Alla base della sempre più diffusa e strategica digitalizzazione di imprese e pubbliche amministrazioni ci sono data center, reti di telecomunicazione, device e applicazioni software. Un aspetto non sempre adeguatamente valutato del loro utilizzo è che comporta consumi energetici rilevanti e un’impronta ambientale crescente. Al punto che, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, data center e reti di trasmissione rappresentano circa l’1,5% della domanda globale di elettricità, una quota destinata ad aumentare in modo sensibile con la diffusione del cloud e dell’intelligenza artificiale (I‐Com stima che si può arrivare al +127% entro il 2030). A fronte di tale dato, risulta evidente che la sostenibilità dell’IT non è più un tema accessorio, ma una priorità strategica che coinvolge l’intera catena del valore, dalle grandi aziende tecnologiche fino ai partner di canale che operano sul territorio.
Il ruolo delle imprese nella sostenibilità IT
Le imprese, sia pubbliche sia private, sono protagoniste dirette della trasformazione digitale sostenibile.
I grandi operatori tecnologici e cloud provider hanno avviato programmi strutturati di riduzione delle emissioni, basati su efficienza energetica, approvvigionamento da fonti rinnovabili e investimenti in tecnologie di rimozione del carbonio. Microsoft, per esempio, ha messo nero su bianco l’obiettivo di diventare carbon negative entro il 2030 e di alimentare i propri data center con energia a zero emissioni di carbonio.
Dal canto suo, Google punta a utilizzare energia completamente carbon-free 24/7 entro la fine del decennio. Anche molte imprese pubbliche e società partecipate stanno seguendo questa direzione, migrando verso infrastrutture digitali più efficienti e introducendo criteri ambientali negli appalti IT, con un effetto di orientamento dell’intero mercato.
Come la crescita dell’AI impatta sui consumi
L’esponenziale espansione dell’intelligenza artificiale rappresenta una delle principali sfide per la sostenibilità del settore IT. I modelli di grandi dimensioni richiedono potenze di calcolo elevate, con un conseguente aumento dei consumi energetici dei data center. L’IEA stima che la domanda elettrica legata all’AI e ai data center potrebbe raddoppiare entro il 2030 se non verranno adottate misure incisive di efficienza e gestione dei carichi.
Le imprese sono quindi chiamate a bilanciare innovazione e responsabilità ambientale, ripensando architetture software, infrastrutture e modalità di utilizzo delle tecnologie digitali. In questo scenario complesso, il contributo dei partner di canale diventa sempre più rilevante.

I partner, facilitatori della sostenibilità IT
System integrator, managed service provider, reseller e consulenti IT rappresentano il punto di contatto operativo tra le tecnologie dei vendor e le esigenze concrete delle imprese clienti. Il loro ruolo nella sostenibilità è spesso sottovalutato, ma risulta decisivo. I partner aiutano le aziende a scegliere soluzioni più efficienti, a progettare architetture IT ottimizzate e a migrare verso modelli cloud che riducono sprechi e sovradimensionamenti.
Attraverso servizi di assessment energetico, consolidamento dei server, virtualizzazione e gestione intelligente delle risorse, i partner contribuiscono a diminuire i consumi e le emissioni associate all’IT. Inoltre, sono spesso loro a tradurre gli obiettivi di sostenibilità in scelte tecnologiche concrete, adattate alle dimensioni e al settore di ciascuna organizzazione.
Cloud, servizi gestiti e riduzione degli sprechi
Il cloud computing è uno degli ambiti in cui il contributo dei partner è più evidente. Molte imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, non dispongono delle competenze interne per valutare l’impatto ambientale delle diverse opzioni cloud. Per i partner nasce quindi l’opportunità di svolgere un fondamentale ruolo di consulenza, così da guidare le aziende verso provider che adottano data center ad alta efficienza e alimentati da fonti rinnovabili.
I dati raccolti dell’IEA mostrano che la migrazione da infrastrutture on-premise inefficienti a servizi cloud condivisi può ridurre significativamente il consumo energetico per unità di calcolo, a parità di servizio. I servizi gestiti consentono inoltre di monitorare e ottimizzare nel tempo l’uso delle risorse, evitando sprechi legati a capacità inutilizzata.
Economia circolare e gestione del lifecycle
La sostenibilità IT non riguarda solo l’energia, ma anche il ciclo di vita delle apparecchiature. Ogni anno vengono generati oltre 60 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici a livello globale, con tassi di riciclo ancora insufficienti, come evidenziato dal Global E-waste Monitor dell’UNITAR (United Nations Institute for Traning and Research).
I partner possono supportare le imprese nell’adozione di modelli di economia circolare, offrendo servizi di ritiro, refurbishing e riutilizzo delle apparecchiature IT, oltre a programmi di smaltimento certificato. In questo modo, aiutano le organizzazioni a ridurre l’impatto ambientale e a rispettare regolamentazioni sempre più stringenti, trasformando la gestione dell’hardware da costo a opportunità di sostenibilità.

Normative e consulenza specializzata
L’evoluzione del quadro normativo europeo rafforza ulteriormente il ruolo dei partner. La Corporate Sustainability Reporting Directive richiede a un numero crescente di imprese di rendicontare in modo dettagliato i propri impatti ambientali, compresi quelli legati all’IT. Molte aziende faticano a raccogliere e interpretare questi dati, soprattutto per quanto riguarda le emissioni indirette.
Grazie a competenze verticali e strumenti di monitoraggio, i partner possono supportare le imprese nella misurazione dei consumi, nella selezione delle metriche più adeguate e nell’allineamento agli standard di reporting, riducendo il rischio di errori e di greenwashing.
Collaborazione lungo la filiera digitale
La sostenibilità nell’IT emerge sempre più come un risultato di filiera, non come l’esito di azioni isolate. Vendor tecnologici, imprese clienti, partner e settore pubblico devono collaborare per creare un ecosistema coerente.
Le imprese pubbliche possono orientare il mercato attraverso criteri ambientali negli appalti, mentre i partner traducono questi requisiti in soluzioni operative. Le aziende private, dal canto loro, possono valorizzare la sostenibilità come elemento competitivo, affidandosi a partner capaci di integrare obiettivi ambientali e performance tecnologiche. Questa collaborazione è essenziale per trasformare l’innovazione digitale in un fattore di riduzione delle emissioni anche in altri settori, come energia, mobilità e industria.
È evidente come i partner di canale rappresentino un anello fondamentale della catena, perché rendono operative le strategie di sostenibilità e le calano nella realtà quotidiana delle organizzazioni. In un contesto segnato dal sempre più ampio ricorso al cloud, dalla crescita dell’intelligenza artificiale e dalla pressione normativa, il ruolo di consulenti, integratori e gestori diventa sempre più strategico nel supportate politiche chiare e una visione di lungo periodo volte a coniugare innovazione tecnologica e tutela dell’ambiente.






