L’SMS garantisce tempi di risposta brevissimi anche tra gli under 30 e si distingue come il canale più diretto per l’interazione e la ricezione i messaggi più importanti.
A rivelarlo, un’indagine svolta sui siti italiani del Gruppo Commify tra il 5 dicembre 2025 al 2 febbraio 2026 e condotta su 963. Come evidenzia Esendex, tra i player nelle soluzioni di comunicazione mobile, il 75,8% dei giovani tra i 18 e i 29 anni legge gli SMS istantaneamente, mentre un ulteriore 11,4% lo fa entro i primi tre minuti dalla ricezione.

Carmine Scandale, Country Manager di Esendex Italia
La natura diretta e ‘pulita’ dell’SMS e il fatto di non essere più utilizzato per le conversazioni personali permettono oggi di catturare l’attenzione in un mondo digitale denso di stimoli di ogni tipo. I dati della nostra ricerca confermano come l’SMS non sia affatto uno strumento obsoleto, ma al contrario un canale perfetto per raggiungere velocemente la Gen Z. È dunque la soluzione ideale quando è fondamentale avere la quasi certezza di una lettura rapida, come nel caso di avvisi urgenti o comunicazioni legate agli acquisti.
Questi dati testimoniano come quasi nove esponenti della Gen Z su dieci interagiscano con questo tipo di messaggio in una finestra temporale brevissima, mentre solo il 9,4% dei ragazzi attende la fine della giornata per la lettura e appena il 3,4% dichiara di non leggerli affatto.
Questa spiccata reattività posiziona l’SMS come un canale di comunicazione privilegiato non solo per le informazioni di servizio, come ad esempio conferme di spedizione o promemoria di appuntamenti, ma anche come un potente alleato per le strategie di conversational marketing. La forza del “vecchio messaggino” risiede, infatti, nella sua capacità di emergere dal sovraffollamento di notifiche delle app di messaggistica istantanea che riguarda oramai ogni utente, ma che è particolarmente critico nel caso dei più giovani, rendendo l’SMS uno dei pochi spazi digitali ancora percepiti come prioritari, quindi, da leggere rapidamente.

Nonostante venga spesso etichettato come uno strumento “da boomer”, la realtà dei dati smentisce nei fatti questo pregiudizio. La sua longevità è segno di una solidità che oggi lo rende più incisivo rispetto ad altri canali per le comunicazioni di rilievo.
Inoltre, la possibilità di arricchire questi messaggi con link a contenuti multimediali personalizzati rappresenta per le aziende un’opportunità per creare conversazioni interattive, trasformando una semplice comunicazione in un’esperienza cliente completa e coinvolgente, anche per un pubblico sempre più selettivo, come quello della Gen Z.






