Ricerca Accenture sugli investimenti in AI, valore reale e aziende

Sono ancora pochi i lavoratori che oggi hanno le competenze necessarie per lavorare efficacemente con l’AI.

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La ricerca Accenture individua un gruppo ristretto, pari al 18% delle aziende, le cosiddette Talent Reinventors, in grado di trasformare gli investimenti AI in valore reale.

Mentre le aziende accelerano gli investimenti in intelligenza artificiale, emerge un divario sempre più evidente. Cioè l’86% delle organizzazioni investe in IA, ma solo il 43% prepara le proprie persone a utilizzarla in modo efficace.

Non sorprende quindi che solo il 19% dei lavoratori ritenga di avere oggi le competenze necessarie per lavorare efficacemente con l’AI.

Un nuovo studio di Accenture

Il nuovo studio di Accenture denominato “Talent Reinventors: Delivering Value with and For People”,  basato su 1.320 C-suite executive e 4.560 dipendenti in 12 Paesi e 20 settori, evidenzia come questa distanza stia già influenzando la capacità delle imprese di generare valore concreto dall’AI. La ricerca individua un gruppo ristretto, definite “Talent Reinventors”, che vanno oltre le sperimentazioni riuscendo a ottenere risultati misurabili dall’adozione dell’intelligenza artificiale.

Chi sono i Talenti Reinventors

Queste aziende ripensano il lavoro, creando le condizioni affinché la collaborazione e il co-learning tra persone e IA diventi parte fondamentale delle attività quotidiane. Integrando l’intelligenza artificiale nei processi chiave e sviluppando continuamente le competenze della forza lavoro. I risultati sono significativi: rispetto ad altre organizzazioni, le Talent Reinventors registrano miglioramenti nella cultura aziendale (7 volte superiori), nell’esperienza dei dipendenti (6 volte) e nell’adattabilità della forza lavoro (4 volte). Inoltre, registrano anche una crescita dei ricavi dell’1,8% e dei profitti dell’1,4% nel 2025.

Anche la crescita migliora

La transizione verso l’AI sta inoltre avendo un impatto significativo sulle persone. Il 55% dei lavoratori segnala situazioni di “cognitive overload” e il 49% teme che l’intelligenza artificiale possa avere effetti sulla propria occupazione. La ricerca evidenzia che la capacità di generare valore dall’IA dipende sempre più non solo dalla tecnologia ma dalla leadership, visibilità delle competenze e sicurezza psicologica nelle organizzazioni.

Il potenziale delle aziende secondo Accenture

Nonostante questo potenziale, molte organizzazioni faticano ancora a valorizzare i talenti interni. Quasi il 70% continua a fare affidamento principalmente su assunzioni esterne o ad hoc. Mentre il 45% dei dipendenti fatica a individuare opportunità di crescita all’interno dell’azienda. Le organizzazioni più avanzate passano da un approccio al talento basato principalmente su assunzioni esterne a una strategia in cui la formazione continua diventa parte integrante del lavoro quotidiano.  Le Talent Reinventors sono 7,2 volte più propense ad assumere dall’interno. E 16,5 volte più propense ad avere una visibilità in tempo reale delle competenze presenti in azienda. Permettendo di riallocare più rapidamente le persone verso ruoli a maggiore valore.

Roberta Marracino, Talent Lead di Accenture Italia
Il dato più significativo che emerge dallo studio è che solo il 18% delle aziende riesce oggi a trasformare gli investimenti in intelligenza artificiale in valore concreto. Questo dimostra che la vera sfida per la leadership non è solo tecnologica, ma organizzativa. Infatti riguarda il modo in cui le aziende ripensano il lavoro, sviluppano nuove competenze e guidano la trasformazione che non può essere vista come un programma con un inizio e una fine ma una reinvenzione continua. Le organizzazioni che otterranno risultati sono quelle che integreranno l’IA nel cuore dei processi e investiranno nelle persone con la stessa ambizione con cui investono nella tecnologia.