Come ogni anno il Fintech District , con l’Osservatorio Fintech&Insurtech del Politecnico di Milano, ha realizzato l’Italian Fintech Map per una panoramica su fintech e techfin censite in Italia. Oltre alle principali aziende europee con matrice italiana, lo studio include anche player globali presenti sul mercato domestico attraverso la community. Il 2025 per l’ecosistema fintech italiano è stato un anno di consolidamento e caratterizzato da un crescente orientamento alla collaborazione tra attori diversi.
Oltre i 620 milioni i capitali raccolti dalla community di Fintech District
Nel corso dell’anno sono state attivate oltre 150 connessioni tra matchmaking fintech–corporate e intro tra aziende della community. Mentre i capitali raccolti dai membri del Fintech District hanno raggiunto €622 milioni. Osservando le realtà che compongono la community di Fintech District, emerge che il 30% è composto da aziende internazionali che operano nel mercato italiano.
Il fattore ‘sostenibilità’ diventa sempre più importante
Crescono, invece, le realtà ‘Fintech4Good’, con un forte orientamento verso sostenibilità e soluzioni in ambito ESG. Creando così un collegamento diretto tra finanza e benefici sociali e ambientali concreti. Le Fintech4Good salgono a 51 sul totale della community registrando un +37% rispetto all’anno precedente. Dato che riflette un’evoluzione ben precisa: la sostenibilità non può più essere considerata solamente compliance o reporting, ma una componente di prodotto (misurazione impatti, inclusione finanziaria, soluzioni ESG-native).
Analizzando questo segmento emerge come il 5,1% vede il proprio core business focalizzato su soluzioni in ambito ESG, mentre l’11,4% ha almeno una soluzione di questo tipo nella propria offerta. Guardando, invece, ai settori in cui operano, sono così suddivise: TechFin (32%), Payments (13%), Lending (13%), Crowdfunding (11%), Insurtech (9%).
Cresce l’internazionalità del mercato italiano
Non solo attenzione alla sostenibilità. Infatti anche l’AI si conferma elemento sempre più strategico per il business sta passando da una fase di sperimentazione a quella di industrializzazione. Con il 18% di aziende che nasce AI-native, mentre il 42% implementa componenti di AI in prodotti e processi. I segnali più forti arrivano dai segmenti dove l’automazione incrocia vincoli regolamentari e gestione del rischio (es. Regtech) o personalizzazione dell’offerta (WealthTech e Insurtech). Segnali positivi anche dall’estero, con le aziende straniere intenzionate a entrare nel nostro mercato. Confermando così l’Italia come Paese in grado di attrarre nuove realtà. Sono, infatti, 30 le aziende che nel 2025 hanno aderito al Soft Landing Program, sviluppato da Fintech District con Milano&Partners.
Fintech District: cosa attendersi nel 2026
Nel 2026 l’Embedded finance continuerà a spostare il baricentro. I servizi finanziari diventano capability ‘componibili’ che i settori non-finance integrano nei propri journey (pagamenti, assicurazioni, credito) per aumentare i livelli di conversione e retention. Le stime globali indicano una crescita del mercato che passa da circa 113 miliardi di dollari nel 2024 a circa 237 miliardi nel 2029, con un CAGR intorno al 16% (MarketsandMarkets). Tuttavia il valore reale non risiede nel volume, ma nella capacità di orchestrare per settore, caso d’uso e contesto. Il tutto tenendo insieme tre fattori: integrazione tecnica, gestione del rischio e della compliance e qualità dell’esperienza utente.
Più soluzioni che offrono servizi integrati
Con oltre 150 connessioni realizzate all’interno della community Fintech District nel 2025, anche quest’anno la collaborazione si conferma uno dei principali driver per crescita e innovazione. Una contaminazione sempre più trasversale che coinvolge fintech, startup e corporate che sembra rispondere alle richieste del mercato sempre più orientate verso soluzioni che offrono servizi integrati. I player digitali, infatti, stanno evolvendo verso piattaforme che integrano più servizi (pagamenti, gestione del denaro, investimenti, assicurazioni e servizi a valore) per offrire agli utenti un’esperienza completa sempre più fluida e contestuale all’interno di un’unica ‘super app’.
Puntare su integrazione, gestione del rischio e qualità dell’esperienza cliente
In questo senso, la capacità di orchestrare un ecosistema di servizi e offrire esperienze semplici, immediate e sicure rappresenta il terreno in cui si giocherà la competizione per un mercato, quello delle super app, che nel 2025 è stato stimato in $127,1 miliardi a livello globale e si prevede che raggiungerà $ 861,9 miliardi entro il 2035, registrando un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 21,1% nel periodo di previsione.
Il ruolo del Fintech District
Clelia Tosi, Head of Fintech District
I numeri del 2025 indicano un ecosistema che sta maturando. Aumentano le connessioni tra aziende fintech e techfin e Corporate ‘tradizionali’, così come le soluzioni che integrano AI e sostenibilità. Nel 2026 la capacità di rendere questi trend scalabili nei diversi settori sarà fondamentale. Anche attraverso un approccio basato su integrazione, gestione del rischio e qualità dell’esperienza cliente.






