Trasformazione digitale – Secondo una ricerca dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano a giugno terminerà il PNRR e l’agenda digitale italiana si troverà ad affrontare uno scenario diverso, con tante opportunità ma anche potenziali criticità. Come mostra la ricerca, negli ultimi anni, grazie al PNRR, il nostro Paese ha goduto di risorse straordinarie per la sua digitalizzazione: circa 49 miliardi di euro in 5 anni. Il 30% di tutte le risorse europee dedicate dal Piano alla trasformazione digitale, molto più degli altri Paesi membri.
La situazione in EUropa
Fondi che il nostro Paese ha utilizzato bene: siamo tra i più avanti in Europa nella realizzazione della trasformazione digitale prevista nel PNRR. Ma tra gennaio e giugno 2026 dovremo implementare ancora il 30% di quanto promesso alla Commissione Europea su questo fronte. A livello internazionale, l’Italia continua ad attestarsi nella parte bassa del ranking dei Paesi più digitalizzati: secondo gli indicatori della Digital Decade 2030 siamo 23esimi su 27 Paesi europei. Pur registrando un tasso di crescita in linea con quello di altri Paesi europei di pari dimensioni e complessità amministrativa.
Come approcciare il ‘nuovo mondo’ che nascerà dopo la fine del PNRR
Mentre realizzeremo nei tempi gli ultimi interventi del PNRR, è necessario pensare a come dare un futuro sostenibile alla trasformazione digitale del Paese.
Mariano Corso, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Agenda Digitale
Negli ultimi anni l’Italia ha goduto di risorse straordinarie per la propria digitalizzazione e ha accelerato su ambiti chiave per una PA più moderna ed efficiente. Ora che abbiamo un ‘sistema operativo’ per il Paese, basato su solide infrastrutture digitali, è necessario fare squadra e costruire un ecosistema organizzativo per l’innovazione digitale. Mentre lavoriamo per finalizzare quanto promesso alla Commissione Europea, dobbiamo pensare a come approcciare il ‘nuovo mondo’ post PNRR. Senza azioni mirate le infrastrutture digitali costruite in questi anni rischiano di non generare l’impatto duraturo di cui il Paese ha bisogno”
Un ‘tesoretto’ da 800 milioni di euro non spesi
Sarà necessario gestire con efficienza le minori risorse a disposizione per la trasformazione digitale. In parte, si potrà attingere al ‘tesoretto’ di 800 milioni di euro non spesi e messi da parte dagli enti locali che hanno realizzato i progetti del PNRR grazie ai voucher di PA digitale 2026. Ci sono poi i fondi strutturali in mano alle Regioni: circa 2 miliardi di euro al netto delle riprogrammazioni per l’iniziativa STEP. È importante non sottrarre al digitale ulteriori risorse per portare avanti le tante iniziative avviate grazie al PNRR.
Creare efficienza si può
Tornare indietro o fermarsi sarebbe deleterio per l’intero Paese. In questa sfida la PA avrà un ruolo di primo piano se saprà introdurre con efficacia l’IA al proprio interno. Il 57% del tempo lavorativo dei dipendenti pubblici è potenzialmente automatizzabile grazie all’IA, senza ridurre l’occupazione. Creando invece efficienza e liberando risorse per attività a maggior valore aggiunto in un settore pubblico che deve far fronte al problema dei pensionamenti. I principali vantaggi delle PA che hanno avviato sperimentazioni con l’IA sono il supporto alle decisioni (nel 45%) e il miglioramento della gestione documentale (41%).
PNRR e il ruolo di primo piano della pubblica amministrazione
Giuliano Noci, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Agenda Digitale
La PA italiana deve sfruttare appieno le opportunità offerte dall’IA. Per riuscirci, è innanzitutto necessario ripensare in chiave digitale i processi di erogazione dei servizi pubblici. Occorre poi investire nella qualificazione delle competenze dei dipendenti affiancandoli con agenti capaci di automatizzare le attività ripetitive e supportare le decisioni complesse. Consentendo così alle persone di concentrarsi su compiti a maggior valore aggiunto. È inoltre fondamentale rafforzare il coordinamento tra le PA e tra queste e il settore privato. Infine, bisogna dotarsi di sistemi efficaci di misurazione degli impatti, per garantire che gli interventi contribuiscano a ridurre, e non ad ampliare, le disuguaglianze dei nostri territori.
Nel digitale l’Italia ha completato il 56% delle milestone e dei target concordati
ll PNRR italiano dedica al digitale un’intera missione da 41 miliardi di euro, ai quali si sommano ulteriori iniziative di digitalizzazione nelle altre 6 missioni, per un totale di 49 miliardi. Da sola, l’Italia ha previsto di spendere il 30% di tutte le risorse europee dedicate al digitale, molto più degli altri Paesi europei. Diciotto Paesi hanno pianificato spese inferiori a 3 miliardi di euro, la Germania ha previsto 14 miliardi, la Francia 8,7. Solo la Spagna ha raggiunto livelli simili con 41 miliardi. Con 99 di 176 tra milestone e target già realizzati a fine 2024 (ultimo aggiornamento su cui è possibile fare comparazioni), l’Italia è tra i Paesi più avanti in Europa nella realizzazione della trasformazione digitale prevista nel PNRR. Abbiamo completato il 56% delle milestone e dei target concordati con la Commissione Europea. Però, con 53 tra milestone e target ancora da realizzare, da gennaio a giugno 2026 l’Italia dovrà implementare il 30% di quanto promesso alla Commissione per la propria trasformazione digitale.






