Perché il 2026 per le risorse umane sarà l’anno della svolta

Come AI, welfare su misura e nuovi modelli di leadership stanno trasformando il ruolo delle risorse umane.

risorse umane

La Guida HR 2026 di Factorial spiega perché quest’anno il settore delle risorse umane dovrà fare scelte strategiche su tecnologia, benessere e sviluppo delle persone. Infatti l’AI entra stabilmente nei processi aziendali e va governata; la formazione smette di essere solo aggiornamento di competenze e diventa re-training profondo. Poi il welfare passa da benefit standard a leva strategica personalizzata. Mentre la leadership evolve verso modelli più umani, collaborativi e meno gerarchici.

La Guida HR 2026 e la sfida per le risorse umane

È questo il quadro che emerge dalla Guida HR 2026, che individua le principali discontinuità rispetto agli anni precedenti e i trend destinati a ridisegnare il lavoro. L’AI è ormai parte integrante dei processi aziendali. Secondo il Global AI Report 2025 di Factorial, il 76,4% dei lavoratori italiani utilizza l’intelligenza artificiale ogni giorno. Mentre circa un’azienda su quattro la impiega attivamente nei processi HR, con un incremento di 16 punti percentuali rispetto al 2024.

Il ruolo dell’AI e della formazione

L’AI non è più quindi un semplice supporto operativo, ma una vera e propria infrastruttura da governare. Essa impone nuove responsabilità in termini di trasparenza, supervisione umana e impatto sui processi decisionali. Allo stesso tempo, la formazione evolve: il focus si sposta dallo skill gap al re-training. Con un’attenzione crescente alle competenze cognitive e trasversali, sempre più centrali in un contesto automatizzato.

Come evolve il mondo del lavoro e quello delle risorse umane

Isotta Armenise, Senior Brand & Content Manager di Factorial
Negli ultimi anni il mondo del lavoro e dell’HR stanno cambiando in modo evidente. L’AI è solo l’ultimo tassello di un panorama molto più complesso. L’AI non è più una curiosità: è uno strumento di lavoro quotidiano. Ma insieme all’AI emergono anche nuove aspettative su engagement, formazione e retribuzione. Per questo nel 2026 il ruolo delle direzioni HR sarà ancora più strategico. La vera sfida sarà bilanciare innovazione e benessere, guidare il cambiamento senza perdere di vista ciò che dà senso al lavoro delle persone.

Guidare il cambiamento

La Guida HR 2026 descrive anche un’evoluzione profonda del concetto di benessere. Il welfare non è più efficace se proposto in modo standardizzato, diventa un fattore competitivo solo quando è costruito sui reali bisogni delle persone. Integrato in una strategia più ampia di crescita e qualità della vita lavorativa. Parallelamente, cambia il modo di intendere la leadership. Il modello gerarchico tradizionale lascia spazio a leadership più umane e meno verticali.

I dati sempre più importanti

In questo scenario, la funzione HR è chiamata a superare l’intuito come principale leva decisionale. La guida sottolinea come le decisioni basate sui dati, grazie alla People Analytics, diventino il prerequisito per politiche più eque, sostenibili ed efficaci. Capaci di incidere concretamente su engagement e retention. Anche il recruiting cambia prospettiva: non è più solo un processo di selezione, ma una promessa di valore. Processi di assunzione più collaborativi e trasparenti contribuiscono a costruire fiducia fin dalle prime fasi, perché la retention inizia prima dell’assunzione.

Il 2026 per le risorse umane sarà l’anno della svolta

Realizzata da Factorial, la Guida HR 2026  nasce come strumento di orientamento per HR manager, imprenditori e manager che vogliono comprendere come sta cambiando il lavoro. Inoltre come tradurre questi cambiamenti in scelte strategiche. La guida accompagna il lettore lungo tutto il ciclo di vita del dipendente e integra l’analisi dei trend con un focus sui principali cambi normativi del 2026, dalla trasparenza salariale allo smart working.