Digital Experience Platforms: svolta Agentic AI 2026

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Nel 2026 il mercato delle Digital Experience Platforms evolverà verso ecosistemi autonomi, sistemi connessi e interazioni vocali sempre più naturali.

Le Digital Experience Platforms e modelli di interazione digitale stanno entrando in una fase di profonda trasformazione, guidata dall’evoluzione delle tecnologie AI e, in particolare, dall’affermazione di modelli sempre più autonomi. Secondo le previsioni di Mike MacAuley, General Manager di Liferay UK, entro il 2026 le piattaforme non saranno più semplici strumenti di gestione dei contenuti, ma veri e propri ecosistemi capaci di prendere decisioni in autonomia, comunicare tra loro e offrire esperienze digitali più naturali e fluide.

In questo scenario, le Digital Experience Platform diventano il punto di convergenza tra dati, servizi e interazioni, assumendo un ruolo centrale nei processi aziendali.

L’evoluzione dei modelli autonomi nelle DXP

A differenza dei sistemi tradizionali basati su input continui dell’utente, i nuovi modelli introducono meccanismi in grado di analizzare il contesto, avviare processi e gestire attività complesse senza supervisione costante.

Per il mercato delle Digital Experience Platform si tratta di una svolta rilevante: le organizzazioni stanno già sperimentando casi d’uso concreti, che vanno dalla gestione avanzata dei contenuti fino al coordinamento di processi articolati. Questo approccio consente di ridurre l’intervento umano, migliorando velocità ed efficienza operativa.

Sistemi connessi e comunicazione tra piattaforme

Per esprimere appieno questo potenziale, le piattaforme dovranno evolvere verso architetture sicure, tracciabili e affidabili, progettate per operare anche in contesti complessi e regolamentati. Un ruolo chiave sarà svolto dalla capacità dei sistemi di dialogare tra loro, permettendo lo scambio di informazioni e l’esecuzione di attività condivise.

Secondo Liferay, questo paradigma inizierà a diventare operativo proprio nel 2026, segnando un passaggio decisivo per l’evoluzione delle Digital Experience Platform come infrastrutture intelligenti e interconnesse.

Interfacce vocali e nuove modalità di interazione

Un ulteriore trend destinato a ridisegnare il panorama delle piattaforme riguarda l’evoluzione delle interfacce utente. La crescente diffusione delle interazioni vocali apre la strada a un futuro in cui schermi e tastiere non saranno più centrali.

Grazie a sistemi sempre più evoluti, gli utenti potranno interagire parlando direttamente ai dispositivi, che saranno in grado di comprendere le richieste e portarle a termine in modo proattivo. La tecnologia assumerà così il ruolo di assistente personale intelligente, capace di anticipare le esigenze e liberare tempo dalle attività ripetitive.

Infrastrutture e governance: fattori chiave per il 2026

Guardando al 2026, il successo delle Digital Experience Platform dipenderà dalla capacità di:

  • integrare modelli autonomi in architetture solide e scalabili
  • gestire il passaggio dalle interfacce visuali a quelle vocali
  • offrire sistemi affidabili e coerenti, anche in ambienti complessi

Questa evoluzione richiederà governance chiara, interfacce robuste e infrastrutture flessibili. Un’adozione troppo rapida, non supportata da basi tecnologiche adeguate, potrebbe infatti generare criticità. I prossimi due anni saranno quindi cruciali per preparare il terreno a questa trasformazione.

Digital Experience Platform e scenario italiano

Nel contesto italiano, l’evoluzione delle DXP si inserisce in uno scenario caratterizzato da una maturità digitale ancora disomogenea.

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Matteo Mangiacavalli, Sales Manager di Liferay Italy
Esiste ancora un gap tecnologico che in alcuni casi è significativo, anche nella Pubblica Amministrazione, dove la priorità resta spesso la digitalizzazione di base dei servizi e dei processi. Oggi l’intelligenza artificiale viene utilizzata soprattutto in chiave generativa, per la creazione di contenuti e il supporto alla comunicazione. Tuttavia, proprio questo ritardo strutturale rappresenta un’opportunità.

Nei prossimi anni il focus si sposterà verso forme di AI agentica, in grado di governare processi complessi, automatizzare workflow e operare in contesti regolamentati in modo sicuro e tracciabile. Per l’Italia, questo passaggio non sarà solo un’evoluzione tecnologica, ma un’occasione concreta per fare un salto di maturità, adottando soluzioni capaci di orchestrare sistemi, dati e servizi esistenti, senza doverli necessariamente sostituire.

Un anno spartiacque per il mercato

Il 2026 si profila come un anno di svolta per il mercato delle Digital Experience Platform: un momento in cui aziende, sviluppatori e partner dovranno essere pronti a cogliere le opportunità offerte da piattaforme sempre più intelligenti, autonome e orientate alle nuove modalità di interazione.