Nuovo Digital Maturity Report presentato da team.blue. Si tratta di un’analisi accurata sul livello di maturità digitale delle PMI europee. La ricerca evidenzia come molte realtà aziendali siano interessate ad adottare strumenti digitali e soluzioni di intelligenza artificiale. Allo stesso tempo siano frenate e disorientate per l’assenza di una direzione chiara sull’utilizzo di queste nuove tecnologie.
Quali sono le tendenze
Dai dati raccolti, emerge una tendenza ricorrente nell’utilizzo quotidiano degli strumenti digitali quotidiani. I social media guidano la classifica, con circa il 74% che li utilizza per mantenere la visibilità, connettersi con i clienti e promuovere il proprio lavoro. Subito dopo, il 73% degli intervistati dichiara di utilizzare il cloud storage, evidenziando come i sistemi digitali per l’archiviazione e la condivisione delle informazioni siano ormai parte integrante delle operazioni quotidiane.
Al di là di questi strumenti essenziali, molte aziende mantengono una dotazione digitale piuttosto semplice. Oltre la metà degli intervistati, infatti, dichiara di utilizzare attivamente piattaforme per la creazione di siti web e una percentuale simile fa uso di strumenti di collaborazione online.
La maturità digitale delle PMI europee
Una delle principali difficoltà riscontrate nell’adozione di strumenti digitali e tecnologie innovative riguarda la loro selezione e utilizzo. Il 30% degli intervistati non sa quali strumenti scegliere, il 26% dichiara di non avere le competenze o la fiducia necessarie per utilizzarli. Infine il 20% delle aziende indica la mancanza di tempo e risorse come ostacolo principale. Nonostante queste barriere, la trasformazione digitale avanza rapidamente.
La digitalizzazione avanza
Anche l’intelligenza artificiale sta guadagnando terreno nelle operazioni aziendali di tutti i giorni. Quasi 1 azienda su 5 la utilizza ampiamente e un altro terzo la sta sperimentando. Tuttavia, emerge uno scenario in cui poca chiarezza e mancanza di tempo prevalgono rispetto ad una adozione lineare di IA o di tecnologie innovative. Infatti il 19% afferma di non sapere quali strumenti dovrebbe utilizzare, il 17% riconosce di non avere le competenze o le conoscenze necessarie. Mentre il 13% indica di non disporre di tempo o risorse sufficienti.
Il valore aggiunto dei nuovi strumenti
Esiste però anche una nicchia di rispondenti che non riconosce il valore aggiunto dato da questi strumenti. Tra questi, il 59% opera da oltre dieci anni, un dato che suggerisce una certa resistenza al cambiamento. Inoltre una minore propensione a investire in nuove tecnologie da parte delle aziende più consolidate. Probabilmente perché abituate a modalità operative standard e poco innovative.
Secondo I dati di team.blue ci vuole più supporto
Infine, dalle piccole imprese emerge con chiarezza che la richiesta principale non riguarda nuove tecnologie, ma un supporto più semplice e concreto per utilizzarle al meglio. Il 26% dichiara di non possedere ancora le competenze o le conoscenze necessarie in questo ambito. Allo stesso tempo, una su due afferma che una guida passo-passo le permetterebbe di progredire nel proprio percorso digitale. Mentre il 42% segnala il bisogno di orientamento sugli strumenti più adatti e il 38% evidenzia il valore di formazione e workshop dedicati.
La fatica delle PMI
Claudio Corbetta, Group CEO di team.blue.
La crescita della tecnologia, e in particolare dell’intelligenza artificiale, procede a un ritmo che molte piccole imprese faticano a seguire. Dai dati emerge chiaramente che non manca l’ambizione, ma piuttosto orientamento su come tradurla in azione. Quando semplifichiamo il percorso e rendiamo gli strumenti accessibili, l’IA diventa un catalizzatore di creatività e crescita. L’opportunità è aiutare le piccole imprese non solo ad adottare l’IA, ma a plasmarne le potenzialità.






