delle esigenze aziendali.

Affrontare la ripetibilità a livello organizzativo

La presenza di troppi strumenti diversi è sintomo di team che lavorano in maniera isolata, con il risultato di inefficienze più profonde, duplicazioni di lavoro inutili e ostacoli al coordinamento. Le aziende hanno iniziato a modificare il proprio pensiero sull’automazione. Oltre a vedere il potenziale delle tecnologie di automazione come moltiplicatrici di forze. Andando oltre una prospettiva individuale. Tuttavia, per realizzare con successo questo cambiamento era necessario che l’accesso all’automazione fosse garantito ad un maggior numero di persone e di team e in modo coerente ed efficiente in tutta l’organizzazione.

Il lancio di Red Hat Ansible Automation Platform

Red Hat ha lanciato Red Hat Ansible Automation Platform con funzionalità di collaborazione tra team, governance e analytics. Così da facilitare la creazione, la condivisione e la gestione dell’automazione in tutta l’azienda. Grazie a una piattaforma di livello enterprise per la creazione e la gestione dell’automazione su scala, le organizzazioni possono essere più efficienti. Poi ridurre i rischi e ottenere un’esperienza più coerente in tutti i domini infrastrutturali e tecnologici. La sua ri-architettura cloud-native ha ulteriormente ampliato questa idea. Aggiungendo funzionalità autonome per scalare tra i vari ambienti IT e spostando l’automazione più a fondo nel ciclo di vita dello sviluppo delle applicazioni.

Abilitare le persone e la tecnologia, dal 2015 l’evoluzione di Ansible

Individui e team potevano ora collaborare con una piattaforma che offriva la struttura, il controllo e l’architettura necessari per realizzare la visione strategica di un’organizzazione. Con le capacità tecniche per collegare i sistemi tradizionali con i servizi moderni, che abbracciavano il cloud ibrido e si estendevano dal datacenter aziendale fino all’edge più remoto.

Espansione dei casi d’uso con il supporto dei partner

La natura estesa di Ansible Automation Platform consente di scrivere moduli e plugin di connessione a diverse tecnologie per diversi casi d’uso in maniera più semplice. Dall’idea iniziale su quanto fosse possibile eseguire, si è passati al dove è possibile eseguire l’automazione. L’aggiunta di nuove funzionalità segue sempre lo stesso principio: se ci sono serie di attività che richiedono tempo, come è possibile renderle più rapide ed efficienti? Alla fine, lo scopo dell’automazione è risolvere un problema.

Interazione nativa

Un’interazione più nativa tra Ansible Automation Platform e i dispositivi di rete, storage, mainframe ed edge ha offerto un modo per risolvere la carenza di strumenti in questi spazi. Con un plugin di connessione, i team possono ora parlare con questi dispositivi e comunicare con comandi e attività in sequenza. Utilizzando competenze e flussi di lavoro con cui hanno già familiarità. Ansible Automation Platform vanta anche un ecosistema di partner e contenuti certificati in continua espansione. Solo negli ultimi tre anni, le Red Hat Ansible Certified Content Collections sono aumentate di oltre il 125%, con una media di quasi tre nuove collezioni di partner ogni trimestre.

Collegare l’automazione IT a funzionalità intelligenti

L’idea di collegare Ansible ad altri sistemi ha poi raggiunto il livello successivo: dal rendere le persone più potenti con l’automazione al rendere più potenti altri sistemi. Abbiamo introdotto Event-Driven Ansible per estendere il valore degli investimenti IT esistenti in tutta l’azienda, integrandoci con fonti di eventi provenienti da strumenti di monitoraggio, osservabilità e analisi IT di terze parti che i clienti già utilizzano.

Dopo aver ricevuto eventi da questi strumenti di terze parti, Ansible determina le fasi successive e agisce automaticamente in base a regole predeterminate. Senza necessità di alcuna interazione umana. Grazie a questo potere, Event-Driven Ansible aiuta a risolvere i problemi in maniera più veloce ed efficiente. Alleggerendo il carico delle attività manuali di routine e minimizzando le possibilità di errore.

Verso l’ampliamento

A questo punto, abbiamo operato nella direzione dell’ampliamento di soggetti e tecnologie che possono avvalersi dell’automazione. Tuttavia, dato che le lacune in termini di competenze continuano ad aumentare nel mondo dell’IT, c’è un’ulteriore richiesta di potenziare il numero di persone con l’automazione IT. Red Hat Ansible Lightspeed infonde l’intelligenza artificiale domain-specific di IBM watsonx Code Assistant direttamente in Ansible Automation Platform. Ciò significa che gli utenti possono inserire una semplice richiesta in inglese per produrre un Playbook Ansible appropriato. Rendendo più facile tradurre le competenze del dominio in codice YAML per affrontare subito le sfide relative ad uno specifico settore o funzione.

Abilitare le persone e la tecnologia, dal 2015 l’evoluzione di Ansible

L’adozione dell’automazione è più coerente e accurata in tutta l’organizzazione. In modo che tutti gli utenti, anche chi è alle prime armi, possano iniziare ad automatizzare le attività. Inoltre che gli utilizzatori più esperti siano sgravati da attività a basso valore. In sostanza, stiamo dando la possibilità a un numero sempre maggiore di persone di scrivere codice Ansible efficace per i propri scopi. Fornendo loro uno strumento per accedere più facilmente a conoscenze più approfondite.

Quali sono i prossimi step? L’era dell’intelligenza artificiale

Finora abbiamo delineato il valore dell’automazione IT e tutte le ragioni per cui abbiamo bisogno dell’automazione rimangono valide tutt’oggi. Il divario di competenze IT è in costante aumento. Le operazioni del day-2 sono ancora troppo manuali. La complessità è già tanta e sta crescendo. C’è pressione per fare di più con meno.

Contribuire a ridurre gli oneri

Il passo successivo di Ansible Automation Platform è quindi quello di contribuire a ridurre al minimo questi oneri. Offrendo gli strumenti per abbracciare appieno e accelerare l’adozione dell’automazione. Riteniamo che alcune delle funzionalità più importanti che possiamo offrire ai nostri clienti ruotino attorno all’intelligenza artificiale. Immaginate l’intelligenza artificiale che insegna ai principianti dell’automazione cosa fa un playbook, in modo che possano ampliare le loro competenze.

Oppure sviluppatori che riescono ad accelerare la propria produttività grazie ad un’intelligenza artificiale che fornisce i contenuti di cui hanno bisogno sul momento. O ancora, l’IA può rivedere un playbook di automazione di una PMI e migliorarlo ulteriormente, in modo che l’azienda sia in grado di concretizzare le proprie idee con contenuti di qualità superiore.

Confidenza per gli utenti

Si tratta di ipotesi molto vicine nel tempo, per cui è bene che gli utenti inizino a prendere confidenza con Red Hat Ansible Lightspeed, ora parte integrante dell’esperienza di Ansible Automation Platform. L’introduzione di Red Hat Ansible Lightspeed è un primo passo entusiasmante verso l’integrazione di Ansible con l’AI. Red Hat continuerà ad ampliare le possibilità con la stessa mentalità di automazione di sempre: aiutare il cliente a risolvere un problema.

L’empowerment guida l’innovazione dell’automazione

Non parliamo abbastanza di empowerment in quello che facciamo. Tutta questa tecnologia, in ultima istanza, serve a porre gli utenti, a qualsiasi livello di esperienza di automazione, nella posizione di utilizzarla efficacemente per risolvere i problemi. L’automazione IT capovolge la nostra misura del valore, che storicamente si è basata sulla velocità con cui ogni singolo collaboratore eseguiva il proprio compito. Ora, con l’automazione IT, quasi tutti i membri di un’organizzazione possono eseguire attività a un ritmo accelerato. Dunque, il valore dei singoli collaboratori diventa la loro capacità di innovare e di estendere le conoscenze agli altri. In modo da accelerare il proprio ritmo e amplificare l’innovazione in tutta l’organizzazione.

Qual è il motore dell’innovazione

È questo il motore della nostra innovazione: clienti e membri della community che applicano nuovi modi di pensare all’automazione. O che diffondono nuovi casi d’uso e promuovono ulteriori innovazioni basate su tecnologie più potenti. Responsabilizzando le persone e i team nel loro insieme, questi non avranno più necessità di affidarsi ad altri per proseguire nel loro lavoro. Potranno farlo da soli, perché hanno tutti gli strumenti.